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“Chi ha lavorato per azzerare il Pd non potrà tornare”. Le anticipazioni sulla direzione provinciale

“Chi ha lavorato per azzerare il Pd non potrà tornare”. Le anticipazioni sulla direzione provinciale

Gela – Le elezioni regionali 2017 appartengono già alla storia. I numeri sono stati letti e riletti, scandagliati, ripetuti, attribuititi a questo ed a quel ‘manovratore occulto’ che promette e non da o che vira verso altri determinando vittorie e sconfitte.  Molti sconfitti, pochi i vincitori a fronte di una popolazione indifferente ed assenteista, convita che non votando esprime la sua indignazione. La novità di questa elezione è l’aggiunta del fuoco che ha aggiunto uno scoppiettìo sinistro ad una competizione a volte poco trasparente. Perché in politica 2 + 2 non fa 4. E’ passata una settimana , les jeux sont faits, e possiamo parlarne al passato come cosa ormai fatta.  Abbiamo rivolto qualche domanda al segretario cittadino del Partito democratico che, nonostante le tempeste che ha attraversato, gli scismi epocali e le polemiche, si è salvato,  centrando col deputato all’Ars.

Segretario cosa pensa del voto di domenica scorsa?

“Penso che siamo rimasti in piedi nonostante la tempesta e che abbiamo evitato l’assalto alla diligenza, per l’ennesima volta. Qualcuno ha provato ad azzerare la classe dirigente del PD in  città e in provincia ma ha fallito, perché ci sono stati 10.500 elettori che in un clima complicato, ci hanno sostenuto, non solo ,ma siamo riusciti a rileggere il Parlamentare uscente e tutti sanno che non era nè facile nè scontato”.

Quindi è una vittoria?

“Assolutamente no, ma il dato del PD in città e in provincia ci dà la possibilità di lavorare bene per il futuro. Questo, secondo me, è un  dato che premia un’unione  provinciale complessivamente libera da schemi correntizi. Io, insieme al segretario Gallè,  sono tra quelli che ha lavorato e creduto in questa lista e ringrazio tutti e tre i candidati perché il loro tratto civico ma, contemporaneamente radicato nel territorio e nel partito ci ha permesso di tenere, ma adesso bisogna tornare a lavorare tra la gente e continuare il lavoro fatto in questi due anni in città”.

Nel PD ci sarà una resa dei conti?

“Chi mi conosce sa che non sono uomo da resa dei conti. Se l’On. Arancio non fosse stato eletto io mi sarei dimesso, ognuno fa la scelte che vuole, ci mancherebbe..! Il dato vero, però, è che in queste elezioni nel centrosinistra ci siamo misurati tutti e il dato è chiaro. Il PD per gli elettori di centrosinistra della città e della provincia resta il punto di riferimento della coalizione, con questa classe dirigente che qualcuno voleva mettere in discussione o addirittura azzerare,ripeto questo è stato possibile grazie al lavoro di  tanti e alla visione di Partito che ci siamo dati che non può e non deve essere una sommatoria di correnti,io mi sono sempre confrontato col Partito non con i capi corrente”

Quindi quale sarà il futuro?

Il futuro non lo so perché non sono un mago; il presente è fatto da un Parlamentare Gelese eletto che sarà un punto di riferimento per tutto il territorio, da una direzione fatta da donne e uomini eccezionali,dai nostri consiglieri,da i giovani Democratici che sono il motore di questa organizzazione e che  Abbiamo riportato in città dopo 15 anni di assenza e da tutti quelli che vogliono credere ad un ragionamento di discontinuità dai vizi che ci hanno portati ad essere sconfitti in malo modo nel Giugno del 2015. Sento in  giro alcuni ragionamenti sul voto di domenica scorsa francamente approssimativi dal mio punto di vista. Quello che penso lo dirò alla direzione del 20 Novembre, le posso anticipare però  che la verità è che siamo una forza che nel momento peggiore della sua storia, è riuscita a portare a casa un risultato importantissimo, altri nella coalizioni hanno avuto risultati non entusiasmanti e ambivano addirittura a superarci, alcuni sono stati perfino travolti, ma per noi questo non è più il tema, abbiamo il dovere di recuperare con umiltà il rapporto con pezzi di società che non ci seguono più,quella è la nostra priorità. L’obiettivo di questa classe dirigente è quello di ritornare protagonisti, allargherò la mia segreteria e continueremo a lavorare per fare crescere il Partito e aprirlo il più possibile alla città; certamente chi in questi due anni, compreso nell’ultima campagna elettorale, ha lavorato scientificamente per azzerare il Partito non può pensare adesso di tornare protagonista nelle dinamiche interne”.

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