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La nuova scultura-copia

La nuova scultura-copia

Gela – Quel piazzale del lungomare sito di polemiche. Prima la cornice e adesso l’opera – copia. Stiamo parlando della scultura donata dall’imprenditore Miceli e inaugurata la scorsa settimana. Qualche giorno fa ne è stata trovata una copia installata nel centro commerciale dell’ennese che vedete nella foto. La cosa ha sconcertato parte dei gelesi attenti:  gli altri non ne se occupano, minimamente, hanno altro a cui pensare! Un’opera d’arte si presume debba essere unica, a parte i souvenirs che ne esaltano il prestigio. Su questa linea si esprime il sindaco. “Sapevamo che ne esistessero tre copie che comunque  non  sono perfettamente uguali. Del resto noi abbiamo ricevuto un regalo e non possiamo che accoglierlo con atteggiamento positivo”. Questo è il comunicato che abbiamo trovato nel sito istituzionale del Comune di Gela

—-  Si chiama “Attrazione repulsiva” la scultura urbana, realizzata dal noto artista siciliano Leonardo Cumbo, che sarà posizionata in una piazza pubblica di Gela. L’opera è stata commissionata da Nino Miceli, il titolare dell’autosalone che negli anni Novanta finì nel mirino del racket delle estorsioni.

Per le sue coraggiose denunce fu costretto a lasciare Gela da testimone di giustizia, sottoposto ad un programma di protezione. Lo scorso 22 settembre, il sindaco Domenico Messinese ed il presidente del Consiglio Comunale Alessandra Ascia consegnarono a Miceli la cittadinanza onoraria.

Per attestare il suo legame a Gela, l’imprenditore antiracket ha voluto donare alla città la scultura che rappresenta l’eterno dualismo di una condizione umana, divisa tra razionalità ed emotività. In una cornice in acciaio corten, due personaggi, il cui volto è coperto da un velo, tirano una corda metallica in tensione.

L’opera è stata realizzata con la collaborazione con gli studenti dei licei artistici “Ettore Majorana” di Gela e “Filippo Juvara” di San Cataldo.

“Non si tratta solo dell’arricchimento urbano di uno spazio cittadino – ha commentato il sindaco Domenico Messinese -, perché il gesto di Nino Miceli è tra le più belle attestazioni d’amore civico che una persona, con la sua storia difficile, potesse tributare a Gela. A nome della città, ringrazio il nostro concittadino onorario per non aver dimenticato la gente che in lui vede un simbolo di coscienza civile attiva”. —–

Non si fa menzione del fatto che dell’opera esistano più copie. Ma adesso che è stata intercettata una delle copie  è venuto fuori. Del resto, a quanto pare, nell’èra del consumismo,  le opere d’arte vengono riprodotte in più copie, magari per guadagnarci di più. Certo nella storia dell’arte classica non si sono mai viste due Gioconde o due David o due Cene di Leonardo, anche se successivamente sono state riprodotte in milioni di immagini per la loro bellezza. L’opera d’arte è unica per antonomasia, l’artista vi imprime i suoi sentimenti del momento storico della sua vita. “Noi abbiamo  accolto il regalo del nostro concittadino – riprende il sindaco Messinese – e trovo che questa sia una polemica sterile, quello che conta è l’atteggiamento interiore di chi ha compiuto una buona azione. La questione copia o non copia non esiste se è prevista, come era prevista e noi lo sapevamo”.

“Una copia l’avevo già vista in una città siciliana – racconta l’imprenditore gelese Miceli che ha donato la scultura – Nel contratto di commissione era previsto: l’opera poteva essere riprodotta in dieci copie, lo ricordo benissimo,  del resto è stato sottoscritto anche dal mediatore Mendola che si è occupato del contatto con l’artista. Resta il mio atteggiamento di amore per la mia città che guardo con cuore puro: spero che questa polemica non intacchi questo concetto che ha mosso l’iniziativa. Penso sempre a Gela e a fine anno le dedico un altro libro sulla storia legata alla mia città”.

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