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Il Comune di Gela razzola male: non comunica una Pec e perde una battaglia legale

Il Comune di Gela razzola male: non comunica una Pec e perde una battaglia legale

Gela – Quando si dice ‘dare l’esempio…”.

Quante defajances non si conoscono nella conduzione della macchina amministrativa che dovrebbe dare l’esempio ai cittadini prima di pretendere comportamenti corretti. Oggi ne abbiamo raccontato solo uno…….

Il Comune di Gela predica bene e razzola male: chiede ai cittadini di allinearsi alle direttive ma, per parte sua, non lo fa.  Ed è così che, per non avere comunicato la Pec istituzionale, come prevede la norma, perde una battaglia processuale e questo implica spese di denaro pubblico. Ai legali difensori di un imprenditore è bastato focalizzare il cavillo burocratico per ribaltare i termini di un procedimento, riuscendo perfino a cambiare un orientamento giurisprudenziale.  La vicenda nasce quando la ditta Scozzarini Service Car nel 2016  ha chiesto di partecipare alla gara per l’affidamento in convenzione del servizio di rimozione veicoli sul territorio comunale di Gela per la durata di due anni.

Nonostante la solerzia della Scozzarini Service Car nella produzione di ogni certificazione richiesta dall’Ente, la Commissione esaminatrice l’ha esclusa.

L’Amministrazione Resistente, ha ritenuto di escludere l’azienda sulla scorta di un rapporto di specialità della previsione dell’art.354 del DPR 495/1992, rispetto all’art.80 del D.Lgs.50/2016, applicando in modo discutibile il principio di gerarchia delle fonti in relazione alla materia contrattuale della Pubblica Amministrazione.

Avverso al provvedimento il titolare della ditta Scozzarini ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Regione Sicilia, Palermo.

Il Giudice di Prime Cure (TAR Palermo) emetteva la sentenza n.67/2018 Reg.Provv.Coll., pubblicata in data 12 gennaio 2018, il Giudice di Primo Grado respingeva il ricorso di Scozzarini sulla scorta della duplice motivazione secondo cui lo stesso era inammissibile per carenza della notifica alla Amministrazione Resistente ed, in subordine, poiché infondato in diritto, attesa la circostanza secondo cui il provvedimento di esclusione sarebbe stato legittimo ab initio.

Avverso la decisione del TAR Palermo veniva proposto appello innanzi al CGA Sicilia – sede di Palermo per la Illegittimità della modifica apportata all’art. 45-bis, comma 2, lett. b), n. 1, d.l. n. 90/2014, all’art.16 ter D.L.179/2012 e chiarita con nota della Direzione Generale della Giustizia Civile –Ufficio I- Affari Civili Interni del 21 giugno 2016, con il dettato degli art.113 e 115 Cost.

L’impugnata sentenza del TAR non ha tenuto in debita considerazione la circostanza secondo cui la notifica del ricorso introduttivo del presente procedimento sarebbe stata effettuata a mezzo posta elettronica certificata, attingendo dal registro IPA che, nonostante si tratti di un registro regolarmente tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, risulta essere stato escluso dall’elenco di cui all’art.16 ter del D.L.179/2012, anche in conseguentemente alla Nota Direzione Generale della Giustizia Civile –Ufficio I- Affari Civili Interni del 21 giugno 2016, con conseguente modifica dell’art.45 bis, comma 2, Lettera B, n.1 del D.L.n.90/2014.

 

Secondo tale provvedimento il Ricorrente, stante l’impossibilità  di poter  effettuare una notifica telematica valida, per come previsto dalle vigenti regole del Processo Amministrativo Telematico, ma avrebbe dovuto procedere alla notifica del ricorso per via cartacea.

In ragione di tale orientamento giurisprudenziale formatosi nei TAR oramai da un anno (scardinato per il tramite della sentenza CGA), l’omessa comunicazione dell’indirizzo pec da parte di una Amministrazione, in violazione di una precisa norma di Legge, quella statuita dallo stesso art.16 ter D.L.n.179/2012 secondo la quale le Amministrazioni hanno l’obbligo di comunicare il proprio indirizzo pec da inserire all’interno del registro PP.AA., inteso quale costola del più ampio Re Gin De, andrebbe a danneggiare il soggetto già frustrato dagli strali di un provvedimento amministrativo illegittimo, o che si assume essere tale, in quanto impedirebbe al ricorrente di poter notificare il ricorso introduttivo entro il termine per la specifica impugnazione previsto dalla Legge, attesa la circostanza secondo cui la notifica dell’atto introduttivo dovrebbe avvenire compatibilmente con gli orari di funzionamento della competente UNEP, con notevole diminuzione dei termini utili per esperire l’impugnazione medesima.

*****

Aderendo alla tesi difensiva degli avvocati Emanuele Maganuco, Riccardo Balsamo e Saverio Girgenti, il CGA Sicilia, mutando un orientamento giurisprudenziale amministrativo che si è consolidato nei TAR oramai da un anno, ha deciso di non rimettere gli atti alla Corte Costituzionale per la illegittimità della norma, ma ha proceduto, piuttosto, ad una lettura costituzionalmente orientata della stessa norma, annullando il processo già celebrato in primo grado e rimettendo il ricorrente nuovamente innanzi al Giudice di Primo grado (TAR Palermo) per le decisioni del caso, preannunciando la manifesta illegittimità della precedente decisione anche con riferimento al merito della questione trattata (esclusione dalla selezione a cui aveva partecipato la Scozzarini Service Car).

A proposito della omissione del Comune di Gela (non indicazione della propria pec istituzionale) il CGA-Sicilia ha statuito la trasmissione della sentenza di accoglimento del ricorso in appello a tutte le Autorità preposte al controllo  di tale inserimento nel rispetto delle norme vigenti.

E’ la stessa macchina amministrativa che chiede collaborazione nella gestione della differenziata: chissà se negli uffici si differenzia correttamente…..

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