Rubriche

La vigna del Signore

La vigna del Signore

Rubrica di ispirazione religiosa a cura di Totò Sauna

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti»

Matteo 21, 33-43

 

Vediamo Cristo come un ostacolo. Alla nostra felicità, alla nostra realizzazione. Lo accusiamo di tutto, dei nostri insuccessi,delle nostre insicurezze, dei nostri errori, di tutto. Basta aprire un giornale o guardare i notiziari televisivi per sapere quello che succede nel mondo. Da anni combattiamo contro i crocefissi nelle aule. Da anni, ho visto donne che scendono in piazza al grido “ l’utero è mio e me lo gestisco io”. Per, poi,vederle  diventare schiave  di qualche omosessuale che vuol diventare “mammo” con la pratica orrenda dell’utero in affitto. Dove sono le femministe che gridavano? Scomparse. Cristo deve essere cancellato da tutto. Da tutto. Illudendoci che senza Cristo troveremo finalmente la libertà. Qualelibertà ?  Si fa la guerra a Cristo in tutti i fronti. Allora uno pensa che finalmente questo sia vero. Che Cristo sia colpevole di tutte le disgrazie personali e mondiali. Allora, basta con ste prediche, basta con le rubriche che parlano di Cristo, basta. Prendiamoci la vita come viene. Viviamola cosi, succeda quel che succeda. Cosi viviamo la maggioranza di noi. Vittime degli eventi. Una illusione. Viviamo senza una rotta. Possiamo fare tutto quello che vogliamo. Che c’è di male a tradire la moglie? Lofaccia pure lei. E i figli? Ma, si, un errore. Cresceranno. Non più di uno. Un ostacolo alle vacanze. Poi, il pancione, le doglie.  La vita va vissuta. Che c’è di male. Credetemi amici lettori di visione di oggi io questa felicità oggi non la vedo. Non so voi ? vorrei saperlo. Io vedo, invece, tanta gente che al grido della libertà, che al grido dio è morto, è diventata schiava delle abitudini, degli idoli che ci siamo costruiti a nostra immagine e somiglianza. La macchina, l’immagine, il telefonino, il potere, l’avere. Idoli che ci hanno preso il cuore e ci fanno diventare schiavi e trascorriamo una vita che è un continuo correre ad averli. A possederli. Sempre più belli, sempre più nuovi. Vuoi mettere una sera  con amici con smartphone nuovo ?  Sai l’invidia. Puoi, succede una malattia improvvisa, una morte di un caro, un evento triste e tutto crolla. Stolti che siamo. Poi, quando siamo riusciti ad avere il nostro idolo tra le mani ci assale un senso di vuoto, di sconforto, di delusione. Scopriamo che non ci appaga. Come risolviamo tutto? Inventandoci un altro idolo e via di corsa.  Trascorriamo la vita cosi. Chi non può fare questa corsa, chi non può spendere, chi non può apparire, viene messo da parte. Gli diciamo che questa vita non può essere vissuta. Meglio morire. Sei un portatore di handicap, hai un tumore, sei sul letto, hai la Sla, meglio morire.Nello stesso tempo una cultura di morte trova spazio nelle televisioni. Sui giornali. Ci dicono che gli ammalati costano troppo, i vecchi costano troppo,  i disabili costano troppo, i debiti internazionali, il Pil, il Pol. Come troviamo la soluzione? Facciamo una campagna stampa e gli diciamo ma che vita è questa che state facendo? Uccidetevi o meglio, vi aiutiamo noi. Facciamo una leggina sull’eutanasia ed è fatto. Mi ricordo la vicenda del Dj Fabo. Nessuno, per esempio, disse perché il dj Fabo era in quelle condizioni ? Nessuno. Aveva avuto un incidente stradale perché parlava al cellulare. No, è meglio puntare dell’eutanasia.  Per non parlare delle convivenze tra i due sessi. Facendoci infinocchiare dalla D’Urso che sono una famiglia. Ecco, dove ci ha portato la morte di Cristo. In una confusione generale e la chiamiamo libertà e felicità. E quando non lo siamo e quando finalmente ci guardiamo dentro e ci accorgiamo tristi, infelici, perché capiamo che ci manca qualcosa,arriva e il mondo e ci dice: Non ti preoccupare prenditi questa pasticchina e starai bene, ti puoi divertire quanto vuoi e come vuoi . Finito l’effetto, ci ritroviamo soli, seduti nelle scale di qualche casa, tristi e piangendo, ci guardiamo in che condizioni siamo ridotti.Abbiamo fallito. Volevamo sostituirci a Dio. Volevamo cancellare la sua presenza nella società nel mondo, ma soprattutto nel cuore, invece, ce lo ritroviamo di fronte a chiederci di noi, della nostra vita, adaccoglierci a braccia aperte ad accarezzarci, a stringerci forte nel suo cuore, a perdonarci dei nostri deliri di onnipotenza, Crediamo di manipolare il mondo e le vite come ci piace la  natura. Vogliamo un mondo equilibrato e fraterno ma senza coinvolgere chi questo mondo l’ha voluto ideato e creato. Buffo.

Buona Domenica

Totò Sauna

banner vision

Stampa articolo
Visualizzazioni articolo: 335
Rubriche

di più in Rubriche

«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»

Redazione22 ottobre 2017

La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni

Redazione15 ottobre 2017

…..i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio

Redazione1 ottobre 2017

“Gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi”

Redazione24 settembre 2017

… non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette

Redazione17 settembre 2017

Se qualcuno vuole venire dietro me, prenda la sua croce….

Redazione3 settembre 2017

…. tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa

Redazione27 agosto 2017

“..sono stato mandato per le pecore perdute”

Redazione20 agosto 2017

Solo così si può arrivare all’altra riva

Redazione13 agosto 2017

Una ventata di freschezza nel panorama giornalistico locale. Una nuova avventura “web-based” voluta, creata e condotta da un team giovane e competente. Una piazza virtuale per tutti i gelesi sparsi nel mondo e non solo. Questo e molto altro nel nuovo web-magazine che racconterà Gela e il circondario attraverso notizie in tempo reale, approfondimenti e una particolare attenzione alle storie, ai personaggi e agli eventi.

iscritto al n.3/2010 del registro di stampa in data 28/05/2010 del tribunale di Gela
Direttore Responsabile: Rosa Laura Battaglia - Editore: Pubblivision P.IVA: 01991870856