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Le ha donato il midollo. Ora sta bene.

Le ha donato il midollo. Ora sta bene.

Ha avuto un lieto fine la storia di una giovane donna che ha ricevuto il dono più grande da uno sconosciuto: il midollo osseo per continuare a vivere. A distanza di un anno e mezzo dal trapianto, ora che è arrivata la notizia che il pericolo è passato e sta bene,  il donatore gelese le ha voluto scrive una lettera che rappresenta un manifesto d’amore e di solidarietà verso chi soffre. E cosa c’è di più bello di una storia tanto ricca quanto gratuita che ha il sapore della vita che riprende il suo corso naturale con un atto di generosità: quello che ha indotto un giovane padre di famiglia a sottoposti ad un intervento per donare il midollo osseo? Abbiamo scelto questa storia per augurare la rinascita, non solo del corpo, ma anche dell’anima in occasione della Pasqua orami vicina. Ecco il contenuto della lettera che il donatore Nicola La Cognata ha indirizzato alla donna che la ricevuto parte di sé.

 

“Carissima,

non conosco la tua età, non conosco la tua identità, di dove sei o cosa fai, ma una cosa ora la sò con certezza, CHE STAI MEGLIO.

Non puoi capire quanto io sia contento di ciò.

Mi sono chiesto durante questo periodo sé eri in salute e sé tutto fosse andato per il verso giusto, grazie a Dio sembrerebbe che sia così.

Fino al giorno in cui non sono stato chiamato a dover fare il mio dovere di essere umano, poiché penso che sia un dovere aiutare il prossimo che ha bisogno, là dove è nelle nostre possibilità.

E mai come in questo caso, dove solo uno su centomila poteva aiutarti.

Ti posso dire, da donatore di sangue,che il passaggio a donatore del midollo sembrerebbe un salto facile, ma per l’ignoranza della materia, le paure e le inibizioni mentali, sono state tante le esitazioni.

Non conoscevo l’importanza della donazione del midollo, figurati che anche dopo qualche giorno la donazione, non capivo il perché di tanto stupore e meraviglia da parte delle persone che erano venute a conoscenza del gesto da me fattoo nel domandarmi: “MA CONOSCI QUESTA PERSONA?”.

MA, pensando che IO ero l’unica SPERANZA di VITA che ti rimaneva, mi ha fatto capire chi eri. MAMMA, FIGLIA, ZIA, SORELLA, CUGINA, ECC….

E catapultandomi nei panni del più caro dei tuoi familiari, ho pensando, che al suo posto io avrei fatto di tutto e chiesto a chiunque pur di salvarti la vita.

E quando sei un genitoriqueste emozioni si centuplicano ancor di più.

Pertanto, chiunque tu sia e dovunque tu stia, ti considero come un mio familiare e mi auguro che saprai far buon uso di questa possibilità che hai ricevuto.

Ti saluto con un abbraccio, che voglio che tu dia ai tuoi genitori e sé sei una mamma anche ai tuoi figli,perchè questa esperienza, avrà segnato tutti nella tua famiglia, così come lo ha fatto nella mia.

Ricordandoci ad avere fiducia nel prossimo e facendoci capire che la vera felicità consiste nel godere di un ottima salute.

BUONA VITA”

Nicola     la Cognata

 

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