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“Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!”

“Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!”

Rubrica di ispirazione cristiana a cura di Totò Sauna

DOMENICA 15 APRILE
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?» Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».Luca 24, 35-48

 

Cosa crediamo della nostra Fede? Cosa pensiamo di Gesù? Perché crediamo? Domande che ogni giorno mi pongo. Una cosa sono certo Gesù non è un Fantasma. Ci farebbe comodo avere un Gesù Fantasma. Una cosa impalpabile, inconsistente. Una cosa quasi invisibile, che non si vede, se non un alone. Qualcosa di etereo. Legato solo al cielo. Ci farebbe comodo un Gesù cosi.Un Gesù lontano dalla nostra vita, dalle cose del mondo, dal nostro cuore. Cosi, sono anche disperati i discepoli di Emmaus. Camminano tristi, sconsolati. Sono su una via in cammino. Come siamo tu ed io caro lettore di visione di oggi. E camminiamo osserviamo i venti di guerra che si fanno sempre più forti, osserviamo la nostra città piena di rifiuti e anche noi ci poniamo delle domande. Ma in tutto questo Gesù dove si trova? Sarà un fantasma. Ci conviene. La nostra vita è un cammino. Con curve , ostacoli, discese. Sempre con affianco Gesù. Sempre. Che ci osserva, ci pone delle domande, ci interroga. Ma noi non lo riconosciamo. Abbiamo la mente lontana, il cuore lontanissimo e le orecchie chiuse. Troppo distratti.Quando Gesù diventa visibile? Allo spezzare del Pane. Diventa visibile se apriamo il cuore, se ci facciamo Uno, se ci spezziamo, ci dividiamo, se moriamo per l’altro che ci sta accanto. Non ci piace il Gesù che ci interroga, che ci dice guardate che non sono un Fantasma, non ci piace un Gesù che ci interroga, che ci chiede come va la nostra vita. Non ci piace un Gesù che ci chiama per nome , Ci piace un Gesù fantasma che non interviene nella nostra vita” Ci penso io, il Signore lasciano in Chiesa” quante volte abbiamo sentito questa frase. Ci piace un Gesù che sta chiuso nel Tabernacolo, incastrato nel Tabernacolo, che non interviene. Ed ecco senza di Lui, quello che  succede. Basta accendere la televisione ed ascoltare le notizie. Pensiamo che possiamo fare tutto . Noi siamo potenti, invincibili, unici e forti e combiniamo grandi disastri. E quando scopriamo che il Signore è con noi sta vicino a noi, scappiamo a dirlo agli altri. Una cosa che non riusciamo a tenerla per noi Una gioia cheesplode nel nostro cuore. E andiamo. Come fanno i discepoli di Emmaus che corrono dagli apostoli. E parlano , parlanoE mentre parlano arriva Lui.Lui, il risorto. Il presente. Il Signore.

Quando raccontiamo agli altri la nostra esperienza di fede, quando l’incontro con Dio trasuda dalle nostre parole, Gesù si manifesta nel cuore di chi ci ascolta.È così, la fede, un comunicare da bocca a orecchio. Da cuore a cuore.Ma hanno paura. Troppa per credere.Paura che sia un’illusione, una finta, un trucco, un inganno. E i dubbi, pronti, sono lì. I nostri dubbi.Hanno paura di credere, di osare, i discepoli.

Troppo bello per essere vero.È un fantasma.Evanescente.Un ricordo. Un’allucinazione. Un ectoplasma.

Come pensiamo, sul serio, che sia Gesù.Un fantasma.Così riduciamo, troppe volte, il nostro Maestro.

Gesù, come con Tommaso, insiste, osa, scuote, obbliga.Guardate, toccate, vedete.Ma è un po’ di pesce arrostito condiviso a convincerli.Un gesto di assoluta concretezza.Solo nei colori, nei suoni, negli odori, nei ricordi, possiamo riconoscere il Risorto.È concreta la fede. Fatta di sudore e sangue.

Ci riempie di doni, il Signore.La pace, anzitutto. Quella che ci deriva dalla certezza di essere amati.

La pace che non è un’irrealistica utopia di un mondo che, invece di andare verso l’unità, sembra esplodere nell’odio e nella violenza.

Il cristiano è pacifista perché pacificato, perché, in Cristo risorto, sa che nessuna croce è definitiva.

La pace, che non esclude momenti di sconforto, di dubbio, di rabbia, è un dono che va accolto e conquistato. Il primo dono ai credenti.Dimorare nella pace significa mettere Cristo al centro, prenderlo come punto di riferimento definitivo e vincolante.Amare. Vivere da risorti.La resurrezione non è qualcosa che ci capiterà un giorno, se facciamo i bravi.Ma la condizione in cui siamo posti da ora, se credenti.Per poter vivere da persone riconciliate col mondo e con gli altri, con noi stessi e col nostro passato, siamo chiamati a interpretare e leggere la nostra vita alla luce della resurrezione.

Difficile, ovvio.Mi consola il fatto che gli apostoli, prima di noi, abbiano dubitato, come me.

Eppure quella è la strada, l’unica percorribile, l’unica vera.Il mondo da sempre è divorato dalla violenza e dall’egoismo e l’uomo, nonostante le periodiche e illusorie prospettive che vedono in esso una bontà naturale nei fatti indimostrabile, è segnato dall’ombra del peccato e della morte.

Eppure siamo salvati e redenti.Risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, dove è seduto il Cristo.

Lo Spirito, dono del risorto, ci permette, attraverso la meditazione della Scrittura, di leggere la nostra vita ad un livello più profondo e autentico.Ed è quello che stiamo facendo qui, ora.

Solo alla luce del risorto possiamo gettare leggere la Storia dalla prospettiva di Dio.

Una gran bella prospettiva.

Buona Domenica

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