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“Amerai il tuo prossimo come te stesso”

“Amerai il tuo prossimo come te stesso”

Rubrica di ispirazione religiosa a cura di Totò Sauna

DOMENICA 4 NOVEMBRE
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. Mc 12,28b-34

Come dobbiamo amare Dio? Questo brano del Vangelo ci toglie ogni dubbio, con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici. Lo dice Gesù interrogato dagli scribi, che erano gli intellettuali del tempo. Basterebbe questo. Amare Dio con tutta l’anima: meglio sarebbe tradurre con tutta la vita, senza schizofrenie, trovando Dio  in ogni attività, in ogni esperienza, anche all’apparenza lontana, anche dolorosa. Amare Dio sempre. In ogni momento. Penso che sia indispensabile per dirci cristiani vedere in ogni cosa la presenza di Dio.  Quanto è triste vedere dei cristiani che tirano Dio fuori dal cassetto solo quando serve. Amare Dio  con tutta la mente: con intelligenza, studiando, approfondendo le nostre ragioni. Ci viene difficile. Non ce la facciamo. Viviamo una vita in cui siamo pronti sempre a “scusarci”. Troviamo sempre un motivo giusto, per giustificare un nostro comportamento. La colpa non è nostra ,ma degli altri. La colpa del tempo, del capo, della suocera, dell’aereo in ritardo, potremmo continuare all’infinito. Centinaia o migliaia di cause che ci giustificano. Ci leghiamo a discorsi tipo “ se non ci fosse stato questo o quello a quest’ora chissà”.Cosi ogni giorno, ogni momento, la colpa non è mai nostra. Noi ai nostri occhi siamo perfetti. Non sbagliamo mai. Questo atteggiamento lo teniamo sempre, anche davanti a Gesù. Non abbiamo dubbi. La colpa, forse, è anche sua. Se qualche  volta sbagliamo e perché ci ha fatto cosi, invece, di essere più alti o più larghi o più stretti. Più grossi o più magri. La verità è che Gesù ci vuole noi stessi. Sempre. Con i nostri limiti e difetti. Cosi come siamo. E la cosa sorprendente quale è? Che ci ama cosi grossi e magri,alti e bassi ,nervosi e calmi. Ma vuole che davanti a Lui prima di tutto apriamo  il nostro cuore. Convinciamoci che il segreto della felicità sta nell’aprire o meglio spalancare il nostro cuore a Lui. Metterlo al primo posto nella nostra vita. Iniziamo, cosi, un cammino di crescita. Non solo religiosa, ma anche personale. Per  diventare persone vere, quelle che non si nascondono dietro un dito o dietro una menzogna. Non vivono come dei   robot o mettendosi una maschera diversa per ogni occasione.  Ma no, non abbiamo bisogno di niente se  per me e per te la cosa più importante è andare  davanti al Signore “Veri”. Non è una cosa facile. Viviamo in una società o mondo, chiamiamolo come ci viene comodo, che sta attenta alle apparenze alle maschere: Più bello sei fisicamente, più hai successo, più sei bravo, più sei furbo, intelligente ecc. Gesù pensa proprio al contrario. No, più brutti, siamo meglio è. Giammai. Gesù ci ama per quello che siamo, cosi . Semplici.  Per riuscirci dobbiamo fare un esercizio quotidiano. Importante  è iniziare  a toglierci questo microchip inserito nel nostro cervello, che basta attivarlo ci mette la maschera che vogliamo. Quella giusta per ogni occasione. Ma Gesù ci vuole uomini veri, altro che maschere. Per iniziare questa dolorosissima operazione è necessario un tempo imprecisato. Un giorno, un decennio, una vita intera. E non abbiamo la certezza di riuscirci, la sicurezza. Ma questo è il cammino. L’inizio è quello di gettare le maschere riconoscersi per quello che siamo. Siamo  persone con tanti pregi, con tanto propositi più o meno buoni, con tante speranze, quasi sempre legittime ma anche terribilmente  falsi, ipocriti ,che cerchiamo di mettere la manina dietro la schiena dopo aver aperto il vasetto di marmellata. Non scoraggiamoci, apriamo il nostro cuore a Gesù. Apriamolo non abbiamo paura e diciamocelo senza vergogna “ Signore siamo peccatori,siamo deboli, vogliamo fare tante cose correre  sempre di più, ma ci accorgiamo che senza di Te senza il Tuo aiuto non ce la facciamo.” E abbandoniamoci al Lui. Mettendolo al primo posto nella nostra vita. E se riusciamo avremo la forza di amare l’altro. Di diventare 1 con lui. Senza Cristo, il nostro cuore è pieno di orgoglio pieno di “io” e non c’è posto per il “noi”Con Lui nel cuore inizieremo pure a volerci bene di più. Ad accettarci

Buona Domenica

Totò Sauna

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