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Il medico in trasferta e il territorio scoperto

Il medico in trasferta e il territorio scoperto

Gela – Un’intera notte senza un medico di guardia sul territorio. Era impegnato in un intervento durato tutta la notte e non ce n’era un altro reperibile. Questa è la sanità siciliana e quella gelese. Quello è quanto accade quando c’è un’emergenza a cui dare risposte. Ce ne potrebbero essere altre, ma il medico è già impegnato. E’ avvenuto nella notte fra domenica e lunedì quando a Niscemi si è verificato l’episodio di cronaca che ha coinvolte due fratelli niscemesi di 52 e 42 anni. che avevano appiccato il fuoco a un’auto e a un edificio  rimasti ustionati dopo avere provocato l’incendio e poi arrestati. Quella notte è scattato l’allarme in ospedale e l’ambulanza medicalizzata è partita intorno alle 22 per soccorrere i due fratelli niscemesi. Le loro condizioni sono apparse critiche ed è stato necessario il trasferimento al centro ustioni di Palermo. Il servizio dell’Elisoccorso non era disponibile e quindi l’unica strada percorribile era quella del trasferimento su gomme. L’unico medico presente sul territorio, e per territorio si intende non solo l’utenza di Gela anche quella del comprensorio ( Niscemi appunto, Butera e Mazzarino) ha accompagnato i pazienti fino a Palermo e solo dopo avere completato tutte le procedure di ricovero al centro sanitario del capoluogo siciliano, l’ambulanza medicalizzata è tornata alla sede di Gela. Il caso ha voluto che non ci siano state emergenze quella notte altrimenti qualunque paziente e le loro famiglie avrebbero potuto solo affidarsi alla Grazia divina perché l’organizzazione umana fa acqua da tutte le parti. Vero è che il 118 è sempre disponibile per quanto con un numero limitato di mezzi, ma di medici di guardia ce n’è solo uno e se si verifica un caso come quello di domenica in cui serve la presenza di un medico con specializzazione di anestesista o come tanti altri se ne presentano in un territorio tanto vasto, tutti gli altri casi restano scoperti. Lo stesso avviene quando le emergenze si presentano al Santa Barbara Hospital: interviene l’unico medico di guardia dell’ospedale e se ci sono altri casi ad intervenire sono i volontari convenzionati o il 118 senza medico a bordo. Tutto questo perché l’Asp non assegna un anestesista di turno in più al servizio di emergenza, ovvero per risparmiare. Né si opta per un ordine di servizio nei confronti degli anestesisti di reparto con il quale si impone la reperibilità in caso di necessità per un caso clinico importante.  Per ora questo è racconto di quanto è accaduto e quanto poteva succedere. se ci scappa il morto si accendono i fari. Quando la coperta è corta qualcuno deve  restare scoperto, peccato che è sempre il paziente a pagare….. e la politica sta a guardare.

Le restrizioni dell’economia zoppa adesso colpiranno anche il pronto soccorso, fra poco sguarnito di medici. Auguriamoci di stare bene, altrimenti…

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