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Cirignotta: “nessuna novità sull’ inquinamento; lo avevamo denunciato nel 2009

Cirignotta: “nessuna novità sull’ inquinamento; lo avevamo denunciato nel 2009

Gela – L’ inchiesta di Nemo ha sconvolto una parte dei gelesi. Ma chi ha seguito i fatti, sa che quelle notizie si conoscono da anni. È quello che dice un consigliere comunale storico del Comune di Gela,  Vincenzo Cirignotta,  che da anni studia la vicenda:

“Quanto visto nel servizio andato in onda durante la trasmissione Nemo di Rai 2, è di una gravità assoluta. Pur tuttavia la città è sempre stata ben cosciente dell’inquinamento ambientale provocato da 50 anni di industrializzazione selvaggia senza regole.

Già nel 2009, la Commissione Ambiente del Comune di Gela, composta dai consiglieri Nastasi,  Cirignotta, Cafà, Collura e Robilatte, ebbe a denunciare nella relazione finale illustrata in Consiglio Comunale, i danni irreversibili arrecati dall’inquinamento del suolo, del sottosuolo, dell’aria e del mare da parte di Eni. Una relazione dettagliata stilata anche sulla base di dati scientifici ed epidemiologici che attestavano il nesso di causalità tra l’attività industriale e le patologie tumorali e le malformazioni.

Dispiace che i contenuti di quella relazione furono sottovalutati, ma forse la verità è che la città non era pronta, non aveva ancora preso coscienza degli effetti letali dell’inquinamento sulla qualità della vita dei gelesi.

Ciò nondimeno, ben vengano le denunce, un plauso va fatto al signor Emanuele che ha raccontato la sua verità , confermando i sospetti che già avevamo sul mancato rispetto delle normative ambientali da parte di Eni.

Questi contributi serviranno ad accendere i riflettori sulla nostra città, un territorio violentato e deturpato dall’industria pesante.

Oramai siamo tutti ben consapevoli che bisogna aprire una vertenza con lo Stato per avviare un processo di bonifica del territorio che non può più aspettare”.

Già nel 2009, la Commissione Ambiente del Comune di Gela, composta dai consiglieri Nastasi, Cirignotta,Cafà, Collura e Robilatte, ebbe a denunciare nella relazione finale illustrata in Consiglio Comunale, i danni irreversibili arrecati dall’inquinamento del suolo, del sottosuolo, dell’aria e del mare da parte di Eni. Una relazione dettagliata stilata anche sulla base di dati scientifici ed epidemiologici che attestavano il nesso di causalità tra l’attività industriale e le patologie tumorali e le malformazioni.

Dispiace che i contenuti di quella relazione furono sottovalutati, ma forse la verità è che la città non era pronta, non aveva ancora preso coscienza degli effetti letali dell’inquinamento sulla qualità della vita dei gelesi.

Ciò nondimeno, ben vengano le denunce, un plauso va fatto al signor Emanuele che ha raccontato la sua verità , confermando i sospetti che già avevamo sul mancato rispetto delle normative ambientali da parte di Eni.

Questi contributi serviranno ad accendere i riflettori sulla nostra città, un territorio violentato e deturpato dall’industria pesante.

Oramai siamo tutti ben consapevoli che bisogna aprire una vertenza con lo Stato per avviare un processo di bonifica del territorio che non può più aspettare.a chiesto alla Raffineria di Gela una maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente, invitandola ad investire in sicurezza ed in infrastrutture. In una relazione di sei cartelle viene descritto puntigliosamente lo stato dell’arte dell’inquinamento nel nostro territorio, con riferimenti ai diversi studi sullo stato di salute della popolazione e sull’inquinamento atmosferico effettuati dal dipartimento di epidemiologia dell’Asl Roma e dall’Arpa.

Riportiamo per intero un articolo del ‘Il corriere di Gela’  diretto da Rocco Cerro che, nel 2009, pubblico’ i contenuti della relazione della commissione ambiente.


“Osservazioni presentate dalla Commissione Consiliare Ambiente del Comune di Gela, in merito al progetto di adeguamento tecnologico della Raffineria di Gela, presentato con istanza prot “RAGE –AD/480/T del 15 /05/2009, oggetto di avviso del 15/05/2009, ai sensi art. 24 c. 4 D.lgs 4/2008. Al: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale.

Riavvio del procedimento di pronuncia di compatibilità ambientale e di Autorizzazione Integrata Ambientale al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali ai sensi del D.lgs 16 gennaio 2008 n 4. – Adeguamento tecnologico della Raffineria di Gela.
Questa Commissione è stata istituita da Consiglio Comunale di Gela con delibera n 27 del 25.02.2008, i componenti della commissione sono i consiglieri:
• Avv. DIONISIO NASTASI, Presidente; .
• Dott. VINCENZO CIRIGNOTTA, Vice Presidente;
• Avv. FABIO COLLORA, Componente;
• Avv. PAOLO CAFA’, Componente;
• Dott. GIUSEPPE ROBILATTE, Componente.
La Commissione Ambiente, fin dalla sua istituzione, ha subito chiarito quali dovevano essere le linee principali da seguire al fine di monitorare la grave situazione ambientale in cui versa il territorio gelese. Da precisare che la grave situazione ambientale che oggi è presente sul territorio gelese è da addebitarsi all’inerzia delle classi politiche che si sono succedute nel tempo. Sono tanti i fattori che hanno inciso e tuttora incidono sulla qualità dell’ambiente a Gela e fatto si, che con Decreto Ministeriale del 2000 la città di Gela si stata dichiarata una zona di alta crisi ambientale.
Così ebbe a dire il dott. S. Sardo il 19 maggio 2007 in seno alla Commissione d’Inchiesta: “In materia ambientale, quando interviene il pubblico ministero, l’autorità giudiziaria, è sempre troppo tardi, il danno e` stato fatto. E a Gela, dal punto di vista strettamente ambientale, nel corso del tempo i danni sono stati tanti e saranno difficilmente recuperabili. Gli organi deputati alla tutela devono fare la loro parte, quella che, probabilmente, non hanno fatto fino ad adesso. C’è stata una situazione di omissioni e di silenzi, dovuta anche, e qui mi rifaccio al nuovo disegno di legge, ad una situazione normativa particolare”. Riferendosi a quanto fatto dalle Società dello stabilimento così risponde: “Non hanno fatto niente per cercare di tutelare l’ambiente”… I danni principali all’ambiente sono conseguenza sia dell’inquinamento dei suoli all’interno del polo petrolchimico, attraverso lo scarico diretto di prodotti altamente inquinanti, come metalli pesanti (mercurio, cadmio, arsenico e piombo) e idrocarburi, sia dell’’inquinamento marino che, a differenza dell’inquinamento del suolo, è molto piu` difficile da provare dal punto di vista prettamente giudiziario. Dall’indagine che sto seguendo – e alla quale ha accennato il Presidente– sull’eventuale sussistenza di nessi causali tra alcune malformazioni neonatali e la presenza del polo industriale, e` emerso, anche grazie alla prima parte delle consulenze e perizie che ho demandato al CNR e all’Istituto superiore della sanità, un possibile fattore di collegamento tra le malformazioni neonatali e l’alterazione della catena alimentare. Vorrei pero` proseguire il mio intervento in seduta segreta”.
Appare chiaro ed evidente che gli Enti preposti e la Provincia Regionale di Caltanisseta, nonchè l’Amministrazione Comunale sono stati e tutt’ora lo sono ancora completamenti inadempienti circa i controlli ambientali. L’assoluto assenteismo delle Istituzioni preposte determina la grave situazione ambientale di Gela, nel corso del tempo va sempre più aggravandosi. Nessuna tutela per i gelesi che si vedono costretto a vivere in un ambiente completamente abbandonato a se stesso e senza che si faccia qualcosa per cambiare direzione di marcia. Troppi sono i casi di malformazioni, patologie tumorali, nati malformati, troppi sono i “viaggi della speranza” di una moltitudine indefinita di gelesi che si recano presso strutture ospedaliere del Nord per sottoporsi a cure anti tumorali, troppi sono i casi di sterilità, etc., ma ad oggi non essendoci nessun controllo la situazione non può che peggiorare nel tempo e qui, a Gela, fra non molto si conteranno solo morti.
É fatto notorio che a Gela i danni provocati dal petrolchimico sono universalmente noti. Dai dati acquisiti dalla Commissione, (vedansi Atti Parlamentari XV Legislatura – all. B del 4 dic. 2006) si evince:
• che dal 1991 al 2002 si sono verificati 520 casi di bambini malformati (circa il doppio della media nazionale);
• che il numero delle malattie renali, cardiovascolari e respiratorie nonchè i tumori superano di due-tre volte la media nazionale;
• che il numero delle malattie genetiche risulta essere più del 250% rispetto alla media nazionale;
• che sono 641 i dipendenti morti di cancro tra i dipendenti del petrolchimico;
• che sono 4195 i casi di persone la cui morte può essere ricondotta al fatto di aver lavorato al petrolchimico;
• che il tasso di mortalità è superiore del 57% della media nazionale per i tumori allo stomaco per i maschi e del 74% per le donne al colon retto oltre che mortalità per malattie cardiovascolari e per cirrosi;
• che è eccessivo il numero di ricoveri dovuti a malattie cardiovascolari, respiratorie acute, asma bronchiale ed asma dei bambini, malattie del rene.
Questi sono i dati che emergono dagli studi condotti circa la correlazione tra inquinamento ambientale e patologie riscontrate nella popolazione.
Il quadro generale appare subito allarmante ed occorre prendere subito delle decisioni immediate per ridurre i valori di inquinamento ambientale che ad oggi rimangono pressochè incontrollabili. Per questi motivi la Commissione, ha subito inoltrato una serie di richieste ai vari Enti preposti per la tutela ambientale ivi compresa l’Amministrazione comunale.
Lo stabilimento ha sempre dato spiegazione degli incidenti verificatisi senza mai informare la Commissione sulla natura delle sostanze rilasciate nell’aria (le sostanze di cui si parla sono altamente cancerogene così come spiegato dal direttore dello stabilimento in occasione del Consiglio comunale del 3 dicembre 2008).
In data 25 novembre 2008, la Commissione si recava presso lo stabilimento e precisamente sul parco pet-coke, dove è stata riscontata la presenza di “montagne” di pet-coke, stoccate a cielo aperto senza nessuna tutela sia dal punto di vista della sicurezza dei lavoratori, della sicurezza ambientale e della sicurezza di incidenti (non va dimenticato, che lo stabilimento di Gela è tra gli obiettivi sensibili di un eventuale attacco terroristico ed una tale quantità di “combustibile” è causa di incidenti i cui effetti sarebbero catastrofici per tutta la città di Gela). Presso il parco pet-coke l’unico sistema di abbattimento delle polveri è rappresentato da ridicoli “ugelli di irrigazione di acqua” (alla stessa stregua di un deposito di materiali inerti).
Con n. di prot. 41 del 26 novembre 2008 è stato richiesto, sempre al sindaco, di emettere ordinanza sindacale con la quale si chiedeva di intervenire sulla mancanza di copertura del parco pet-coke dello stabilimento.
In merito all’utilizzo del pet-coke, va precisato che con delibera di Consiglio Comunale n 150 del 17/11/2008, il Consiglio Comunale di Gela ha deliberato che la Raffineria di Gela S.p.A. deve dismettere, entro breve tempo l’uso di pet-coke nei processi produttivi.
Diverse campagne di monitoraggio degli inquinanti atmosferici effettuate dall’ARPA Sicilia e i rilievi delle centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico hanno rilevato la continua presenza, nell’aria di grandi quantità di idrocarburi non metanici.
In particolare lo studio effettuato dall’ARPA Sicilia con il Laboratorio Mobile, “Campagna di Misura Inquinamento Atmosferico COMUNE di GELA In prossimità del piazzale antistante l’ingresso della raffineria AGIP Petroli (Parcheggio AGIP) 06/03/2007-03/05/2007” ha rilevato la presenza di inquinati come: il Toluene, o-Xilene e idrocarburi non metanici.
fatto notorio che a Gela i danni provocati dal petrolchimico sono universalmente noti.
Dai dati acquisiti dalla Commissione, (veds. Atti Parlamentari XV Legislatura – all. B del 4 dic.
2006) si evince:
• che dal 1991 al 2002 si sono verificati 520 casi di bambini malformati (circa il doppio della media nazionale);
• che il numero delle malattie renali, cardiovascolari e respiratorie nonchè i tumori superano di due-tre volte la media nazionale;
• che il numero delle malattie genetiche risulta essere piu? del 250% rispetto alla media nazionale; • che sono 641 i dipendenti morti di cancro tra i dipendenti del petrolchimico;
• che sono 4195 i casi di persone la cui morte puo? essere ricondotta al fatto di aver lavorato al petrolchimico;
• che il tasso di mortalità è superiore del 57% della media nazionale per i tumori allo stomaco per i maschi e del 74% per le donne al colon retto oltre che mortalità per malattie cardiovascolari e per cirrosi; • che è eccessivo il numero di ricoveri dovuti a malattie cardiovascolari, respiratorie acute, asma bronchiale ed asma dei bambini, malattie del rene.
Questi sono i dati che emergono dagli studi condotti circa la correlazione tra inquinamento ambientale e patologie riscontrate nella popolazione.
Il quadro generale, appare subito allarmante ed occorre prendere subito delle decisioni immediate per ridurre i valori di inquinamento ambientale che ad oggi rimangono pressochè incontrollabili. Per questi motivi la Commissione, ha subito inoltrato una serie di richieste ai vari Enti preposti per la tutela ambientale ivi compresa l’Amministrazione Comunale.
Lo stabilimento ha sempre dato spiegazione degli incidenti verificatisi senza mai informare la Commissione sulla natura delle sostanze rilasciate nell’aria (le sostanze di cui si parla sono altamente cancerogene così come spiegato dal direttore dello stabilimento in occasione del Consiglio comunale del 3 dicembre 2008).
In data 25 novembre 2008, la Commissione si recava presso lo stabilimento e precisamente sul parco pet-coke, dove è stata riscontata la presenza di “montagne” di pet-coke, stoccate a cielo aperto senza nessuna tutela sia dal punto di vista della sicurezza dei lavoratori, della sicurezza ambientale e della sicurezza di incidenti (non va dimenticato, che lo stabilimento di Gela è tra gli obbiettivi sensibili di un eventuale attacco terroristico ed una tale quantità di “combustibile” è causa di incidenti i cui effetti sarebbero catastrofici per tutta la città di Gela). Presso il parco pet-coke l’unico sistema di abbattimento delle polveri è rappresentato da ridicoli “ugelli di irrigazione di acqua” (alla stessa stregua di un deposito di materiali inerti).
Con n. di prot. 41 del 26 novembre 2008 è stato richiesto, sempre al sindaco, di emettere ordinanza sindacale con la quale si chiedeva di intervenire sulla mancanza di copertura del parco pet-coke dello stabilimento.
In merito all’utilizzo del pet-coke, va precisato che con delibera di Consiglio Comunale n 150 del 17/11/2008, il Consiglio Comunale di Gela ha deliberato che la Raffineria di Gela S.p.A. deve dismettere, entro breve tempo l’uso di pet-coke nei processi produttivi.
Diverse campagne di monitoraggio degli inquinanti atmosferici effettuate dall’ARPA Sicilia e i rilievi delle centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico hanno rilevato la continua presenza, nell’aria di grandi quantità di idrocarburi non metanici.
In particolare lo studio effettuato dall’ARPA Sicilia con il Laboratorio Mobile, “Campagna di Misura Inquinamento Atmosferico COMUNE di GELA In prossimità del piazzale antistante l’ingresso della raffineria AGIP Petroli (Parcheggio AGIP) 06/03/2007-03/05/2007” ha rilevato la presenza di inquinati come: il Toluene, o-Xilene e idrocarburi non metanici.
Nella conclusioni di detto studio viene esplicitato dai tecnici dell’ARPA che: “si sono verificati frequenti valori di concentrazione media oraria di Idrocarburi non Metanici (NMHC) che spesso superano la concentrazione di 200 Ìg-C/m3 fissata dal D.P.C.M. del 28/3/83. Inoltre i valori di metano (CH4) rilevati mostrano un andamento irregolare (generalmente il suo valore mantiene un andamento pressochè costante). Tali circostanze, confermate dalle analisi compiute sui campioni prelevati con canister, costituiscono un indice di inquinamento che va attenzionato.
I valori di Benzene – Toluene – Orto-Xilene non rispettano il rapporto di concentrazione caratteristico per emissione da veicoli (dove generalmente si trovano in rapporti intorno a 1:5:0,5); quindi, sembra esserci un apporto diverso da quello proveniente dal traffico veicolare. Tale ipotesi viene avvalorata dalle analisi effettuate sui campioni di aria prelevati tramite canister che evidenziano concentrazioni elevate di numerosi idrocarburi sia alifatici che aromatici nonchè solfuri e mercaptani.
L’analisi dei metalli mostra una composizione non costante per tutti i campioni analizzati, come si desume dal rapporto in peso metalli/materiale particolato. In particolare nei campioni prelevati in data 29 e 31 marzo 2007, si sono riscontrate ingenti quantità di PM10 oltre i limiti di legge e lo stesso materiale particolato risulta particolarmente ricco dei seguenti metalli: Ni, V, Al, Fe, Zn, Cr e Ba.”
Dai rapporti ambientali si evince una gravissima situazione ambientale che lasciata a se stessa (e si ci riferisce agli organi di controllo, Provincia, Regione e Amministrazione Comunale) porta ad indurre un uomo di media coscienza e razionalità ad abbandonare questa città per tutelare la propria salute e quella dei propri figli.
Passando ai dati rilevati dalle centraline della Provincia Regionale di Caltanissetta, invece, si desume che i valori sono più che allarmanti poichè le soglie dei valori stabiliti dalla legge sono di gran lunga superati in quasi tutte le ore del giorno e della notte, cosa che fa pensare sicuramente ad un rapporto che non può essere ricollegato al traffico veicolare, le cause vanno ricercate altrove, cioè a dire nella produzione industriale del petrolchimico selvaggia, senza regole.
L’inquinamento nella città di Gela non si può giustificare con il traffico veicolare o per il comportamento illecito e incivile di taluni cittadini che sporcano in ogni dove; l’inquinamento è quello endemico che si è strutturato nella grama condizione di vita della società gelese. E’ quello correlato alla produzione industriale proveniente dal petrolchimico. La battaglia di Raffaele Lombardo di dismissione del pet-coke, a pena la chiusura dello stabilimento e? una battaglia che va ripresa da tutta la classe politica onesta e seria senza schieramenti politici per arrivare a questa soluzione: 1) riconversione eco-compatibile dello stabilimento da programmare immediatamente; 2) impedire che sia i lavoratori del diretto e dell’indotto, sia i cittadini possano continuare a subire le conseguenze di una produzione selvaggia e distruttiva, financo paventando il mancato rilascio di pareri e di autorizzazioni da parte degli enti interessati; 3) lo stabilimento quotidianaente acquisisce profitti per svariati milioni di euro, questo profitto non viene minimamente utilizzato per investimenti ambientali e infrastrutturali per la città. Sarebbe, dopo 50 anni, un gesto di minima gratitudine nei confronti di un territorio vessato, depauperato, impoverito culturalmente annichilito nelle coscienze, massacrato dalle tante neoplasie menifeste a discapito di tanti nostri concittadini. Fatta questa breve introduzione necessaria a descrivere (anche se per gradi linee) la situazione ambientale in cui vivono i cittadini gelesi, in relazione al progetto di “adeguamento tecnologico della Raffineria Gela SPA”, presentato dalla Raffineria di Gela S.p.A. con istanza prot “RAGE –AD/480/T del 15 /05/2009, oggetto di avviso del 15/05/2009, ai sensi art. 24 c. 4 D.lgs 4/2008 questa commissione osserva quanto segue.
Sul piano amministrativo e procedurale la “disinvoltura” con la quale i vertici dello stabilimento decidono di ritirare il precedente progetto di “adeguamento tecnologico” già presentato in data 14/07/2008 e 24/10/2008, il quale perlomeno prevedeva l’unico intervento che, se pur minimamente, poteva migliorare la situazione ambientale della città (copertura del parco pet-coke e turbogas). Mentre si osserva che nel progetto in oggetto di è solo previsto l’adeguamento tecnologico che prevede due impianti che vanno a migliorare la qualità della produzione dello stabilimento solo per finalità di profitto.
Si fa rilevare che l’attuale progetto di adeguamento non è altro che un miglioramento delle qualità dei prodotti dello stabilimento (benzine e gasoli) senza prevedere interventi di miglioramento dell’ambiente. Infatti con questo progetto si prevede la costruzione di due impianti:
1. produzione idrogeno utilizzando il gas di raffineria;
2. recupero Zolfo.
Con la realizzazione di questi impianti non vengono minimante previsti degli interventi sul parco pet coke e sulle modalità di combustione dello stesso. Interventi questi che erano previsti del precedente progetto di adeguamento tecnologico della raffineria e che oggi non verranno più realizzati a vantaggio del profitto economico e senza curarsi dei danni all’ambiente e alla salute dei cittadini di del comprensorio Gelese che continuano a morire per tumori e soffrire di gravi patologie respiratorie, gastrointestinali, alla ghiandola tiroidea.
Con il presente documento di osservazioni che la Commissione presenta si vuole richiamare la raffineria ai suoi doveri civici, etici, morali ed economici, chiedendo, consapevoli che non sarà possibile la dismissione del pet coke immediatamente, la realizzazione della copertura del parco pet coke e la gassificazione del pet coke per la sua combustione, come era in progetto in precedenza e per come la stressa Raffineria risulta essersi impegnata in tutte le dichiarazioni e documenti ambientali (ISO 14000 ed EMAS ).
In merito al processo di gassificazione, già utilizzato da ENI in altre Raffinerie Italiana (vedi Falconara) va detto che questo andrebbe a collimare con l’impianto di produzione idrogeno (previsto dal progetto) che potrebbe essere alimentato sia con il gas di raffinerie che con il pet coke gassificato.
Un’ultima precisazione va infine sottolineato che il sistema SNOX, utilizzato nella centrale termoelettrica di servizio alla raffineria, è una tecnologia per l’abbattimento delle emissioni di ossidi di azoto, di zolfo e per le polveri. La sua efficacia nell’abbattimento di Ipa incombusti, metalli pesanti ed eventuali diossine è invece improbabile.
Gli interventi che si richiedono con le presenti osservazioni sono volti a coniugare due importanti interessi, il lavoro e la tutela ambientale. Basterebbe che la Raffineria rinunciasse al “Dio denaro”, al profitto, al capitalismo selvaggio, investendo parte degli utili per il territorio, depauperato da 50 anni di produzione industriale petrolchimica selvaggia ed incontrollata.
Diversamente questo territorio non potrà rassegnarsi con la logica dell’accettazione fatalistica delle “disgrazie” ad un futuro senza avvenire!
Gela 10/07/2009
Il tecnico della Commissione: Giampiero Occhipinti La Commissione
• Avv. DIONISIO NASTASI, Presidente
• Dott. VINCENZO CIRIGNOTTA, Vice Presidente
• Avv. FABIO COLLORÁ, Componente
• Avv. PAOLO CAFÁ, Componente
• Dott. GIUSEPPE ROBILATTE, Componente
Si allegano al presente documento, quali parti integrati e sostanziali:
1. delibera del Consiglio Comunale di Gela n 150 del 17/11/2008, con la quale il Consiglio Comunale di Gela ha deliberato che la Raffineria di Gela S.p.A. deve dismettere, entro breve tempo l’uso di pet-coke nei processi produttivi;
2. studio sullo stato della salute della popolazione residente nelle aree ad elevato rischio ambientale e nei siti di interesse nazionale della Sicilia redatto dall’Epidemiologia Sviluppo Ambiente, dalla Regione Sicilia- Dipartimento Osservatorio Epimediologico, e dal Dipartimento di Epidemiologia ASL Roma E;
3. studio dell’ARPA Sicilia “Campagna di Misura Inquinamento Atmosferico COMUNE di GELA In prossimità del piazzale antistante l’ingresso della raffineria AGIP Petroli (Parcheggio AGIP) 06/03/2007-03/05/2007;
4. Report 2006 Legambiente “L’Emergenza Ambientale e Sanitaria di Gela”;
5. Dossier 2008 Legambiente “Documento di supporto tecnico per indagine conoscitiva della XIII Commissione Ambientale del Senato”;
6. Report 2009 Commissione Ambiente “elaborazione dei valori degli HNMC rilevati dall’1 all’11 maggio 2009;
7. Foto aerea estratta da GOOGLE stabilimento di Gela;
8. Foto aerea estratta da GOOGLE stabilimento di Gela dettaglio parco pet coke;
9. Foto aerea estratta da GOOGLE stabilimento di Gela dettaglio parco pet coke;
10. estratto quotidiano “La Sicilia” del 26/11/2008
11. estratto quotidiano “La Sicilia” del 2/04/2009″

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