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Tornano le ‘manovrine’, ma il Tar si pronuncia a prescindere dalle costituzioni in giudizio

Tornano le ‘manovrine’, ma il Tar si pronuncia a prescindere dalle costituzioni in giudizio

Gela – Ad un mese esatto dalla sfiducia il quadro politico del periodo settembrino sembra essere cambiato per tornare ad essere uguale. Le manovre tornano quelle di sempre: tornano i messaggini e i sorrisi sornioni di chi ha già vinto e si riaffaccia, per alcuni, la speranza di tornare a sedere negli scranni dell’aula consiliare e nelle stanze dei bottoni.  La campagna elettorale sembra congelata perché nell’aria c’è una data fatidica che rappresenta la cartina al tornasole: il 25 ottobre, il giorno in cui il Tar si pronuncerà sul ricorso dell’ex sindaco Messinese. I giochi degli ex consiglieri comunali si scoprono: chi ha remato contro la sfiducia non ha motivo di costituirsi in giudizio mentre chi l’ha voluta con convinzione la sostiene fino in fondo. E i 26 che hanno detto si alla mozione non hanno interesse a difendere la loro posizione nonostante il sindaco li abbia chiamati in causa anche dal punto di vista economico: perché se tutto torna come prima per un altro anno mezzo, alla fine non è successo niente. Si torna all’origine e con un ‘volemose bene’ , si riprendono i vecchi progetti. Queste sono le speranze di alcuni ma i conti sono stati fatti senza l’oste. L’oste è rappresentato dal Tar che si pronuncia a prescindere dalla costituzione o meno degli ex consiglieri e lo farà entrando nel merito del ricorso. Messinese punta sul fatto che  non gli sarebbe stato garantito il diritto di replica. Domenico Messinese, infatti, subito dopo l’apertura dei lavori consiliari del 7 settembre, fu colto da malore e ricoverato in ospedale da dove fece pervenire una Pec con le proprie dimissioni. Sperava che il consiglio comunale sospendesse i lavori e che gli desse la possibilità di un confronto aperto a ogni soluzione, considerato che si era presentato in aula con un atto di apertura politica costituito dall’azzeramento della giunta comunale. I consiglieri hanno invece espressamente voluto giungere a votazione perchè temevano che quella Pec fosse un “trucco” del sindaco per sfuggire alla sfiducia e che dopo i previsti 20 giorni di riflessione, Messinese potesse decidere i ritirare le dimissioni. Per tutto questo, nel ricorso proposto contro il Comune di Gela, la Regione Sicilia e i consiglieri comunali, Messinese chiede al Tar l’annullamento della delibera e la sospensione della sua efficacia con il proprio conseguente reintegro nel ruolo e nelle funzioni.

I consiglieri che hanno detto sì alla mozione invece avevano rimarcato che i passaggi sono stati inequivocabili. La presidente del consiglio comunale in apertura ha detto a chiare lettere che ognuno dei presenti avrebbe avuto diritto ad un intervento. Il consigliere Farruggia ha letto il testo della mozione ed il sindaco, come da statuto ha fatto il suo intervento secondo le regole. Non aveva più diritto di replica come afferma nel suo ricorso; e questo è un punto fondamentale. Ha comunicato le dimissioni della giunta e poi ha ascoltato fino a quando non è uscito dall’aula. Poi si è saputo del malore, poi le dimissioni durante quel lasso di tempo. Il consiglio è stato sospeso per un quarto d’ora solo per una questione di opportunità. Da sottolineare che le dimissioni successivamente a quel momento sono state ritirate il che dimostra che si trattava di un atto strumentale che il consesso civico ha colto tanto da andare avanti col suo proposito. Il numero dei votanti per la mozione ha superato di gran lunga le aspettative di tutti e, altro punto fondamentale, è il sigillo del segretario generale che spazza via ogni dubbio sulla regolarità della celebrazione del consiglio contro cui si oppone Messinese.

Oggi le voci si rincorrono: molti consiglieri non difenderanno il loro voto in aula. Altri si divertono a puntare il dito e indicare  i pentiti. Di fatto i consiglieri Ascia, Casano, Gallo ed Orlando hanno firmato la delega all’avv. Serena Viola; i tre rappresentanti di F.I, e Cirignotta saranno rappresentati dall’amministrativista Matta; si costituiscono tre rappresentanti dei  Stelle e la consigliera Di Modica difesa dall’ avv. Cristiano Pagano di Palermo. Anche la Bonura si sta affidando all’avv. Ventura, mentre gli ex consiglieri Malluzzo e Ventura si stanno rivolgendo all’avv. Fargetta.  Un’altra linea di pensiero è quella che comunque si costituisce l’Ente locale, quindi sembrerebbe superfluo. In ogni caso il Tar si pronuncerà sul ricorso a prescindere dalle costituzioni degli ex consiglieri. Gioca a favore del mantenimento dello status quo il fatto che non c’è vacatio amministrativa.

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