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Musumeci contro la sfiducia e la legge Delrio sulle elezioni delle province

Musumeci contro la sfiducia e la legge Delrio sulle elezioni delle province

Palermo – Il Presidente della Regione on. Nello Musumeci si ribella alla legge Delrio sulle province con un ricorso alla Corte costituzionale considerata delegittimante per la democrazia.” Il centrosinistra con il M5S – ha detto il Presidente – Una rovina la delegittimazione della democrazia  che sta operando un serio attacco alla democrazia affidata ai partiti. Quando non  si manda un popolo a votare, quando un sindaco viene sfiduciato dal consiglio e non dal popolo che lo ha eletto, quando i vertici della provincia sono affidati ai vertici dei partiti,  c’è una delegittimazione della democrazia”.  Affondo di Musumeci sul tema della sfiducia: “ Un sindaco non può essere ostaggio dei consiglieri comunali che magari hanno cambiato partito nel corso della sindacatura,  il sindaco è eletto dal popolo e per il principio della reciprocità solo il popolo può mandarlo a casa e questo noi proporremo. Noi lavoreremo per modificare la legge che è una porcheria, ma il popolo sarà spettatore. Oggi nel momento in cui dobbiamo coinvolgere la gente, si dice : no, stattene a casa. Noi non ci arrendiamo e diciamo che le province debbano avere il giusto potere per lavorare sulle scuole e sulle strade che si trovano nelle condizioni che conosciamo.  Non siamo per le poltrone ma solo trincee.  Questa legge è un crimine politico.  Come si può pensare che un sindaco possa fare anche il presidente della provincia; io ho fatto il presidente della prvincia per 5 anni e non avevo il tempo per mangiare un toast; mi portavo il lavoro a casa per svolgerlo di notte.  Questo porterà ad una sola direzione: che il sindaco continuerà a fare il sindaco e i problemi della provincia resteranno insoluti. Nel mese di novembre si va a votare per le province ma senza popolo: che tristezza!”. Si attendeva ieri la nomina del commissario, ma fra l’incontro con i sindaci a Palermo e un incontro romano, non è stato un giorno utile per evadere questa incombenza.

Musumeci contro il voto ponderato. Ma cos’è il voto ponderato. Di certo non è il voto del popolo. E’ il risultato di un calcolo arzogologato: ciascun elettore (sindaco/consigliere comunale) esprime un voto che viene ponderato sulla base di un indice, il cosiddetto  “indice di ponderazione”. Tale indice, rappresenta sostanzialmente il “peso del voto” di ciascun elettore ed è determinato in relazione alla popolazione complessiva della fascia demografica del comune in cui si è sindaci o consiglieri.

Calcolo dell’indice di ponderazione (All. A della L. n. 56/2014)

  1. I comuni della provincia sono ripartiti nelle seguenti fasce demografiche: a. comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti; b. comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000 abitanti; c. comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000 abitanti; d. comuni con popolazione superiore a 10.000 e fino a 30.000 abitanti; e. comuni con popolazione superiore a 30.000 e fino a 100.000 abitanti; f. comuni con popolazione superiore a 100.000 e fino a 250.000 abitanti; g. comuni con popolazione superiore a 250.000 e fino a 500.000 abitanti; h. comuni con popolazione superiore a 500.000 e fino a 1.000.000 di abitanti; i. comuni con popolazione superiore a 1.000.000 di abitanti; 2. Con riferimento alla popolazione legale accertata si determina il totale della popolazione di ciascuna delle fasce demografiche cui appartengono i comuni della provincia. La somma di tutte le fasce costituisce il totale della popolazione della provincia. 3. Per ciascuna fascia demografica si calcola il valore percentuale del rapporto fra la popolazione della fascia e la popolazione dell’intera provincia (sino alla terza cifra decimale). es. Provincia di Barletta Andria Trani – popolazione fascia c) (da 5.000 e fino a 10.000 ab.): 16.088 ab. popolazione intera provincia: 391.723 ab. (16.088 / 391.723) * 100 = 16.088 Così si procede per tutte le fasce demografiche previste dalla norma. 4. Simile operazione viene compiuta anche comune per comune. Si calcola il valore percentuale del rapporto tra popolazione del comune e popolazione dell’intera provincia. 5. Si confrontano i valori percentuali ottenuti comune per comune. Qualora il valore percentuale del rapporto fra la popolazione di un comune e la popolazione dell’intera provincia sia maggiore di 45, il valore percentuale del comune è ridotto a detta cifra (45); il valore percentuale eccedente è assegnato in aumento al valore percentuale delle fasce demografiche cui non appartiene il comune, ripartendolo fra queste in misura proporzionale alla rispettiva popolazione. La provincia di Barletta Andria Trani non presenta tale fattispecie. 6. Si confrontano i valori percentuali ottenuti per fascia demografica. Qualora per una o più fasce demografiche il valore percentuale del rapporto tra fascia e intera provincia, eventualmente rideterminato secondo quanto previsto al punto n. 5), sia maggiore di 35, il valore percentuale della fascia demografica è ridotto a detta cifra (35). Il valore percentuale eccedente è assegnato in aumento al valore percentuale delle altre fasce demografiche ripartendolo fra queste in misura proporzionale alla rispettiva popolazione. In questo modo il valore percentuale di ogni fascia non potrà superare la cifra di 35, salvo la fascia demografica cui appartiene il comune che supera 45.

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