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Siciliano scrive alla città “ Non retrocedo di un passo, io vittima tra le vittime”

Siciliano scrive alla città “ Non retrocedo di un passo, io vittima tra le vittime”

Gela –  “Gli accadimenti degli ultimi giorni, mi hanno costretto a fare una riflessione rispetto all’impegno di servizio, che da cittadino comune ho accolto, il giorno in cui il Sindaco mi ha incaricato di accompagnarlo nello staff di giunta al governo della città. Una riflessione volta a mettere sui piatti della bilancia della vita, la famiglia e l’esposizione al rischio a cui la stessa è esposta, e l’impegno per la collettività. Lo stesso rischio a cui ogni singolo attore politico della nostra città, interprete dei bisogni della collettività, al di sopra di ogni interesse personale, decide di esporsi per servire il proprio paese.
In questi giorni non ho potuto fare a meno di scoprire un’Italia vittima di attentati incendiari, da Sud a Nord, dalle realtà apparentemente più evolute a quelle in cui gli stereotipi le dipingono come luoghi ad alto rischio criminoso, ove il denominatore comune è l’elevata esposizione di chi agisce, amando alla follia la propria terra, nell’essere individuato come la somma di tutti i mali.

Consapevole che la tutela della legalità è resa possibile dal rispetto delle regole, ma anche dal coraggioso impegno di chi deve assicurarlo, e talvolta, purtroppo, anche dal sacrificio della parte civile della nostra comunità, mi sono chiesto se tutto ciò che ho pensato, detto e fatto in questi tre anni, ha risposto ai principi di verità, giustezza per la collettività e soprattutto se è servito a promuovere la partecipazione attiva della società.

La risposta non ha tardato ad arrivare, proprio da parte di quella società che, travolgendomi di chiamate, messaggi, strette di mani ed abbracci, non ha dimenticato i trascorsi storici, che hanno visto la città di Gela uscire dal pantano della guerra di mafia; memorie che ci rendono consapevoli, che ancora, questa città non può sentirsi completamente al riparo da questioni legate alla difesa e la salvaguardia della sicurezza dei nostri figli.
La città ha bisogno dell’Esercito? Vero. La città ha bisogno dell’Esercito.
Quell’esercito di cittadini consapevoli che la difesa e la sicurezza della nostra città non sono una concessione gratuita. Quell’esercito di cittadini che non hanno paura a denunciare. Quell’esercito di cittadini che riconoscono nelle istituzioni il gravoso fardello fatto di lavoro e impegno incondizionato, portato avanti con sacrificio e con abnegazione da chi ha il compito di garantire il rispetto della legge per consentire di percorrere con efficacia la strada dello stato di diritto.

E proprio a questo pezzo di società, dai suoi più alti vertici di governo, sua Eccellenza il Prefetto e l’ill.mo Procuratore Capo, alle autorità Religiose, Civili e Militari, gli organi di Polizia e Controllo del territorio, la politica tutta, dai riferimenti locali, regionali e nazionali, che si sono tempestivamente prodigati a farmi sentire la loro vicinanza, i colleghi assessori e lo staff del sindaco che hanno fatto cintura su di me, i vari componenti della giunta che in questi anni hanno contribuito a migliorare la nostra città, gli amici del Governo Maltese, la mia famiglia e gli amici, ma soprattutto ad ogni singolo concittadino che mi ha sostenuto con parole di conforto, e ancora a chi è in procinto di arrendersi, o si è già arreso, volgo il mio più Sentito Ringraziamento, per avermi ricordato che un uomo è ibero di scegliere, e le sue decisioni, se prese con coraggio, verità ed una dose di follia, lasceranno un mondo decisamente migliore rispetto a quello che ha trovato.
Dopotutto siamo il risultato delle scelte che facciamo, e io ho scelto di essere libero da qualsiasi condizionamento, che gesti barbari che la cittadinanza è costretta a subire, e che mi hanno visto essere solo l’ultima delle tante vittime gelesi, intendano intimarci.
Continuo a lavorare con più grinta e convinzione, senza retrocedere di un passo, consapevole che l’unico limite al cambiamento siamo Noi.”

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