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Commissione ambiente: “l’amministrazione non riesce ad risolvere il problema randagismo”

Commissione ambiente: “l’amministrazione non riesce ad risolvere il problema randagismo”

Gela – Da tre anni la commissione ‘Ambiente e sanità’ descrive come questa amministrazione non abbia potuto lavorare con serenità avendo, ufficialmente, tutto il consiglio contro, e di come noi consiglieri nelle nostre scelte, in teoria libere, abbiamo operato in danno alla città e solo per fare dispetti ad una giunta volenterosa. Bene, a parte le frasi slogan e gli hastag che ormai popolano sui social, vorremmo raccontare l’ultima saga in tema di randagismo. La V Commissione ha da subito lavorato sul tema per il contrasto al fenomeno del randagismo, ritenendolo un problema da affrontare prioritariamente, perché attinente sia alla sicurezza per i cittadini sia ad un dispendio, anche in questo caso, forse, privo di controllo, di risorse delle casse del Comune. Dopo aver inviato richiesta ufficiale all’amministrazione per la concessione dei locali dell’ex mattatoio, locali che hanno seguito un iter nefasto che ha poi visto la perdita dei finanziamenti europei per la realizzazione di un centro di PetTherapy, all’ASP per utilizzare la struttura in termini di contrasto al randagismo, seguita poi da una mozione, di pari oggetto, votata all’unanimità dal Consiglio Comunale, la Commissione ha continuato, con coerenza, a dare suggerimenti e fare proposte concrete e risolutive, ma ad un’amministrazione sorda e indifferente dinanzi alle istanze della città e irrispettosa delle casse pubbliche. Circa tre settimane fa, la V Commissione, è stata coinvolta dai volontari, che da anni lavorano insieme alla rete nazionale delle adozioni, facendo adottare centinaia di randagi in un anno, a differenza del ricovero di Caltanissetta convenzionato con il Comune di Gela, che non conta nessuna adozione; i volontari rappresentavano una circostanza alquanto allettante per qualunque amministrazione, tranne per il Comune di Gela. Riferiscono di 14 cani randagi pronti per essere adottati in regione del nord Italia, ovviamente conditio sine qua non, per essere adottati è la microchippatura, ma per evitare sanzioni a carico dei volontari i cani dovranno essere registrati all’anagrafe canine del comune di Gela, perché di proprietà del comune in quanto randagi. La V Commissione accoglie con estremo interesse l’opportunità e decide di attivare tutti i settori di competenza. Contattiamo altri comuni della provincia dove si effettuano regolarmente le microchippature per acquisire il protocollo in atto, acquisiamo la modulistica dal Comune di San Cataldo, dove il servizio viene effettuato compilando un semplice modulo da parte dei volontari che dichiarano di aver ritrovato il cane randagio e di impegnarsi affinché venga adottato previo riconoscimento da parte del comune e quindi microchippatura da parte dell’ASP. Questo sistema di collaborazione tra i volontari e gli enti che svolgono il servizio come previsto dalla legge, implica un risparmio per le casse del Comune di riferimento. Quindi abbiamo proposto al Comune di Gela un’operazione a costo zero e un’alternativa importante ad un problema gravoso anche per la sicurezza dei cittadini. Dopo aver perso le prime due adozioni, riusciamo a far convocare una conferenza dei servizi, che solo presso il Comune di Gela, non prevedono la presenza delle associazioni del territorio, qualche mese fa era accaduto in merito alla conferenza dei servizi sul porto Rifugio, per cui le associazioni erano state lasciate alla porta. In quella sede, alla presenza del dirigente e dell’assessore alla polizia municipale, del dirigente e dell’assessore all’ambiente e del responsabile ASP, settore veterinario,rileviamo una totale chiusura da parte del Comandante Montana, che insiste sul fatto che nessun volontario o libero cittadino può prelevare un cane randagio dalla strada, per cui incorrerebbe in sanzione, il presidente della V Commissione, invece, ritiene che, vista la totale inadempienza del comune e della polizia municipale che non svolge il servizio di controllo dei microcip neanche per i cani padronali, non svolgendo un servizio previsto dalla legge e deterrente all’abbandono dei cani, questa possa essere una strada percorribile, peraltro già sperimentata da altri comuni. Chiediamo che vengano acquisiti i moduli del Comune di San Cataldo e che si adotti lo stesso iter, così da non perdere le adozioni in corso dei restanti randagi che in alternativa finirebbero a carico del comune di Gela con un aggravio di spesa. L’ASP propone all’amministrazione di acquisire nell’immediato i locali dell’ex mattatoio e iniziare subito il servizio di anagrafe canina, così da sfruttare il contributo delle associazioni, ma il progetto prevede tanto alto in termini di attività di igiene urbana veterinaria. L’assessore Siciliano e il dirigente del settore Ambiente, la dott.ssa Zanone, si dicono del tutto favorevoli alle proposte eal progetto dell’ASP e chiedono agli uffici di attivarsi immediatamente per la realizzazione dello stesso. Dalla conferenza dei servizi sono passate due settimane ed abbiamo perso altre tre adozioni. Abbiamo chiesto al settore ambiente e all’assessore Granvillano di attivarsi, quantomeno, per dare la possibilità ai volontari di poter microchippare i Cani, vista la piena disponibilità dell’Asp, senza incorrere in sanzioni grazie all’adeguamento della modulistica da presentare al momento della registrazione dei cani, ma solo muri e silenzio. Il rischio è proprio quello di perdere tutti gli adottanti, che si sono già impegnati attraverso i pre-affidi, e di conseguenza aumentare il carico economico del Comune o peggio introdurre altri 14 cani sul territorio, procurando un danno sia agli stessi animali, che ai cittadini a cui viene sempre di più sottratta la possibilità di vivere la città in piena sicurezza ed igiene.

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