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Pochi infermieri: a rischio l’assistenza

Pochi infermieri: a rischio l’assistenza
Niscemi – Arriva l’estate e scatta l’allarme in ospedale. Al Basarocco di Niscemi a rischio l’assistenza per i pazienti a causa dei gravi problemi di carenza di personale infermieristico. Una questione che si trascina da tempo e che esplode con l’avvento delle ferie estive. I disagi maggiori ricadono ovviamente sulle spalle dei pochi infermieri rimasti e dei turnisti. Una situazione drammatica che ha spinto il segretario aziendale Nursind del Basarocco di Niscemi, Salvatore Disca, in concertazione con la segreteria territoriale Nursind di Caltanissetta, a esporre le varie problematiche che il personale infermieristico giornalmente si trova ad affrontare in corsia. 
Anche su invito del sindaco e del Consiglio comunale, Disca ha spiegato che “il personale infermieristico è ormai a un punto di non ritorno a causa dei continui e mancati riposi, stremato e sottratto persino alla vita sociale. Ma il problema principale è il rischio di non garantire una valida assistenza ai pazienti. Sembra che l’ospedale di Niscemi sia tenuto in piedi soltanto con il sacrificio degli infermieri, ma questo nessuno lo dice e nonostante ciò si continua a chiedere sacrifici agli infermieri. Questo presidio, come sfiancato da un iceberg, sembra essere destinato a implodere in se stesso e, insieme alle poche unità operative rimaste, a precipitare in una situazione drammatica”.
Il sindacato Nursind, rivolgendosi alla giunta comunale, al sindaco e al presidente del Consiglio, ha chiesto un maggiore impegno affinché arrivi non solo personale infermieristico, ma anche personale di supporto, come previsto dalla pianta organica. “Che ciò avvenga il prima possibile – auspica Disca – al fine di fronteggiare almeno parte dell’emergenza ed evitare il rischio che gli infermieri causino danni a se stessi, all’utenza e all’intera struttura ospedaliera”.

Caltanissetta – Risale al 3 maggio di quest’anno la dichiarazione a mezzo stampa dell’assessore della Salute, Ruggero Razza, sull’adozione del Piano Straordinario Regionale di sicurezza nei Pronto Soccorso, con relativo stanziamento di fondi regionali per rafforzare la presenza delle guardie giurate e incrementare il numero delle telecamere di videosorveglianza nei Presidi.

A Caltanissetta – a dire sempre dell’Assessore – sarebbero stati stanziati complessivamente 1 milione e 550 mila euro, per suddetti interventi, nonché per il piano generale del “Progetto accoglienza nei Presidi”.

 

Le scriventi Organizzazioni Sindacali – alla luce dei recenti fatti di cronaca – chiedono quali azioni ha posto in essere il commissario straordinario dell’ASP, Maria Grazia Furnari, per la risoluzione della problematica, anche in ragione delle continue sollecitazioni fin qui pervenute dagli stessi operatori e dai rappresentanti politici.

 

Assistiamo – infatti –a continue aggressioni fisiche nei confronti di medici, infermieri e operatori dei Pronto Soccorso della provincia di Caltanissetta, con grave rischio per l’incolumità degli stessi.

Ogni mese le cronache riportano episodi di violenza contro i dipendenti dell’ASP che operano nei Pronto Soccorso: oltre al danno anche la beffa! Non solo essi sono in numero ridotto, garantendo comunque le prestazioni salvavita, nonostante turni lavorativi estenuanti, tanto è vero che vi sono difficoltà nel poter garantire i turni nel periodo estivo, ma sono anche oggetto di continue minacce che, in alcuni casi, sfociano in atti di violenzada parte degli utenti.

Non è passato inosservato l’episodio verificatosi al Presidio di Niscemi, dove un utente, dopo aver sfasciato i locali del nosocomio, ha aggredito un Dirigente Medico e un Infermiere. Unevento,quest’ultimo, che fa seguito ad altri episodi gravi di violenza,magari meno conosciuti solo perché non hanno avuto la stessarisonanza mediatica.

 

La dottoressa Furnari ha più volte dichiarato che avrebbe immediatamente attivato un servizio di vigilanza armata a tutela degli operatori, e che si sarebbe adoperata per attivare un sistema di videosorveglianza.

CGIL, CISL e UIL, non avendo ancora oggi ricevuto notizie riguardo alle iniziative intraprese dall’ASP di Caltanissetta affinché si possa risolvereun problema così delicato e urgente,temono per l’incolumità dei dipendenti di tutti gli ospedali, con particolare riferimento agli ospedali più piccoli.

 

Le scriventi OO.SS., pertanto,ribadiscono la necessità di istituireurgentementeil servizio di vigilanza armata, quantomenonelle ore notturne, in tutti i Presidi Ospedalieri e, segnatamente, in quelli minori quali Niscemi, Mussomeli e Mazzarino, nonché nelle Guardie Mediche.

Vista la recrudescenza degli atti di violenza e i fatti del recente passato, pensiamo a quanto è successo presso una Guardia Medica di Catania e al pestaggio subito da un Medico al Vittorio Emanuele del capoluogo etneo, non ci si può permettere più attendere. Fatti gravi e pericolosi che impongono un intervento tempestivo e risolutivo, in modo da evitareche episodi del genere possano ripetersi.

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