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Storie di moto, di sogni e di realtà

Storie di moto, di sogni e di realtà
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Gela – C’era una volta la gioventù degli anni 80-90. C’era una passione che l’accomunava e c’era Montelungo dove la passione prendeva corpo. Oggi la passione c’è ancora, gli anni sono passati e i giovani di quegli anni sono uomini di mezza età. La loro passione è un ricordo e Montelungo, che c’è ancora, non si può solo che guardare da lontano attraverso le foto in bianco e nero del passato. Qualcuno non c’è più, tutti gli altri si; qualcuno ha messo su un filo di pancetta e sulla moto non può volare come faceva da ragazzo, però davanti ad una moto da cross gli batte ancora il cuore. E poiché il cuore ( non il muscolo) non è facile da fare invecchiare, gli ex giovani , oggi padri di famiglia e qualcuno anche nonno, si sono ritrovati.

Utilizzando al meglio i mezzi tecnologici del nostro tempo hanno creato un gruppo Facebook; si chiama ‘Motocross epoca Montelungo’ ed è stato creato per coltivare la loro passione, scambiarsi foto, ricordi, momenti vissuti insieme, sogni di gloria, fra una gara e l’altra. Non erano professionisti ma la loro competenza era stata coltivata sul campo, con l’esperienza. Perché la domenica mattina a Montelungo era tutta una gara! Quindici, 18, 20 anni e qualcuno aveva anche qualche anno di più ma il loro entusiasmo era quello dei bambini davanti ad un giocattolo. Come ora. Solo che il giocattolo era roboante. E poi c’era il bar dello sport dove commentare le gesta degli sportivi del tempo, come Giacomo Agostini e Max Biaggi,  per ripeterne le mosse, le piroette in sella ai loro ‘mostri’; per volare insieme dal cielo al fango del fondo stradale di Montelungo. Non erano regolamentari quelle gare, eppure erano diventate un vero polo di attrazione tanto da guadagnarsi un posto nella pagine del giornale ‘La Sicilia’ con un articolo del giornalista sportivo Valentino Alfieri che descrive la scelta sportiva di un manipolo di giovani, come un fenomeno in crescita con tanto di pubblico al seguito e forse un futuro che li attendeva.

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Poi le condizioni cambiarono: ognuno andò per la sua strada, qualcuno lontano da Gela, altri distratti dalla famiglia e dal lavoro mentre la pista improvvisata di Montelungo, già visitata dalle forze dell’Ordine in più occasioni, divenne off limits, fino a non essere più praticabile e il sogno cominciò ad allontanarsi fino ad essere oggi solo un ricordo.

Poi cominciarono a gravare su Montelungo i vincoli Sic e Zps, i lavori iniziati e mai finiti e poi l’abbandono del sito. E il sogno si è infranto. Oggi restano le immagini: le foto ed un unico video che gira su You tube, unico reperto che testimonia l’entusiasmo di circa trecento giovani che ruotavano in quell’ambiente. Trecento fra sportivi e simpatizzanti che oggi condividono un ricordo lontano. Alcuni dei principali protagonisti sono Giosi Vella , Franco Iudici , Giuseppe Greco ,  Gaetano Lavore, Max Greco, Gaetano Riggio, Giovanni Sbezzi” . Correvano gli anni 90 quando a Montelungo un giovanissimo Patrick Minardi in sella ad una Cagiva WMX 125 faceva sognare i ragazzini .

Purtroppo la pista in quegli anni non era nelle migliori condizioni, ma nonostante ciò, riusciva ad andare forte ed a mantenere uno stile unico che lo distingueva dagli altri, facendo di lui uno dei migliori se non il primo.Oggi Montelungo è diventato una palla al piede per gli enti di provincia e Comune che lo rimpallano come una palla di fuoco tanto è ingombrante, fra bandi di gestione e attese imbarazzanti durante le quali l’area si imbastardisce sempre di più, ma per quegli ex giovani passare di là è sempre un tuffo al cuore…

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