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Alla ricerca di ‘Giuda’

Alla ricerca di ‘Giuda’

Gela – Mancano poche ore alla seduta del consiglio comunale che deciderà se sfiduciare il sindaco o meno e la tensione è altissima. Nei giorni scorsi sono state messe in giro, di proposito, voci che attribuirebbero a questo o quel consigliere l’epiteto di franco tiratore. Giuda, traditore, quello che Dante mette nel girone più profondo degli inferi. Oggi, ultimo giorno prima dei giochi palesi, le voci e le accuse si fanno più insistenti. I nomi girano ed è un continuo rincorrersi dell’uno contro l’altro. “Cumpà occhiu vivu” – si raccomanda a chi si pensa possa fare un passo indietro. “Io sono un uomo e lo dimostrerò” – è la risposta. Si vedrà in aula. C’è chi scappa da Gela per non essere additato; chi parla, parla senza fermarsi. Chi si raccoglie in preghiera sperando di non perdere il posto. Qualche consigliere ha già preparato righe e righe di motivazioni per dare una spiegazione sul perché della mozione e c’è invece chi pensa che sarebbe giusto votare alle 10, senza discutere motivazione alcuna, mentre la mente è fresca. Di certo quello a cui si è assistito in questi giorni, oggi è moltiplicato all’ennesima potenza nella speranza di individuare il ‘giuda’ della terza mozione. A chetare gli animi ci sono i segretari ed i capigruppo dei partiti firmatari che tentano in tutti i modi di bloccare le schegge impazzite, giovani o meno giovani che, ottenuto 3 anni fa il momento di gloria di una poltrona, non ci tengono a perderlo. Di contro i segretari di partito ci tengono a sottolineare che il giuda del 7 settembre deve tener conto che siederà un altro anno e mezzo al Consiglio comunale ma sarà l’ultimo. E si va avanti così per tutta la giornata di fuoco prima del bombardamento a cui non tutti credono. Il sindaco, dal canto suo, continua a telefonare: pare che sia in ‘vendita’ anche il posto da vicesindaco. O forse no. Siamo abituati agli azzeramenti fittizi e non ci crede nessuno. Una cosa è certa: ogni parola è vuota e la verità non esiste oggi. La verità sono i voti di domani. Null’altro!

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