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Pd: meno campagna elettorale e più progetti per la città

Pd: meno campagna elettorale e più progetti per la città

Gela – Si è presentato come un partito maturo per esperienza e consapevole di volere rinascer sotto una veste nuova. Un partito cosciente della crisi che lo ha investito dopo l’ondata di rinnovamento che non ha prodotto i frutti che la gente si aspettava. Un partito che, forte dello choc, è pronto a fare il salto di qualità rispondendo alle istanze che arrivano dal basso: perché il Pd vuole tornare a parlare con la gente, vera destinataria della politica. E l’esperienza degli ultimi anni sarà una ‘magistra vitae’ per il gruppo dirigente che ha governato nel passato e che quando non lo ha fatto, ha visto i pochi progetti sgretolarsi. Adesso si torna a combattere ma senza presunzioni di sorta. Perché tutti hanno potuto constatare che, quando qualcosa non funziona, è il popolo che comanda con la matita copiativa. E quindi si deve cambiare registro, senza macchinazioni, ma solo con i progetti. Il Pd ha deciso di cambiare per parlare di futuro. “Per creare le radici”, come ha detto il dirigente Lillo Speziale: “Perché senza radici l’albero non da frutti”. L’apertura dei lavori è stata affidata al segretario cittadino Di Cristina che ha posto l’accento sulla necessità di ripartire dal tema della reindustrializzazione, ma non certo con gli spiccioli dei 25 milioni di euro che non rappresentano il volano dell’economia per una città a cui serve ben altro. Gli fa eco Speziale che ricorda che venti anni fa i finanziamenti su Gela viaggiavano su cifre di centinaia di miliardi delle vecchie lire. “Io non  mi candido – ha detto – sia chiaro- L’ho fatto in passato e quella è un’esperienza conclusa. Ma se si tratta di mettere in campo nuove idee e voglia di lavorare per il territorio, sarà lieto di mettere a disposizione la mia esperienza”. “Non dimenticherò mai questa parentesi della mia vita – ha detto l’ex presidente del Consiglio comunale Ascia – da un lato mi ha fatto crescere e di questo ringrazio chi ha risposto fiducia in me, ma d’altro canto ho potuto assistere a metodi di ‘do ut des’ che non  si addicono alla politica. Ho visto amministratori che hanno perso tempo a contare i voti degli altri e tentare di trovare i sistemi  per strapparglieli, mentre la città languiva”. “Dimentichiamo i vecchi metodi – ha detto Miguel Donegani – ormai le esigenze ed i vettori sui quali viaggia la politica sono cambiati e noi ci dobbiamo adeguare per evitare che la gente resti abbagliata dalle novità e poi sbagli, come abbiamo potuto constatare che è accaduto”. Al tavolo della presidenza si sono alternati i dirigenti Fava, Siragusa, Abbenante, Altamore, tutti concordi, pur con argomenti diversi che è ora di cambiare per trovare soluzioni alle istanze del territorio. Sulla stessa linea d’onda l’on Arancio che ha sintetizzato i temi della industrializzazione, agricoltura, sanità come le uniche istanze da affrontare. Niente campagna elettorale senza argomenti concreti. Zero nomi e al via con i progetti.

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