Cultura e Società

“Quando abbiamo aperto le finestre, il mare era invaso: era il 10 luglio ’43”

“Quando abbiamo aperto le finestre, il mare era invaso: era il 10 luglio ’43”

Gela – “Quando ci siamo svegliati all’alba del 10 luglio del ’43, come ogni giorno abbiamo aperto le finestre che si affacciavano sul mare, dalla nostra casa di via Cairoli, abbiamo trovato l’invasione. Era pieno di navi, barche e una moltitudine di militari che sbarcavano. In famiglia eravamo cinque donne e un uomo: mio pare si affrettò a creare delle sbarre in legno nelle finestre perché la nostra casa confinava con la caserma dei carabinieri di Piazza Roma”. E’ una parte del racconto di Ida Liparoti che ha vissuto quel giorno che aprì le porte ad una nuova pagina della storia. La storia d’Italia e quella di Gela, porta d’Europa per la sua posizione geografica. “Non ci rendevamo conto di quello che stava accadendo- continua – certo era un’invasione ma la storia si scrive dopo. In quel momento vedevamo solo un’ora di uomini che aveva invaso la spiaggia. Dopo qualche giorno quegli americani facevano festa, distribuivano cioccolata e ballavano con le donne che glielo permettevano. Erano tempi diversi da questi, non tutte parlavano o si avvicinavano agli uomini”. Da quel giorno sono passati 75 anni e la storia ha attraversato proprio il mare di Gela, quello che oggi non ha un porto e spesso è inquinato.

Domani si commemora l’ anniversario dell’Operazione Husky, il più grande sbarco anfibio della storia recente che vide il mare di Gela  protagonista.  Quel 10 luglio del 1943 nel Golfo di Gela arrivò la settima divisione americana del generale S. George Patton. Approdarono  180 mila gli uomini  in 160 km di costa tra Licata e Siracusa per liberare la Sicilia e l’Italia dalla dittatura nazifascista ed  in 39 giorni ci riuscirono.

Una data così importante non poteva essere dimenticata : l’amministrazione comunale ha previsto una per ricordare quella parte di storia che ha coinvolto Gela salendo su per lo Stivale

Stamane nell’altare del ponte Dirillo con il Roll-Call sono stati ricordati i 39 soldati americani morti, alla presenza del vice ammiraglio Lisa Franchetti la prima donna a guidare la sesta flotta Usa, con le istituzioni civili e militari. Poi al Cimitero monumentale sono stati ricordati i soldati caduti in guerra. In serata l’amministrazione comunale  farà visitare alle autorità americare i palazzi del centro storico che erano stati requisiti durante lo sbarco, come il Palazzo Nocera e verranno apposte targhe commemorative. Sono previste mostre fotografiche, esposizione di mezzi bellici .

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