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Scoppia il caso mensa e i lavoratori si organizzano

Scoppia il caso mensa e i lavoratori si organizzano

Gela – Scoppia il risentimento da parte dei sindacati e lavoratori per la sospensione del servizio mensa scolastica si organizzano. Andranno al Palazzo di Città per protestare pacificamente e chiedere un incontro il commissario Arena, accompagnati dai sindacati di categoria per chiedere la sospensione della delibera che taglia il servizio e con esso il loro lavoro. Il servizio prevede la corresponsione di un contributo da parte delle famiglie a seconda delle fasce di reddito e per chi ha la fascia alta la cifra è abbastanza salata, mentre taluni non pagano perchè indigenti e a loro supplisce il Comune che però versa somme esorbitanti alla Tekra a fronte di un servizio zoppicante.

Vantano la legge, dove viene stabilito che “i servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche”. Il servizio mensa, essendo “parte integrante” delle attività formative, diventi obbligatorio per tutti gli alunni.  Bisogna precisare però che non tutti interpretano questa norma come un obbligo dell servizio di refezione. Per parlare di obbligo, infatti, questo dovrebbe essere ben più chiaramente esplicitato nel disegno di legge, con tutte le implicazioni che ne conseguono.

La nuova legge vuole evitare che si ripetano situazione come quelle di questi anni, quando molti alunni – specialmente nelle scuole del Sud – sono stati costretti a mangiare sul proprio banco.

Le altre novità di cui si sta discutendo in questi giorni sono:

  • costo del pasto giornaliero non superiore ai 5 euro;
  • pasti ad hoc per la celiachia;
  • divieto di stoviglie monouso;
  • favorire le convenzioni tra le istituzioni scolastiche e gli istituti professionali alberghieri per la gestione del servizio mensa;
  • coinvolgere le organizzazioni civiche con comprovata esperienza nell’individuare dei criteri oggettivi predefiniti per l’elaborazione delle linee guida.

Insomma, l’obiettivo dichiarato del Governo è quello di migliorare la qualità del servizio mensa nelle scuole; se poi questo avverrà vietando agli alunni di consumare pasti portati da casa è ancora da scoprire.

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