Cronaca

La droga era ‘pomodoro, caffè e cosa’ le foto

La droga era ‘pomodoro, caffè e cosa’ le foto

Gela – 220 episodi di spaccio in strada, 64 capi d’imputazione e 16 ordinanze di custodia cautelare per indagini svolte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali che vanno avanti dal 2014 e che vedono coinvolte le città di Gela, Comiso, Catania, Palermo giungendo fino a Viggiano in Basilicata. Eroina e cocaina spacciate per strada tra la gente nei luoghi che la malavita aveva scelto per il traffico illecito di stupefacenti, tra questi anche una scuola.I carabinieri hanno osservato a lungo il territorio e studiato il linguaggio criptico utilizzato dai trafficanti che tornano a spacciare eroina in città. Segno dei tempi e della degenerazione della moralità del territorio per le Forze dell’Ordine che individuano il ritorno della pesante droga tra i gelesi, padri e madri di famiglia anche. Lo stupefacente era chiamato ‘il caffè, il pomodoro o la cosa’. Da qui il nome dell’operazione ‘Tomato’. Palermo e Catania erano le piazze preferite per importare la droga a Gela attraverso piccole dosi in un indotto di microcriminalità che mortifica costantemente il territorio.Tutto partirebbe da due rapine avvenute a Gela i cui proventi sarebbero stati reinvestiti in droga.I soggetti sottoposti a misura cautelare – per il GIP – hanno una pericolosa propensione al crimine che induce anche a pensare a una reiterazione dei reati: per questo motivo in 11 sono finiti in carcere. ‘ Gente che del crimine ha fatto un’abitudine di vita – ha detto il Procuratore Asaro – in una città veramente martoriata ma con brava gente che merita riscatto’. La droga veniva spacciata anche nel chiosco di una scuola di Piano Notaro che include tre plessi: gli assuntori erano persone ‘normali’, incensurati, anche in età adolescenziale, oltre a genitori insospettabili. I tossicodipendenti erano invece ‘sfruttati’ per il trasporto della droga in città fungendo da staffetta tra i capoluoghi di Palermo e Catania dove la droga veniva acquistata a buon mercato. Nell’operazione è coinvolta anche una donna palermitana moglie di uno degli arrestati.La richiesta di custodia cautelare è stata depositata dalla Dott.ssa Lara Seccacini oggi trasferita presso altra Procura.

Ecco il comunicato stampa del Reparto Territoriale dei Carabinieri:

‘I Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela in collaborazione con i militari dei Comandi Provinciali di Palermo, Catania, Caltanissetta, Potenza e Ragusa hanno dato esecuzione nel corso della notte a 16 misure di custodia cautelare al termine di un’operazione denominata “TOMATO”.
L’operazione dei Carabinieri della Sezione Operativa di Gela prese le mosse nel Settembre 2014 quando a seguito di alcuni arresti per rapina si vollero approfondire i canali di reimpiego del denaro provento di attività delittuosa. I militari dell’Arma con attività d’indagine tecnica e di riscontro e controllo del territorio, coordinate dalla Procura di Gela, hanno accertato numerosi acquisti di sostanze stupefacenti a Palermo e Catania per alimentare il mercato gelese di spaccio al minuto. I Carabinieri hanno focalizzato la loro attenzione su alcuni soggetti, già noti alle forze dell’Ordine che avevano contatti privilegiati sulle due principali città siciliane e acquistavano quantitativi considerevoli di sostanze stupefacenti di tipo eroina e cocaina.
CANALI DI APPROVVIGIONAMENTO: un soggetto si recava a PALERMO per acquistare eroina da reimmettere nel mercato gelese al minuto. Inizialmente da Palermo si rifornivano di eroina, successivamente, si rivolgevano per l’acquisto di cocaina nel catanese, in quanto il costo era più conveniente.
LINGUAGGIO CRIPTICO: in moltissime delle conversazioni captate il linguaggio utilizzato dagli indagati è palesemente criptico, per dissimulare il reale oggetto dei loro dialoghi, ovvero il riferimento sostanze stupefacenti. Pertanto, si è giunti a una corretta comprensione delle conversazioni con un’interpretazione sistematicamente convalidata dalle attività di riscontro sopra evidenziate, che hanno sempre condotto al sequestro di quantitativi più o meno ingenti di eroina e cocaina. In quest’ottica devono quindi intendersi relativi a sostanze stupefacenti i riferimenti contenuti nei dialoghi in questione laddove vengono utilizzati termini di uso comune quali “caffè”, “pomodoro” e “cosa”.
Le risultanze investigative dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela hanno trovato piena conferma nelle misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Gela su richiesta della Procura della Repubblica locale’.

SOGGETTI SOTTOPOSTI A MISURA:
➢ la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere nei confronti di:
1. AVENIA Massimiliano, cl.1979;
2. CALASCIBETTA Giovanni Battista, cl.1956; -IN PALERMO-
3. CRICCHIO Antonia, cl.1958; -IN PALERMO-
4. DI MAGGIO Vincenzo, cl.1989;
5. FECONDO Giuseppe Fausto, cl.1972;
6. MAZZOLINO Salvatore Graziano, cl.1992;
7. SCILIO Alessandro, cl.1979;
8. STAMILLA Salvatore cl.1972;
9. D’ANTONI Luigi, cl.1965;
10. TRAINA Giovanni, cl.1965;
la misura coercitiva degli arresti domiciliari nei confronti di:
11. FIACCABRINO Gaetano, cl.1971;
12. GUZZARDI Luciano, cl. 1964; -IN CATANIA-
13. MARINO Gaetano, cl. 1984;
14. PALERMO Giovanni, cl.1968;
15. ANTONUCCIO Salvatore, cl.1977,
➢ Obbligo di presentazione alla P.G.
16. S. A. -IN TEMPA ROSSA (PZ)-

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