Storie

“Mio figlio malato, senza psichiatra”

“Mio figlio malato, senza psichiatra”

Gela – Un esercito di persone con disturbi mentali senza psichiatri di riferimento. Abbiamo scritto fiumi di parole ma se qualche mese fa al servizio territoriale di via Madonna del Rosario c’era un solo medico adesso non ce n’è neanche uno. Oggi vi raccontiamo la storia di un ragazzo di 28 anni che ha bisogno di uno specialista di riferimento ma non ce l’ha. Il medico di famiglia e la madre si sono rivolti a noi per raccontare la sua storia simbolo di tanti pazienti con disturbi psichici. Gli stessi che vagano per le strade senza mèta, e se hanno una famiglia, aggrediscono i genitori o fanno del male a sé stessi e allungano le liste di morti che falcidiano la città, e poi ci si chiede il perché di tanto male, mentre le istituzioni stanno a guardare e i cittadini pagano le tasse e pagano anche gli specialisti privati, quando hanno il denaro per farlo. Giuseppe è stato da sempre un bambino difficile ed i suoi genitori non si spiegavano il perché. La sua diversità veniva acuita dagli atteggiamenti per nulla accoglienti dei suoi compagni di scuola che sono arrivati a riservagli atti di bullismo. Immaginate un ragazzo con problemi di inserimento sociale trattato con sufficienza dai compagni? Si chiude, reagisce in maniera oppositiva, soffre e riversa il suo dolore all’interno della famiglia. “Nove anni fa – racconta la madre A.V. di 58 anni ( nella foto di spalle) – lo abbiamo ricoverato nella struttura sanitaria ad alta specializzazione di Troina e finalmente lì hanno diagnosticato il problema di mio figlio: delezione al braccio lungo del cromosoma 2, una malformazione congenita  che gli ha procurato un esaurimento nervoso con alterazione del pensiero”. Giuseppe recepisce i messaggi che gli arrivano dall’esterno ma li elabora in maniera difforme nell’esposizione. Questa patologia implica una necessità ad essere sottoposto a terapie specifiche. “Da allora abbiamo peregrinato fra diverse strutture – continua la mamma – ma vivendo a Gela e non avendo grandi possibilità economiche, avevamo l’esigenza di avere un riferimento qui. E fino a qualche tempo fa ce l’aveva. Poi è arrivata la crisi del settore psichiatrico e i nostri guai perché mio figlio subisce il cambiamento dei medici con tutte le conseguenze che ne derivano. I medici che l’avevano seguito non ci sono più e lui perde il rapporto di fiducia”.

“Ogni paziente ha l’esigenza di avere un punto di riferimento – spiega il medico di famiglia Maria Palumbo – con cui crea un rapporto empatico, che diventa l’amico, il medico, il confidente, il secondo padre. Se cambia il medico cambia anche la terapia e l’apparato neuropsichiatrico ne risente in maniera forte. I pazienti si rivolgono a noi che rappresentiamo l’altro riferimento ma il medico di famiglia, può consigliare, supportare ma  non può sostituirsi allo specialista. Siamo stanchi di assistere inermi alle carenze che si ripercuotono sui nostri pazienti a cui siamo legati da un rapporto professionale ma anche da un sentimento umano costruito negli anni”. “In questo periodo – riprende la madre – mio figlio ha scatti di aggressività nei confronti della famiglia. Ho prenotato una visita nella struttura di via Madonna del Rosario, tre mesi fa e mi hanno rimandato a giugno. Adesso che è arrivato giugno mi avvertono che lo psichiatra non c’è perché in malattie e poi in ferie. Mi figlio aveva bisogno e sono andata da uno specialista a pagamento ma quante volte potrò farlo con mio marito disoccupato? Se poi andiamo al reparto di Diagnosi e cura di psichiatria è la stessa storia: due medici su 10, pochi posti letto e tutti occupati. Dove dobbiamo andare. A chi dobbiamo rivolgerci? Siamo disperati. Ci siamo rivolti a voi per lanciare questo messaggio alle istituzioni affinchè possano fare qualcosa per tentare di risolvere questo problema”.

“Questa è solo una delle tante storie che passano dai nostri studi medici – dice la dott.ssa Palumbo – storie che fanno sanguinare il cuore e di fronte alle quali non possiamo far nulla. Oggi io rompo il silenzio e voglio dare la mia testimonianza. Sono un essere umano e soffro con loro. Li ho seguiti nella crescita e non posso abbandonarli in questi momenti difficili. Ho tanti pazienti in queste condizioni, senza riferimenti. Pazienti dirottati a Vittoria quando non  hanno i mezzi né la forza per potere andare. E poi chissà se a Vittoria c’è posto per loro. Servono psichiatri. Subito. Per evitare episodi incontrollabili. Che le istituzioni facciano qualcosa!”

banner vision

Stampa articolo
Visualizzazioni articolo: 2.220
Storie

di più in Storie

La prenotazione ortopedica arriva dopo due anni: la paziente è morta da uno

Liliana Blanco24 maggio 2018

Un altro angelo di 22 anni è volato via: storia di Emanuele

Liliana Blanco17 maggio 2018

Storia di Marco: il suo papà ha le scarpe… e anche il lavoro!

Liliana Blanco16 maggio 2018

Assente da scuola per una settimana: non ha le scarpe

Liliana Blanco10 maggio 2018

Il ragazzo con la grande guerra nel sangue

Liliana Blanco1 maggio 2018

Candidata alla beatitudine. Storia d’amore e di disabilità

Liliana Blanco22 aprile 2018

Muoiono due fratelli a distanza di poche ore

Liliana Blanco20 aprile 2018

Entra nella famiglia Lions a 93 anni: Vincenzo Galesi corona un sogno

Liliana Blanco15 aprile 2018

“Non arrenderti mai”: da motto a canzone

Redazione27 marzo 2018

Una ventata di freschezza nel panorama giornalistico locale. Una nuova avventura “web-based” voluta, creata e condotta da un team giovane e competente. Una piazza virtuale per tutti i gelesi sparsi nel mondo e non solo. Questo e molto altro nel nuovo web-magazine che racconterà Gela e il circondario attraverso notizie in tempo reale, approfondimenti e una particolare attenzione alle storie, ai personaggi e agli eventi.

iscritto al n.3/2010 del registro di stampa in data 28/05/2010 del tribunale di Gela
Direttore Responsabile: Rosa Laura Battaglia - Editore: Pubblivision P.IVA: 01991870856