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Il coordinamento provinciale di Caltanissetta non ci sta alle decisioni del Pd

Il coordinamento provinciale di Caltanissetta non ci sta alle decisioni del Pd

Gela – Il coordinamento provinciale di Caltanissetta  ‘Avanti Sicilia per Davide Faraone segretario”, non ci sta alla decisione assunta a maggioranza dalla direzione provinciale del Partito Democratico di Caltanissetta di procedere provocatoriamente alla nomina della commissione provinciale per il congresso contrariamente a quanto stabilito dal Regolamento quadro per l’elezione dei Segretari e delle Assemblee regionali, dei Segretari e delle Assemblee provinciali e dei Segretari di Circolo approvato dalla Direzione nazionale del Partito Democratico e ribadito in ultima istanza anche dal responsabile nazionale dell’organizzazione On. Gianni Dal Moro.

“Agli Amici e ai Compagni che hanno scelto così di forzare quel basilare patto di convivenza che in ogni comunità si fonda sul riconoscimento e sul rispetto delle regole comuni rivolgiamo il nostro appello – affermano  Giampaolo Alario, Massimo Arena, Elisa Carbone, Ivo Cigna, Francesco Dolce, Sergio Farinella, Gianni Geraci, Ilaria Insisa, Peppe Lucchese, Rosario Lunetta, Stefano Scepi, Lillo Vaccaro –

 

 

 

fermatevi ed evitiamo di consumarci in una lacerante polemica interna che finirebbe per accelerare il processo di autodistruzione dell’immagine del Partito in cui tutti militiamo e che insieme abbiamo fondato. Invertiamo la rotta ed usiamo lo slittamento dei termini per i congressi locali e provinciali per avviare un serio dibattito congressuale nei circoli e sul territorio, sui temi che stanno a cuore ai cittadini e dei quali la politica dovrebbe tornare con più forza ad interessarsi.

 

Proviamo a far tesoro del tempo che abbiamo a disposizione per ritrovare le ragioni profonde dello stare insieme e, nel rispetto delle diverse opinioni che ci porteranno a sostenere candidati alternativi alla segreteria regionale, per riattivare un dialogo schietto che possa condurci ad una vera unità, fondata su un radicale rinnovamento del gruppo dirigente provinciale, su una reale valorizzazione dei circoli e dei militanti e sulla definizione di una comune piattaforma politica che affronti e risolva i nodi e le emergenze del nostro territorio.

 

Il tentativo di costruire una “Nuova Unità”  è un dovere ineludibile per una classe dirigente che si definisca tale, ma soprattutto è un diritto per le donne e gli uomini che credono nel Partito Democratico”.

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