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La notte dell’Innominato, il giorno della verità

La notte dell’Innominato, il giorno della verità

Gela – Notte dell’Innominato quella appena trascorsa. Poco sonno e tante parole. Fino a tarda notte incontri e accordi.  Lo Stato maggiore dei Vigili urbani preside stamani il Palazzo di Città: sono stati interrotti alcuni servizi pur di avere quanto più personale possibile in forza al Municipio. Maxi schermo davanti all’aula consiliare e pochissimi dentro. Ieri sera incontri a raffica. La provocazione del deputato forzista Mancuso ha stimolato  la reazione dell’on. Bartolozzi che, dopo avere corretto il tiro con i ‘suoi’ è arrivata in città per incontrare i consiglieri di Forza Italia e definire la strategia che non ha nessun panegirico, ma solo un ‘si’ alla mozione di sfiducia. Una lezione al deputato che vuole a tutti i costi ‘espugnare’ la roccaforte di Gela e a volte ci riesce con la connivenza di taluni ‘aiutanti’ di sangue ibrido. Ma il deputato della Camera stavolta ha messo un punto fermo ed è volata in città per partecipare personalmente alla seduta del Consiglio comunale. Stamattina sarà il deputato stesso a partecipare alla seduta del Consiglio comunale. Una vera notte dell’Innominato quella che ha preceduto l’appuntamento di oggi. Vertice della Bartolozzi con parte del centrodestra che si presenta compatto; vertice in casa di ‘Energie per l’Italia’ che continua a mantenere il riserbo sulle mosse da tenere domani in aula affinchè i conti sui numeri non vengano fatti con i loro voti. Vertice in casa del centrosinistra che sembra compatto nonostante le voci che si rincorrono e che avrebbero individuato i soliti due franchi tiratori: i nomi cambiano di ora in ora ma il numero di due resta uguale, quelli che ci vogliono per non arrivare al numero minimo di venti. Notte dell’Innominato anche per l’amministrazione comunale che, in questi giorni ha tentato il tutto per tutto, ma che si presenta tenendo in considerazione l’ipotesi di poter perdere il posto. In tutto questo non si vede il vicesindaco che, in questi anni, ha avuto un ruolo di primo piano. Qualche timido commento sulle ultime iniziative in tema di igiene della città, poi dopo la dimissione dalla delega, il silenzio, colmato come sempre dal primo cittadino che ne ha avute per tutte, attirandosi querele e commenti. A proposito di querele il capogruppo Ventura ha anticipato che ha cento motivi per sfiduciare Messinese. Speriamo che non le elenchi tutte, altrimenti alla votazioni si potrebbe arrivare spossati, fra nervosismo, caldo, folla di presenze e spettri di assenze eccellenti. Ora cade il silenzio. Oggi  sfiducia per il sindaco o sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

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