Cultura e Società

Viaggio nell’antica Roma

Viaggio nell’antica Roma

Gela – L’altra storia della Roma antica, quella dei particolari sulle strategie economiche, quella degli episodi gustosi raccontata in un viaggio sulle vie della città eterna e del mondo con cui seppe intrecciare i percorsi. La presentazione del libro di Sebastiano Tusa e Carlo Ruta che si è tenuta ieri in un vico caratteristico del centro storico non poteva prescindere dalle radici greche della città che gli autori conoscono bene. Sullo sfondo le opere di tanti artisti locali , pronti per partecipare alla nuova edizione di Quattro amici al bar che si apre sabato prossimo.

L’iniziativa di presentare l’ultima opera degli studiosi siciliani è stata della prof.ssa Lina Orlando che ha attirato con questi nomi un pubblico scelto che ha sfidato il vento inclemente di ieri sera, grazie al contributo del direttore del Museo Ennio Turco ed allo studioso Massimo Cultraro entrati nello spirito del messaggio del testo. L’Urbe emerse nella storia attraverso un uso strategico della forza dominatrice per mire espansionistiche con un impiego razionale, tradotto in un  progetto di civiltà con una originalità nel percorso storico. Una ispirazione fondamentale di quel tragitto fu la legge, il diritto, attorno a cui maggiormente si destreggiò il genio di un ceto dirigente, redigendo un corpus di norme che nelle linee essenziali  sopravvissuti di gran lunga ai destini monarchici, repubblicani e imperiali di Roma. Nel momento in cui avvertì una minaccia concreto per  i suoi interessi , Roma mise in pratica il ‘bellum’ utilizzando strategie precise. Si aprì ai popoli, assimilandone le civiltà i patrimoni culturali: i saperi materiali, le culture, l’immaginario religioso. “Bastava vivere a  Roma , per essere naturalizzato romano – racconta Tusa – non c’erano allora le sovrastrutture di oggi”. La civiltà latina diede un assetto alla vita sociale, maturando una nozione aperta delle cittadinanze, accompagnandolo con un codice normativo per le attività economiche, con un’attenzione particolare a quelle marinare, lanciando modelli che ancora oggi costituiscono le basi del diritto internazionale. Roma si aprì ai popoli che sottometteva, fino al tramonto della sua potenza politica e militare,allorchè abbandonate le insegne imperiali e mentre consegnava all’Oriente bizantino il testimone di una promettente ma difficile continuità politica e morale, ripropose la sua potenza come capoluogo di una religiosità destinata a tracciare altre pagine della storia.

Ma non si è parlato solo di storia nel vico Ragonesi: l’assessore Tusa, scendendo dall’empireo del Senato romano al pragmatismo attuale, ha descritto in poche e amare parole, le difficoltà della politica a valorizzazione di beni culturali perché lo Stato destina a questa branca solo lo 0,6 per cento del Pil, mentre altre nazioni arrivano al 4%. In queste condizioni chi sceglie di studiare archeologia non può lavorare perché non ci sono abbastanza fondi per i restauri e quindi non si può parlare concretamente di sviluppo attraverso i reperti storico- archeologici.

Carlo Ruta è saggista e studioso di storia del mondo mediterraneo. Laurea in Filosofia conseguita presso l’Università degli Studi di Messina. Laurea in Teorie della conoscenza, della morale e della comunicazione conseguita presso l’Università degli Studi di Urbino. È autore di numerosi saggi. Tra i più recenti: Guerre solo ingiuste, Mimesis, 2010; Narcoeconomy, Castelvecchi, 2011; Colletti criminali, Castelvecchi, 2013; Il crepuscolo della Sicilia islamica, Edi.bi.si., 2014; Cristiani e musulmani nella Sicilia normanna (con altri autori), Edizioni di storia e studi sociali, 2015; Storia del viaggio in Sicilia, Eds, 2016;In viaggio tra Mediterraneo e storia (con S. Tusa), Eds, 2017. Ha curato e introdotto cronache e resoconti di viaggio di varie epoche. Ha condotto studi su alcuni aspetti dell’età dei lumi. Ha firmato reportage e studi di fenomeni sociali per diverse testate giornalistiche.

Sebastiano Tusa è laureato in lettere con tesi in Paletnologia presso l’Università La Sapienza di Roma. Perfezionato in Archeologia orientale presso La Sapienza di Roma. Docente di Paletnologia presso il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli dal 2000. Docente di Archeologia subacquea presso l’Università di Marburg (Germania). Soprintendente del Mare della Regione Siciliana. Direttore della rivista “Sicilia Archeologica”. Dal 1972 ha partecipato e/o diretto missioni e ricerche archeologiche in Italia, Iraq, Iran, Pakistan e Turchia. Autore di numerosi saggi scientifici e divulgativi. Oggi è assessore regionali ai Beni culturali ed ambientali.

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