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RSA SantaBarbara: da 4 anni un’oasi d’amore della terza età

RSA SantaBarbara: da 4 anni un’oasi d’amore della terza età

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Gela -Una passerella di fiori che sporgono dalla pensilina d’ingresso. E poi , superata la porta a vetri, piante ai lati, in sommità, sulla scrivania della reception. Un service di musica dal vivo con Andrea Infurna e un pianoforte bianco dove suona un uomo maturo.

In fondo alla sala un giro di tavoli imbanditi di ogni leccornia e tanta, tanta allegria. Non stiamo parlando di una sala di ricevimento dove si festeggia un matrimonio. Parliamo di un altro tipo d’amore: quello per le persone anziane.  Grande festa ieri pomeriggio alla Residenza sanitaria assistita Santa Barbara che ha festeggiato i 4 anni di attività e di amore per gli anziani. Alla RsA di Macchitella regna sovrana l’allegria e la spensieratezza. Perché è con l’amore che ogni singolo ospite può superare i momenti bui della malattia, con la gaiezza può vivere la terza età in armonia. L’amore non si compra ed il personale della Rsa Santa Barbara lo elargisce gratuitamente e gli ospiti lo sentono e si vede dai loro occhi. Festa della vita nella sala della Rsa che rappresenta il luogo della vita, quello dove ogni anziano incontra i figli, i parenti. Qui il direttore Emanuele Barberi  ha ripercorso brevemente i momenti più salienti della realtà sanitaria, ormai punto di riferimento ineludibile per molte famiglie che la scelgono per la terapia dei loro cari o , semplicemente, per farli stare in compagnia di personale competente in campo sanitario e di tanti volontari che, spontaneamente, si prodigano per ognuno di loro.

“La nostra avventura è iniziata 4 anni fa – ha raccontato il dott. Barberi – un anno prima o poco più la Regione aveva emanato un bando per avviare una rete di assistenza che privilegia la lungodegenza con attrezzature e personale dedicato. Il nostro dirigente dott. Crimaldi, ha intuito l’utilità del progetto e ha avviato la procedura che ha ottenuto autorizzazione con DDG area 5 l’accreditamento istituzionale. Da allora tanto abbiamo fatto e tanto abbiamo ancora da fare. Siamo fortunati perché la nostra struttura è in collegamento diretto con la Casa di cura Santa Barbara, cui facciamo riferimento per ogni patologia ed acuzie senza necessità di trasportare il paziente lontano con disagi per lui e per la famiglia. Questa integrazione, logistica ed organizzativa, le ha fatto guadagnare il titolo di struttura con i più alti livelli di sicurezza e confort. Nel tempo abbiamo arricchito i nostri spazi con un giardino dove gli anziani ricevono e giocano con i loro nipotini e tanti piccoli accorgimenti: dalla danzability, al sostegno spirituale, alla musica. Abbiamo superato tanti esami: di recente l’Asp ha effettuato un controllo capillare su servizi sanitari, aspetti amministrativi e perfino sull’animazione che realizziamo per tenere alto il morale dei nostri ospiti. Abbiamo documentato tutto e adesso siamo in attesa di una nuova proroga del nostro accreditamento. Punto di forza, il nostro personale che si spende per gli ospiti non solo dal punto di vista sanitario ma soprattutto dal punto di vista umano”. E la festa di ieri ne è l’ennesima dimostrazione. L’infermiera Teresa Sardo che rappresenta la mamma di tutti, non ha lasciato nulla al caso per organizzare una festa che non si dimentica: dall’addobbo floreale, alla torta con il simbolo della Rsa rappresentato da un’ospite e la sua accompagnatrice,

 

alla musica allegra offerta da Andrea Infurna, alla tunica con le foto degli anziani stampate,

ai pensierini, al banchetto augurale realizzato dal personale interno. Perché dove c’è una festa si mangia insieme. Andrea partecipa di buon grado alle feste dell’Rsa e con la sua interpretazione coinvolgente dei pezzi più allegri del repertorio musicale italiano ha fatto cantare gli anziani in carrozzina, alcuni dei quali, anche con una sola mano hanno partecipato agli applausi e con la voce squillante hanno cantato i brani della loro gioventù.

E poi i giochi: il nonno più simpatico, la nonna più giovanile per coinvolgere tutti, ma proprio tutti anche se gli anziani spesso non possono muoversi liberamente. E chi può farlo aiuta gli altri con spirito di prodigalità verso gli altri. Tutti contenti perché la vita è bella anche quando si hanno 80 anni e gli acciacchi dell’età. Basta essere accuditi da personale sanitario competente e circondati d’amore per superare ogni ostacolo.

La Residenza sanitaria assistita Santa Barbara è  concepita come spazio di salute in cui un gruppo di specialisti, geriatri, fisiatri, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, operatorio socio-assistenziali, educatori, si prendono cura dei loro ospiti, che di norma sono adulti ed anziani non autosufficienti. La struttura interviene quando, a seguito di patologie acute e dopo la degenza ospedaliera che cura la patologia acuta: nel periodo intermedio l’RSA è la struttura abilitata a favorire il recupero del paziente per portarlo alla guarigione ed alla ritrovata autosufficienza. Questo avviene  grazie alle competenze del personale sanitario specialistico  ed alla disponibilità del personale infermieristico di supporto, gli Osa  giovani e allegri che rappresenta un punto di riferimento ineludibile per gli ospiti.

Questo l’organigramma del personale: Presidente Francesco Crimaldi , direttore responsabile Emanuele Barberi, geriatra-neurologo Lilia Granvillano, fisioterapisti: Salvatore  Azzolina e Massimo Pistone; psicologo Francesca Granvillano; Logopedista Danila Messinese; educatrice – animatrice Angela Russello; assistente sociale Virginia Comunale. Infermieri: Emanuele Ferrante, Gaetano Martini, Teresa Sardo, Annalisa Lauria, Giuseppina Lo Biundo. Personale Osa: Angelo Navica ; Antonio Smecca; Danilo Bolacchi; Salvatore Accardi, Emanuele Di Simone, Mirco Gallo, Ivan Maganuco.

La struttura è sita nel corpo sud del Santabarbara hospital , completamente ristrutturato con ambienti colorati e luminosi, dove gli ospiti vivono per qualche mese, sotto cure intensive e momenti di relax, circondati dai parenti che possono accedere dalle 12.30 all’1.30 e dopo le 18.30  fino alle 20.30 per le visite ed i confronti con i medici. Il futuro è roseo: il primario responsabile ha già in cantiere nuove idee per coccolare gli ospiti. Perché gli anziani per l’Rsa Santa Barbara, sono il centro del suo microcosmo.

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