Cultura e Società

Il mare restituisce altri tesori

Il mare restituisce altri tesori
Gela – Appena rientrato nella ricerca di tesori del mare, Franco Cassarino ha centrato ancora una volta. Ha individuato dieci importanti reperti di età arcaica che alle 12.15 di oggi sono stati portati alla luce. Eccolo il
Louterion di età arcaica utilizzato nelle cerimonie religiose. Manca il basamento di cui era fornito il modello originale che gli studiosi sperano di poter trovare nelle prossime ricerche.
E nove bacini risalenti al VI – V secolo avanti Cristo. Le operazioni sono state coordinate dal prof. Nicolò Bruno della Soprintendenza del Mare diretta da Adriana Frisina.  “Nel mare di Bulala – ha detto il prof Bruno – Cassarino ha individuato questi reperti che stamattina sono stati recuperati grazie alla  Capitaneria di porto di Gela sotto la direzione del Comandante Roberto Carbonara, al comando della Guardia di finanza di Gela, ad una motovetta della sezione operativa di Licata apparente al Roan Palermo, al gruppo ormeggiatori e barcaioli Gela Licata, alla Corporazione pescatori  Gela. Il tutto sotto la lente di ingrandimento della Soprintendenza e dell’assessorato competente. I reperti adesso verranno trattati per un anno circa con appositi soluzioni e studiati scientificamente per collocarli nell’ esatto periodo storico. Dopo il restauro verranno restituiti al Museo di Gela come è avvenuto per gli oricalchi ed altri reperti riportati alla luce negli anni scorsi”.
“I bacini che si vedono nella foto in alto – continua il prof. Bruno – sono attrezzi da cucina e si potrebbe presupporre che fossero contenuti in una nave arenata nei fondali del mare” .
In seguito ad una complessa operazione di recupero, prolungatasi per oltre cinque ore nelle acque antistanti la contrada di “Bulala”, nel Comune di Gela, la Soprintendenza regionale del Mare con l’ausilio della M/V CP 722 della Guardia Costiera di Gela, della motovedetta V.805 del ROAN della Guardia di Finanza di Licata e di un’imbarcazione del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli di Gela, hanno riportato alla luce
alcuni importanti reperti storici. L’individuazione dei beni è avvenuta nei giorni scorsi, grazie ad una segnalazione del sommozzatore gelese Franco Cassarino, che poi ha anche partecipato all’odierna
operazione di recupero. Insieme ad una decina di bacini, recipienti da cucina di età presumibilmente arcaica,
dalle acque gelesi è emerso anche un “louterion”, un antico bacile d’acqua impiegato per
finalità religiose del diametro di circa 1mt., ancora perfettamente integro e riconducibile
al VI secolo a.C.. A seguito del ritrovamento, i reperti saranno sottoposti a specifici studi e trattamenti
chimici, per poterne attribuire un’esatta collocazione storica.

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