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Va a Malta per trovare lavoro ma muore dopo due giorni

Va a Malta per trovare lavoro ma muore dopo due giorni

Malta – Vincenzo era uno dei tanti padri di famiglia che aveva perso il lavoro. Uno dei gelesi che sono costretti a vagare per il mondo. Aveva famiglia e nonostante i suoi anni non ci aveva pensato due volte a lasciare la sua città per cercare lavoro altrove. Aveva sentito parlare di Malta,  ridente isola al centro del Mediterraneo a poche ore di catamarano da Gela e con l’appoggio di un amico che aveva conoscenze, manteneva viva la speranza di poter trovare lavoro. E così Vincenzo aveva deciso di partire verso la ridente isola di cui si parla come centro privilegiato di sviluppo. E’ arrivato a Malta dopo la seconda decade di novembre e si era sistemato in un residence in compagni di altri compagni di lavoro. Aveva già preso qualche contatto e la speranza si era riaccesa per potere essere da punto di riferimento per il bilancio della famiglia. Erano passati solo un paio di giorni e Vincenzo si era alzato per prepararsi ed uscire per fare i colloqui decisivi. Colazione sobria in casa e poi era arrivato il suo turno per la doccia che poi doveva essere lasciata libera per gli altri operai in fila. Vincenzo aveva girato la mandata nella toppa per godere di dieci minuti di privacy sotto l’acqua scrosciante. Ma di minuti ne erano passati più di dieci. I compagni hanno cominciato a scalpitare: “cumpà spicciti, macari io haiu appuntamenti”. Silenzio. E l’acqua continuava a scendere dalla doccia. Sarà uno scherzo? Ma i minuti passavano e non  si sentivano risposte oltre la porta. Solo l’acqua della doccia che scendeva senza posa. Il silenzio inspiegabile nonostante i solleciti, ha insospettito i compagni che, dopo un altro quarto d’ora hanno deciso di forzare la porta per vedere cosa fosse successo al di là. Con una buona spallata la porta si è aperta ed uno spettacolo terribile si è presentato agli occhi del gruppo di operai. Vincenzo era a terra e non dava segni di vita. Inutili sono stati i soccorsi: il personale sanitario non ha potuto far altro che accertare l’avvenuto decesso. Arresto cardiaco. Da qui un calvario per avere il coraggio di avvertire la famiglia  e poi la lunga procedura nella quale è stato coinvolto il consolato, essendo Malta uno stato straniero. Dopo dieci giorni Vincenzo Iudici è tornato in città, ma non a casa. Non ha potuto salutare moglie e figli per i quali era partito in cerca di fortuna. E’ tornato in città solo il suo corpo senza vita.

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