Cronaca

Far West Gela, il commando spara con il fucile davanti ai bambini

Far West Gela, il commando spara con il fucile davanti ai bambini

 

Gela – Cinque mesi di fitte indagini nell’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia che ha condotto all’arresto di due pregiudicati responsabili delle due sparatorie ai danni di un’attività commerciale ed un’abitazione del centro cittadino.Gli arrestati sono Saverio Di Stefano, di 24 anni e Giuseppe Trubia di 21 anni gelesi e pluripregiudicati, responsabili di minacce, danneggiamento con l’esplosione di colpi di arma da fuoco, porto di arma da fuoco con matricola abrasa e ricettazione. Dopo aver agito i due hanno bruciato i vestiti e la Fiat Panda utilizzati dal commando con fucile a canne mozze incurante di bambini a pochi metri dall’esplosione. Due, con esattezza, avvenute la scorsa estate ai danni di soggetti legati da vincolo familiare e dunque riconducibili a una stessa ‘vittima’

Nello specifico, lo scorso 24 Giugno, intorno alle ore 14.00 ignoti malviventi esplodevano, utilizzando un fucile a canne mozze, quattro colpi all’indirizzo del Bar Crispi nell’omonima via, terrorizzando la barista, unico soggetto presente all’interno del locale che, resasi conto di ciò che stava succedendo, si dava a precipitosa fuga da una uscita sul retro. Mentre i Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela si portavano immediatamente sul posto veniva segnalato un altro episodio con altri colpi di fucile sparati all’indirizzo della porta di ingresso di un’ abitazione ubicata in via Generale Cascino nonché di un motociclo posteggiato davanti la porta, di proprietà del padrone di casa, sul quale si recava immediatamente Personale del Commissariato di Gela e della Squadra Mobile di Caltanissetta. Dalle primissime notizie acquisite grazie allo scambio informativo avvenuto tra gli Uffici operanti, con il coordinamento della locale A.G. , si comprendeva come i due gravissimi episodi potessero essere collegati, visto il modus operandi adottato dai malviventi nonché dal legame familiare esistente tra il proprietario del Bar Crispi e il soggetto abitante in via Generale Cascino. Immediatamente venivano acquisite tutte le immagini delle telecamere che coprivano le zone interessate dagli eventi, individuando l’autovettura utilizzata per compiere i due atti intimidatori, peraltro risultata rubata qualche giorno prima a Gela.

Nel corso della perquisizione effettuata veniva sequestrato un fucile a canne mozze, calibro 12, numerose cartucce cal. 12 nonché 3 kg di hashish. TRUBIA è stato arrestato. A seguito della perquisizione all’interno dell’ovile sono stati rinvenuti e sequestrati altri indumenti, anch’essi fortemente somiglianti a quelli utilizzati dal soggetto che aveva sparato all’indirizzo del Bar Crispi. Effettuati accurati esami e le opportune comparazioni, si riusciva a rilevare la piena identità tra quanto in sequestro con l’abbigliamento utilizzato dal malvivente che esplose i 4 colpi con fucile a canne mozze contro il Bar Crispi. Grazie alla comparazione balistica effettuata dalla Polizia Scientifica di Palermo dei bossoli rinvenuti nei due sopralluoghi veniva “confermato” che provenivano dal fucile senza matricola cal. 12 sequestrato al TRUBIA Giuseppe. Inoltre ulteriore conferma che a compiere i due danneggiamenti fossero proprio il DI STEFANO Saverio ed il TRUBIA Giuseppe veniva acquisita dall’analisi e confronto delle immagini estrapolate da alcuni sistemi di videosorveglianza installati nei pressi dell’abitazione del DI STEFANO Saverio, utili per ricostruire gli spostamenti effettuati nei minuti antecedenti e susseguenti alla “spedizione armata”.

La pericolosità sociale degli indagati è desumibile inoltre dalle particolari modalità di condotta.

In occasione dell’intimidazione compiuta ai danni del Bar CRISPI, l’esecutore materiale si poneva al centro della carreggiata di una delle vie principali di Gela, senza pertanto avere piena visuale di soggetti eventualmente presenti all’interno del bar ( come, ad esempio, la dipendente, che non veniva attinta per puro caso) ed esplodeva verso il bancone dell’esercizio commerciale diversi colpi di fucile calibro 12.

Anche la modalità con le quali veniva eseguita l’intimidazione ai danni portone di ingresso di un pregiudicato, è indicativa della pericolosità sociale degli indagati, atteso che i colpi di arma da fuoco venivano esplosi senza curarsi di una famiglia che si trovava accidentalmente a transitare in quel punto.

Occorre poi evidenziare che il tipo di cartuccia utilizzato (a palla) comporta che, a seguito dell’esplosione del colpo, si determini un progressivo allargamento della traiettoria delle palle contenute nella cartuccia ( c.d. rosata), conseguendone il concreto rischio di attingere persone che si trovavano a pochi metri di distanza.

A ciò aggiungasi che le modalità esecutive, caratterizzate da una “accurata pianificazione”, sono indicative di una “non comune capacità criminale”.

 

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