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L’on. Bartolozzi chiede al Ministero dell’ambiente di verificare le aree inquinate

L’on. Bartolozzi chiede al Ministero dell’ambiente di verificare le aree inquinate
Immediato l’intervento del deputato Giusy Bartolozzi dopo il polverone sollevato dalle dichiarazioni trasmesse venerdì sera da RaiDue. Il deputato forzista ha depositato al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute un’interrogazione parlamentare
“Nel corso del programma “Nemo”, su Rai2, un ex operaio di Eni, Emanuele Pistritto ora in pensione, ha rivelato dei clamorosi episodi di inquinamento del suolo e del sottosuolo con rifiuti industriali provenienti dal petrolchimico dell’Eni.
Pistritto, proprietario e conduttore di pale meccaniche, per molti anni è stato titolare di appalti nel settore del movimento terra e di materie prime nello stabilimento;
dalla testimonianza emerge che gli scarti della lavorazione della chimica e della raffineria sarebbero stati sotterrati in grandi vasche di oltre 500 metri quadrati e della profondità di 15 metri, a est del petrolchimico, e al di sotto del livello delle falde acquifere. Al suo interno sarebbe stato scaricato di tutto: dall’eternit macinato, ai rifiuti chimici tossici;
dopo la testimonianza di Pistritto, la Procura del Tribunale di Gela ha avviato un’indagine;
peraltro il procuratore di Gela, Fernando Asaro, ha ricordato che la denuncia dell’operaio non è una novità assoluta. C’è già un processo in corso sull’unica vasca attiva delle 10 esistenti, sequestrate nel 2011, per fatti avvenuti fino al 2009 e già denunciati. Quello che denuncia Pistritto interesserebbe un sito adiacente;
l’ex operaio Pistritto è tornato a parlare dopo quanto denunciato da “Nemo”, e ha spiegato alla redazione del quotidianodigela e di telegela: <<Non sono il primo a dirlo, ci sono già state denunce con documenti a provare quello che accadeva (…) I camion arrivavano e facevamo tutto negli orari di lavoro. L’isola 32 dello stabilimento era tutta scavata e noi dovevamo riempire e coprire>>;
lo stesso chimico industriale Fabrizio Nardo, tra gli autori di una maxi perizia che ha stabilito il nesso tra presenza industriale in città e gravi patologie, ha dichiarato che “quelle aree segnalate dal lavoratore in parte sono già state caratterizzate, e sono state accertate percentuali elevate di contaminazione. La denuncia però per la prima volta fa emergere una vera e propria pianificazione nello smaltimento illecito di rifiuti industriali e la consapevolezza di chi lo decise;
Si chiede
se non ritenga di attivarsi al più presto al fine di verificare lo stato di inquinamento e di contaminazione dei terreni e delle eventuali falde acquifere interessate;
se non si intenda procedere alla bonifica delle aree interessate dall’inquinamento, e quali iniziative immediate si intendano adottare al fine di tutelare la salute pubblica e ambiente”

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