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Il ‘Progetto cuore’ alla scuola Mattei

Il ‘Progetto cuore’ alla scuola Mattei

Gela – Mangiare lentamente aiuta a mantenersi in forma e riduce il rischio di sovrappeso e obesità: assaporare i cibi e masticare a lungo permette ai recettori del gusto di inviare al cervello il “messaggio di sazietà”. L’ampia varietà di cibi di origine animale e vegetale costituisce il fondamento di un’alimentazione sana e bilanciata: sono solo alcuni dei suggerimenti che il dirigente dell’Asp Salvatore Migliore e  Massimo Trovato, specialista in Nutrizione clinica ed esperto in discipline Olistiche hanno dato agli alunni dell’istituto comprensivo Enrico Mattei diretto da Agata Gueli nell’ambito della prevenzione Cardiovascolare-progetto Cuore- ASP .La scuola che apre al territorio con molteplici attività per completare l’offerta formativa con varie discipline e spunti culturali, ha accolto questo tema importante per stimolare nei ragazzi la consapevolezza sulle buone abitudini per vivere meglio.  Stamattina doppia lezione dei professionisti: nella scuola centrale e nel plesso staccato di via Picasso. I medici hanno dati ai ragazzi  le indicazioni per ridurre il rischio cardiovascolare, data la complessità della patologia. “Ciò richiede di considerare tutti i fattori di rischio al giorno d’oggi – ha detto Trovato –  nello specifico si valuta lo stato di salute della persona, il suo stile di vita ed “quadro” Metabolico con piani Alimentari ad hoc ed integrazione di alimenti naturali su misura, considerando che i professionisti hanno realizzato negli anni nel territorio Gelese  tanti seminari sul percorso “benessere” inerenti il progetto Cuore”.

“La salute e l’efficienza dell’uomo dipendono in gran parte dall’alimentazione – dice Migliore –  che contribuisce a costruire, rigenerare, mantenere il corpo e a fornire l’energia indispensabile al buon funzionamento dell’organismo. Mangiare troppo e in maniera non corretta può causare sovrappeso, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, diabete, e quindi aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e tumori”.

Le  buone pratiche sull’alimentazione: valutazione del contenuto di sodio, potassio e iodio nella dieta degli italiani. Piano di formazione per gli operatori delle stroke unit, per la prevenzione e la gestione integrata dell’ictus con i Mmg. Azioni relative alla riduzione del consumo di sale in Italia: verifica delle ricadute dell’accordo con i panificatori e programma “meno-sale-più-salute”. Coorti di popolazione adulta italiana seguite longitudinalmente per 20-30 anni: lo svantaggio socio-economico e gli esiti di salute. Creazione e sviluppo del network italiano a supporto del progetto europeo Bridge-Health.

ll Progetto Cuore – epidemiologia e prevenzione delle malattie ischemiche del cuore – coordinato dall’Istituto superiore di sanità, nasce nel 1998 grazie a una collaborazione tra quattro gruppi di ricerca diretti da medici con lo stesso background formativo (MONICA-Brianza – Prof. Marco Ferrario; MONICA-Friuli – Dott. Diego Vanuzzo; ATENA – Prof. Salvatore Panico; MATISS – Dott.ssa Simona Giampaoli) e grazie a un finanziamento del ministero della Salute, per realizzare tre obiettivi: impiantare un registro di popolazione per il monitoraggio degli eventi cardiovascolari. realizzare un’indagine per valutare la distribuzione dei fattori di rischio, la prevalenza delle condizioni a rischio e delle malattie cardiovascolari nella popolazione adulta italiana

valutare il rischio cardiovascolare nella popolazione italiana e realizzare strumenti di valutazione del rischio di facile applicazione in salute pubblica.

Il primo obiettivo è stato in parte realizzato mediante l’attivazione del Registro nazionale degli eventi coronarici e cerebrovascolari; il secondo è stato conseguito attraverso la costituzione dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare (Oec) che, a oggi, ha compreso due indagini sullo stato di salute della popolazione generale, effettuate a distanza di dieci anni l’una dall’altra (Oec 1998-2002 e Oec/Hes 2008-2012) e la realizzazione di una banca di campioni biologici; il terzo obiettivo è stato perseguito attraverso il follow up delle coorti degli studi longitudinali iniziati alla metà degli anni ’80, l’elaborazione delle funzioni di rischio cardiovascolare e la realizzazione della carta del rischio e del software di valutazione del punteggio di rischio.

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