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Quel pozzetto maledetto! Storia di un Ente, carente……

Quel pozzetto maledetto! Storia di un Ente, carente……
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Gela – Quella che vi raccontiamo oggi è una storia ordinaria di gelesità, di responsabilità dell’Ente pubblico e di conseguenze che si ripercuotono fra i cittadini che hanno la ‘colpa’ di vivere in un comune ‘sciattone’. Si può vivere in ansia per un pozzetto orfano e posizionato abusivamente? A Gela si, quando un solo pozzetto all’innesto della rete fognaria impedisce di potere usufruire dei servizi a chi ha realizzato nelle vicinanze la casa dove dovrebbe vivere sonni tranquilli. E invece di sonni tranquilli non ne vivono i residenti della zona di Marchitello, e, a causa della presenza di quel pozzetto,  hanno dovuto fare andirivieni dal Comune per tre anni, ingaggiare professionisti e spendere denaro in più, incassare dispiaceri e vivere in ansia. Perché a Gela si è condannati a stare in ansia per vari motivi: per l’aumento delle bollette, per la mancanza di servizi ; se si viene espropriati  non si riceve il giusto compenso oppure perché l’Ente pubblico non completa le procedure,  dopo anni il povero espropriato continua a pagare le tasse su un terreno di cui non è più proprietario ma che risulta ancora suo al Catasto. Perché in gran parte delle procedure di espropriazione per la realizzazione di opere pubbliche non sono state seguite dall’aggiornamento catastale delle aree di progetto interessate da trasformazione con frazionamenti , accatastamenti e volture da parte dell’Ente proprietario. Fra alcuni terreni espropriati per la realizzazione del PalaCossiga e delle strade che conducono alla struttura sportiva, ce ne alcune chiamate zone relitto ( ovvero una porzione di strada fra terreni limitrofi che, incardinata per come si presenta, non ha più valore economico e commerciale).

Una di queste si trova fra la via Sicani e la via Cleandro, non si può vendere perché il Comune vi ha posizionato un pozzetto dove confluiscono i liquidi fognari della zona, posizionato in modo da evitare una serie di innesti arzigogolati, ma che rende inviolabile il terreno relitto per la presenza del pozzetto di pubblica utilità.

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Questo ha comportato nel tempo, non pochi problemi con le ditte interessate dagli espropri a causa della inesatta delimitazione ed individuazione delle aree espropriate e trasformate in via irreversibile per lavori pubblici con dispendio di risorse pubbliche per risarcimenti per occupazione ‘sine titulo’ delle aree non direttamente interessate dal progetto dichiarato di pubblica utilità. I cittadini interessati si sono rivolti al Comune che in un primo momento ha misconosciuto l’opera. Poi, dopo una serie di ricerche si è capito che il pozzetto era di proprietà comunale, quindi per effettuare i lavori e liberare l’area sono state necessarie, richiesta, addirittura conferenze di servizi, l’intervento del consigliere comunale Pingo che ha chiesto ‘l’assegnazione di risorse P.E.G. per 25.000 euro per eseguire i frazionamenti, accatastamenti e volture nell’area PRG di contrada Marchitello, predisposizione di un bando di selezione pubblica per l’affidamento dell’incarico,  tipo di frazionamento, accatastamento e voltura delle particelle interessate dei progetti di Dorsale nord, dorsale principale e traverse di collegamento e palazzetto dello sport PalaCossiga con annesse opere di urbanizzazione primaria di tutta la zona sportiva di Contrada Marchitello comprese le aree relitte, ma oggettivamente interessate al progetto per le quali si debba constatare la presenza di impianti di derivazione di reflui fognari ( quali pozzetti o altro)  e pozzetti di ispezione per impianti idrico”. Poi le 25 mila euro assegnate si sono perse nei meandri della macchina amministrativa e i cittadini interessati continuano a fare andirivieni nel tentativo di liberare l’area. Ma il pozzetto è ancora lì ad occupare il terreno relitto su cui gli ex proprietari pagano le tasse. Storie di ordinaria amministrazione ‘alla carlona’ dove a pagare le spese sono sempre i cittadini.

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