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Commissione sanità sul randagismo: ‘l’amministrazione sa, ma non agisce’

Commissione sanità sul randagismo: ‘l’amministrazione sa, ma non agisce’

Gela – Sull’emergenza randagismo la commissione consiliare sanità ha tenuto una conferenza stampa stamani al Palazzo di città. “Sabato, una tragedia annunciata! Si continua a gridare, però, all’emergenza randagismo  – sostengono i componenti della commissione – come se negli ultimi anni non se ne fosse mai occupato nessuno; come se negli ultimi due anni la V Commissione Consiliare Ambiente e salute non avesse convocato tavoli tecnici alla presenza dell’ufficio veterinario di Caltanissetta e di Gela, i diversi assessori alla polizia municipale, settore preposto al controllo del territorio, che si sono succeduti in giunta, nonché dirigenti del settore competente. Evidentemente chi se ne sarebbe dovuto occupare, accogliendo le proposte ed i consigli delle associazioni che hanno lavorato insieme alla V Commissione per rilevare criticità e proporre soluzioni, non se ne è occupato abbastanza, cioè l’amministrazione. Siamo basiti dall’esternazioni del vice sindaco in merito all’aggressione di sabato di un branco di cani che erano già stati avvistati e che avevano già causato incidenti, fortunatamente, meno gravi ma che avrebbero dovuto determinare un’azione risolutiva da parte dell’amministrazione. Il Sindaco ponendosi in una posizione di totale inadempienza rispetto alla legge n.15/2000, ed avendo assunto un atteggiamento di totale indifferenza rispetto al lavoro svolto dalla Commissione grazie alla disponibilità delle associazioni e degli altri enti competenti come l’ASP, ha messo in pericolo sia la libertà dei cittadini e la loro stessa vita che la vita dei cani, oggi ritenuti unici responsabili del grave episodio ed oggetto di fantasiose nonché aberranti soluzioni, come la soppressione dei cani randagi. In realtà bisognerebbe spiegare ai cittadini che ogni forma di vita va rispettata e che soprattutto ogni amministrazione, fra i doveri, ha quello di gestire il fenomeno del randagismo e fare reale contrasto a tale fenomeno, e dovrebbe farlo come priorità perché determina una situazione di sicurezza o meno per i cittadini. Il vice sindaco prima di parlare delle competenze altrui, dovrebbe cominciare a dare prova delle sue di competenze, visto che in due anni e mezzo non ha prodotto nulla di utile per il territorio, quanto piuttosto abbassare i livelli di sicurezza. La legge n.15/2000 chiarisce perfettamente i doveri e le competenze dei diversi enti; da due anni chiediamo all’amministrazione di individuare un locale dove i veterinari dell’ASP possano svolgere il loro dovere, secondo le competenze espresse nella legge sopra citata, attraverso la sterilizzazione e l’apposizione del microchip ai cani randagi, come unico e vero contrasto al fenomeno. Abbiamo anche fatto un accesso agli atti per conoscere la situazione dei cani randagi ricoverati al RI.CA.RA di Caltanissetta, scoprendo un numero di decessi non motivati ed un numero irrisorio di re immissioni sul territorio, nonché di adozioni, quest’ultimo dato, peraltro, va del tutto in contrasto col numero di adozioni garantite dalle associazioni animaliste che svolgono la loro attività sul campo e a spese loro. E’ mortificante sentire le dichiarazioni di un vice sindaco che parla di cani che migrano da fuori, a causa di confini non controllati, o di associazioni che prendono incentivi per occuparsi dei cuccioli. A tal proposito rileviamo che l’amministrazione ha deciso di non recuperare i cuccioli non ritenendoli, in contrasto con la legge n. 15/2000, cani randagi pur in stato di abbandono per le strade della città, affidandoli al loro ovvio destino, cioè la morte.  Forse avremmo dovuto dire al vice sindaco che anche i cani dopo essere nati, se non muoiono investiti dalle macchine, crescono!”

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