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Un gelese alla Barcolana di Trieste

Un gelese alla Barcolana di Trieste

Trieste – C’è un giovane gelese, Rocco D’amico ( nella foto) alla Barcolana di Trieste con 1.108 iscritti.

La Barcolana è una storica regata velica internazionale che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre. Nota per essere una delle regate con più alta partecipazione, dall’edizione 2017, la Barcolana, con 2101 imbarcazioni iscritte, si pone in vetta nella classifica delle regate più affollate al mondo, un traguardo ambito e raggiunto con impegno da tutta la Società Velica di Barcola e Grignano. La particolare formula che la contraddistingue la rende un evento unico nel panorama velico internazionale: su una singola linea di partenza infatti si ritrovano a gareggiare fianco a fianco velisti professionisti e semplici appassionati, su imbarcazioni di varie dimensioni che vengono suddivise in categorie a seconda della lunghezza fuori tutto.

Il pubblico della Barcolana ha risposto con grande generosità all’appello  degli organizzatori della Società Velica di Barcola e Grignano e di Francesco Gabbani: circa 10mila persone hanno partecipato al concerto, sabato sera, in piazza dell’Unità, a tutti era stato chiesto, all’ingresso, di donare per il Burlo, l’ospedale materno infantile del Friuli Venezia Giulia, 2 euro. La risposta è andata oltre le aspettative, perché il pubblico ha donato ben di più, superando i 27mila euro di raccolta.

Chiari i valori in campo dopo la regata Bernetti disputata domenica in Golfo. La regata, considerata la “prova generale” di Barcolana, ha permesso di vedere all’opera alcuni tra gli equipaggi candidati alla vittoria, a partire da “Spirit of PortoPiccolo”, dei fratelli Gabriele e Furio Benussi, recentemente acquistata da una cordata di imprenditori. L’87 piedi ha evidenziato tutta la sua potenza e forza in condizioni di Bora sostenuta, rivelandosi una barca molto impegnativa da gestire e davvero di grande potenza. Prova generale e attesa a Trieste anche per il 78 piedi dell’imprenditore friulano Gabriele Lualdi, “E VAI”, gestita dai fratelli Rizzi: lo scafo è un Mylius 76 FB costruito a Piacenza, barca da crociera veloce, tutta realizzata in carbonio, con linee molto interessanti; difficile competere con Spirit of PortoPiccolo, ma i fratelli Benussi dovranno comunque tenere d’occhio sia questo avversario, sia il sempreverde Maxi Jena, domenica rivisto in regata con l’inossidabile Mitja Kosmina, in questa edizione dell’evento charterizzato dal partner di Barcolana, Musement.

IL Salone degli Incanti ha ospitato la Lectio Magistralis agli studenti dell’Istituto Tecnico Nautico di Trieste: un’occasione per trattare una serie di temi strategici relativi all’impegno del Corpo delle Capitanerie di Porto. La possibilità di incontrare i professionisti del mare di domani è stata un’occasione per sottolineare quanto sia importante l’economia del mare per il nostro Paese. L’incontro si è sviluppato su tre argomenti principali: l’Ammiraglio ha iniziato il suo intervento illustrando, attraverso riprese effettuate durante le operazioni in mare, le attività di ricerca e soccorso della Guardia Costiera nei diversi scenari operativi, dal Mediterraneo centrale all’area di responsabilità SAR italiana.

Ha quindi illustrato agli studenti dell’impegno del Corpo nella tutela del patrimonio ambientale marino, soffermandosi sull’importanza dell’educazione ambientale e della sensibilizzazione dei più giovani. L’incontro è terminato con una panoramica delle numerose attività istituzionali che la Guardia Costiera quotidianamente svolge al servizio della collettività. Durante l’incontro, personale specialistico della Guardia Costiera ha condiviso con i giovani presenti le proprie esperienze professionali.

Lo Swan 65 Force 9 of London parteciperà alle 49/a Barcolana con un equipaggio di giovani velisti della squadra agonistica Laser della Società triestina della vela. Il progetto proseguirà nel 2018 con la partecipazione alle regate mediterranee più blasonate. Si chiama Force 9 of London, è uno yacht armato a ketch (due alberi) del 1974, il nono Swan 65 uscito dal celeberrimo cantiere finlandese Nautor, ed è lungo poco meno di 20 metri fuori tutto. Una barca sua gemella, Sayula, resterà per sempre nella storia dello yachting per aver vinto il primo giro del mondo a vela, allora si chiamava Whitbread Round the World Race, oggi è nota come Volvo ocean race. Anche Force 9 prese parte alla medesima regata nel lontano 1977 con il nome ADC Accutrac.

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