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Storia di Marco: il suo papà ha le scarpe… e anche il lavoro!

Storia di Marco: il suo papà ha le scarpe… e anche il lavoro!

Gela – La catena dell’amore che si è innescata con la storia del ragazzino Marco ( nome convenzionale ) che non ha potuto seguire le lezioni per una settimana perché non aveva le scarpe, ha prodotto i suoi frutti. E sono frutti d’amore, di liberalità, di solidarietà senza chiedere nulla in cambio e soprattutto di speranza in un futuro migliore. Marco da subito ha trovato le scarpe ma da quel giorno Gela, che ha un cuore tenero, non ha dimenticato e si è mossa per dare un aiuto concreto alla famiglia in difficoltà. Stamattina l’associazione ‘Gioia nel dare’ presieduta da Luigi Fraglica ha inviato per mano della socia Maria Bonanno, due pacchi di vestiario: c’è di tutto; quello che avevano chiesto le maestre, tute, scarpe per ragazzi e per adulti, maglie, pantaloni. I pacchi sono stati consegnati alle maestre perché la famiglia, non ha mai chiesto nulla mostrando una dignità ed un senso di pudore non facili da trovare al giorno d’oggi. L’associazione che assiste 135 famiglie per un totale di 500 persone in stato di disagio, ha trovato anche la lavatrice che, al momento è in rodaggio per essere rimessa in funzione ed, eventualmente consegnata alla famiglia. “Gioia nel dare” ha preso in carico la storia di questa famiglia e ne ha fatto l’obiettivo del suo ‘dare’ dei prossimi mesi e lo sta dimostrando.

Ma la notizia più importante per Marco è un’altra. Suo padre ha trovato lavoro. Da pochi giorni è stato assunto in un supermercato di Gela: ha un contratto, lavora e ha ritrovato la speranza. “Questo nuovo dipendente – racconta l’imprenditore Nunzio – è venuto da me a chiedere lavoro con fare mesto ma mettendo nelle mie mani la sua situazione difficile. Non avevo bisogno di nuova forza lavoro, però sono stato mosso a pietà e l’ho assunto con regolare contatto. Non ha il mezzo proprio per venire al lavoro dal quartiere Settefarine e i miei collaboratori la mattina lo prelevano dalla sua abitazione per portarlo al lavoro: mi ha confidato che ha l’assicurazione bloccata da anni. Gli ho dato la possibilità di fare la spesa qui e lui prende il minimo indispensabile con una delicatezza senza pari. Sono contento di fare questa buona azione”. “Grazie per tutto quello che avete fatto – ha detto Francesco, il padre del ragazzino – in pochi giorni molti problemi sono stati risolti e col lavoro che ho adesso è tutta un’altra vita”.

 

Finisce così la storia di un articolo di giornale che è servito ad alleviare le pene di una famiglia. Anzi non finisce perché ci sono tanti altri gruppi ed enti che vogliono contribuire. Questo è il nostro lavoro che alcuni ( per fortuna pochi) vivono come un’intrusione malevola. Questo vogliamo fare: il bene. Anche quando alziamo qualche velo scomodo, anche quando parliamo di argomenti spinosi, solo per amore di verità. Questa volta abbiamo azzeccato nel fare il bene, con  l’aiuto di moltissimi.

GRAZIE  a nome dell’editore, del direttore di tutti quanti hanno contribuito e continueranno a farlo.

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