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L’ ingrediente speciale per un buon piatto? Lo chef

L’ ingrediente speciale per un buon piatto? Lo chef

Gela – Un profumo nuovo ha invaso il club ‘La Vela’ . E’ il profumo  del mare, delle tradizioni siciliane e delle vivande che dalla cucina del club estivo, si insinua fra gli spazi della struttura, senza invaderli ma in grado di stuzzicare i gusti  di soci ed ospiti cui si apre una stagione accattivante ed appetitosa. Lo chef Stefano Sanfilippo è tornato a Gela, una città che gli ha  dato tanto in termini di impegno e di esperienza, dopo aver ricoperto per  quasi 10 anni l’incarico di direttore in un prestigioso hotel e la gestione del ristorante della struttura  ricettiva che ha permesso ad territorio di conoscerlo.

I suoi trascorsi nella realtà nazionale sono molteplici come le esperienze professionali  che lo hanno visto al cospetto di due Papi, di personaggi dello spettacolo e della cultura italiana. Una summa di elementi che permettono ai gelesi di riscoprire la maturità di un professionista che si cimenta oggi in un panorama in cui la cucina è diventata un’arte, grazie agli show culinari che proliferano nelle televisioni di Stato e nei Network. Lo chef torna a Gela con un nuovo progetto sul territorio per contribuire a fare dell’estate 2018, una favola a tavola. Dopo l’ Araba Fenice Restaurant, il Drone , si sposta al Vela Club di Gela. L’ obiettivo, come in tutte le realtà enogastronomiche, è  quello di offrire l’opportunità, seppure in un contest privato quale il Club La vela, di degustare prodotti a km 0 ma non solo; riuscire a trovare il sistema più idoneo per presentare e mantenere vive le proprietà organolettiche dei prodotti del territorio. “Spesso taluni operatori nel settore della ristorazione tendono a modificare e trascurarle, somministrando ai propri clienti prodotti modificati chimicamente tali da allontanarsi dal palato fine dei commensali siciliani – dice lo chef Sanfilippo – il nostro obiettivo è invece mantenere le proprietà originarie dei prodotti  pur manipolandole per renderle appetitose senza alterarle”. Il tutto corredato dallo stile che contraddistingue lo chef che bilancia gusto delicato, armonia nella presentazione dei piatti, varietà di menu e ricercatezza nei particolari.

Non solo la pizza delicata, dedicata e ricca ma anche i menu di carni preparati secondo i crismi della tradizione e con ricette nuove; e i menu di pesce tradizionale e i sushi orientali sbarcati prepotentemente nella tavola italiana; e le verdure che accompagnano i piatti con discrezione.

E poi la cucina dedicata a chi ha esigenze particolari: le farine ai 5 cereali, quelle senza glutine quindi le pietanze ricercate anche per la clientela celiaca e i menu per i più piccoli. E ancora le tavolate delle serate speciali, il menu di ferragosto, della notte di San Lorenzo, delle festività religiose o semplicemente i banchetti dell’estate, delle serate al fresco, sotto il pergolato della terrazza a mare.  Perché anche un semplice piatto, se cucinato con arte, può essere quello giusto per un pranzo veloce per  soci ancora al lavoro o per i soci in vacanza ed i loro amici che vogliono stare leggeri prima dell’ennesimo tuffo nel Golfo di Gela. E la cornice del club ‘La vela’ che si affaccia  al mare ben si presta a questo progetto culinario che parte dalla colazione del mattino a fronte mare: non può che richiamare i freschi  profumi del territorio quelli che si  sentivamo per le strade delle case di qualche anno fa, quando i fumi esterni non hanno coperto gli odori del pomodoro fresco steso al sole di luglio.

“Il mio messaggio della cucina dello chef – conclude Sanfilippo – è quello di restituire il senso del buono alla tavola differenziando il cibarsi  dal saper assaporare il buono. Sono contento di essere qui  e avere ancora una volta la possibilità di vivere la città contornata e ricca di amici che in qualche modo si trovano a discutere con me negli eventi passati insieme”. E allora buon appetito con la cucina dello chef Sanfilippo, perché l’ ingrediente speciale per un buon piatto è lo chef. E buona estate ai commensali del club La Vela!

 

Lo chef regala alle massaie la ricetta dell’arancino nero al finocchietto selvatico sardine delle pelagie seppie del  ragusano e crema di verdure selvatiche.

INGREDIENTI GR 200 RISO VIALONE NANO O CARNAROLI

GR 50 NERO DI SEPPIA (SACCHETTA)

GR100 SEPPIA PULITA STUFATA GR 70 CACIOCAVALLO RAGUSANO SEMISTAGIONATO

GR 200 SARDINE MEDIE

100 GR PASSATA DI POMODORO

GR 150 FINOCCHIETTO SELVATICO 1 CAROTA 1 COSTA DI SEDANO 1 +1/2 CIPOLLA OLIO EVO

VINO BIANCO SECCO 1/2 BICCHIERE

per la lega dell’arancino utilizzare farina ”00 ”gr 150 acqua qb 1 uovo e filtrare.

Per la crema di verdure selvatiche Soffriggere la cipolla e la patata e aggiungere il brodo vegetale.

A raggiungimento del bollore, cuocervi le foglie delle verdure. Una volta cotte, togliere dal fuoco e frullare aggiungendo olio evo a filo, e regolare di sale e pepe.

Per la seppia Pulire le seppie privandole delle interiora e della pelle. Conservare le sacche del nero da utilizzare per il pane e per il riso. Tagliare la seppia a julienne e porla in una bastardella.

Scottare la seppia versando acqua bollente e scolare dopo 8-10 secondi e raffreddare sotto acqua fredda. Per il riso Procedere alla normale cottura del risotto. A cottura quasi ultimata, aggiungere il nero di seppia, spegnere il fuoco e mantecare.

Spianare il riso su un tavolo e lavorarlo ancora caldo. Confezionare gli arancini passandoli prima dalla pastella (piuttosto densa ottenuta da farina 00 e acqua qb) e poi dal pan grattato ottenuto dal pane al nero di seppia, e friggerli in olio caldo.

Disporre sul fondo del piatto un cucchiaio di crema verde, adagiare sopra l’arancino ben caldo e ultimare con la seppia julienne sopra l’arancino. Per le sardine: far rosolare la metà delle sardine in una casseruola con oio evo e unire 2 gambi di finocchietto selvatico già cotto e tagliato,unire pinoli e uvetta ravvivata precedentemente, ridurre e raffreddare.

Avendo tutti gli elementi pronti eseguire questi passaggi Stendere il riso sul palmo della mano sinistra il riso (gr150 circa) mettervi il composto con le sardine e il finocchietto, cercando di ottenere una forma sferica ,compattare e abbattere. Immergere successivamente nella lega x arancini e fare una panatura levigata e livellata riporre in frigo. Friggere in abbondante olio predisporre un piatto di servizio concavo con la crema al finocchietto adagiare l’arancino sopra le seppie e le restanti sardine dorate in precedenza. Servire caldo.

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