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I tappi risorsa dell’Ateneo siciliano

I tappi risorsa dell’Ateneo siciliano

Palermo – “Oggi vediamo tappi, domani guardiamo al futuro”. Si chiama così il progetto promosso dall’Università di Palermo e che riguarda la raccolta differenziata di tappi di plastica: all’interno delle varie sedi dell’Ateneo sono stati posizionati alcuni contenitori per la raccolta dei tappi e il ricavato proveniente dal loro riciclo sarà utilizzato per contribuire alle attività di beneficenza promosse da Libera Palermo. L’iniziativa, presentata questa mattina presso l’Aula Capitò della Scuola Politecnica (edificio 7 di viale delle Scienze), si inserisce nell’ambito di Wasteland, il progetto promosso da UniPa, che si propone di coinvolgere istituzioni pubbliche, imprese private e realtà sociali al fine di sensibilizzare il mondo sul tema delle “Garbage Patch”, le enormi isole di plastica che galleggiano negli oceani di tutto il mondo, tramite il potere evocativo dell’arte. Il NOAA, l’Agenzia ambientale governativa americana, ha stimato come queste isole, formate da spazzatura e composte al 90% da materiali plastici, occupino una superficie totale pari a circa 16 milioni di chilometri quadrati. La plastica negli oceani va incontro a processi chimici, e tende a frammentarsi fino a raggiungere dimensioni microscopiche, venendo spesso scambiata per cibo dai pesci e così fluisce attraverso le reti alimentari. Proprio i tappi di plastica colorati, simbolo di uno “stato dei rifiuti”, sono il filo conduttore dell’opera artistica e divulgativa di Maria Cristina Finucci, che l’11 aprile del 2013 a Parigi, nella sede dell’Unesco, ha ufficializzato il “Garbage Patch State” che proprio oggi celebra il suo terzo anniversario a Palermo.
Tra l’altro l’Ateneo del capoluogo siciliano è, assieme all’Università di RomaTre, impegnato attivamente nella realizzazione della prossima opera dell’artista, la cui inaugurazione è prevista per il 4 giugno sull’isola di Mothia. “E’ un’iniziativa che ho sposato immediatamente quando mi è stata presentata alcuni mesi fa perché dimostra che cambiare è possibile, è possibile pensare in modo nuovo, provare a vedere le cose da un diverso punto di vista – dice il rettore, Fabrizio Micari -. E’ la dimostrazione che si può provocare e muovere, che si possono mettere in discussione delle certezze e al contempo passare alla proposizione di idee alternative. L’idea provocatoria della raccolta differenziata dei tappi di plastica e trasformarli in questi straordinari e meravigliosi oggetti è bella ed educativo: bisogna pensare sempre oltre”. Secondo l’assessore comunale all’Ambiente, Sergio Marino, “bisogna far comprendere i processi a chi ha difficoltà a capirli, e questo è un modello di comunicazione efficace perché dirompente: il rifiuto è anche bello, diventa opera d’arte. Inoltre, è stata avviata una collaborazione tra Rap e Università, attraverso un modello di raccolta all’interno della cittadella che – conclude Marino – mi auguro diventi un modello virtuoso per tutta Palermo”.

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