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Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Rubrica di ispirazione religiosa a cura di Totò Sauna

DOMENICA 25 MARZO
Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!»

Mc 14,1 – 15,47

Ho sempre pensato la Domenica delle Palme come una rappresentazione della nostra vita di cristiani. L’esperienza che facciamo tutti. Le abbiamo tentate tutte. Siamo tristi, guardiamo la nostra vita andare via senza sconvolgimenti. Tranquilla, serena . Non rubiamo, non diciamo le parolacce, non litighiamo con il vicino. In teoria, persone per bene. Eppure, quando siamo soli c’è qualcosa che non va. Siamo infelici. Non so  da cosa nasce . Non lo so. Ognuno ha un’esperienza diversa, uno dell’altro. Le cose non vanno per come noi vorremmo. Una malattia, un senso di malessere, un incidente, la morte di un caro, un momento che in ufficio abbiamo dei grattacapi con il collega, problemi finanziari. Insomma, non stiamo bene. Ce la prendiamo con il mondo intero. Allora, iniziamo a farci le domande di senso. Che senso ha la vita? Che senso ha tutto? Che senso ha vivere? Cerchiamo una risposta, ma non la troviamo e la cerchiamo dovunque negli oroscopi, nel calcio, nel compare, nella droga, nel bere. Le tentiamo tutte, ma pur cercando non troviamo nulla. Non troviamo soluzioni. Poi, vediamo una persona che umanamente sta peggio di te. Con il sorriso in bocca. Una serenità, un atteggiamento calmo e tranquillo E ci  chiediamo ma come fa? Come fa? E quello inizia a parlare di Dio, e ci invita ad incontro . E allora senti qualcuno parlare. Iniziamo a sentirci felici. Siamo contenti,  evviva gridiamo. E quando vediamo passare Gesù sul ciucchino, andiamo a rubare i ramoscelli di ulivo e a sventolarli al suo passaggio.  Evviva siamo felici. Abbiamo incontrato Gesù. Ci da un senso di serenità, di pace. Ringraziamo tutti per questo grande tesoro. Pensiamo che sia sempre cosi. Pensiamo che questa atmosfera ci sarà per sempre. Pensiamo che non dobbiamo impegnarci. Pensiamo che questa è la vita. No, non è cosi. Essere cristiani richiede un impegno notevole. Dolce, leggero, ma costante. Gesù ci vuole tutto e tutti. Ci richiede 24 ore al giorno. Sempre e in tutti i campi. Non possiamo dire che nella vita privata credo in Gesù e nelle vita esterna non credo. No amici , non funziona. Non possiamo dire amo Gesù e commettere adulterio, rubare, uccidere anche solo con le parole. Non funziona. Ci stiamo prendendo in giro. Non possiamo costruirci un Dio a nostra immagine e somiglianza che lo estraiamo dal cassetto quando vogliamo o quando ci serve. Magari a qualche prima comunione o matrimonio di amici. Non funziona e ne abbiamo l’esempio concreto nel vangelo. Gli stessi che innalzavamo i ramoscelli d’ulivo a gridare evviva, siamo gli stessi, che dopo aver sperimentato che seguire Cristo, significa umanamente perdere, dopo aver sperimentato che seguire Cristo  significa morire, gridiamo:  Barabba. Ecco, la verità. Ecco perché vivo con un velo di tristezza questa entrata alla grande di Gesù a Gerusalemme. Perché è la mia vita. La nostra vita. Prego tanto il Signore che mi dia un metro, un equilibrio. Non possiamo vivere come in un’altalena. Con alti e bassi notevoli. Il Signore ci vuole per se sempre. Sempre. Allora iniziamo questa Settimana Santa in riflessione. Sapendo che non siamo diversi da quelli che oggi lo osannano e domani gridano Barabba. Ma, una cosa noi sappiamo. Siamo consapevoli. Ecco la consapevolezza di essere Suoi discepoli. Sappiamo la strada . Lunga e irta di ostacoli, come sempre ho scritto, ma che ci porta alla felicità. Quella che  non ci più togliere nessuno e saremo sempre con le palme in mano a gridare Alleluia.

Buona Domenica

Totò Sauna

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