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… c’era una volta, la prima scuola media

… c’era una volta, la prima scuola media

Gela – La scuola media Ettore Romagnoli non è per me una semplice istituzione. E’ parte della mia vita. E’ il luogo che ha prodotto ciò che i miei genitori hanno realizzato col loro lavoro. E’ il mio luogo di formazione; è il compendio del bene e del male che porta in sé ogni storia di una famiglia. Quando mia madre, Ida Liparoti, vi fu assegnata in occasione del passaggio al ruolo, era incinta. Non era abituata ad insegnare ai ragazzini e non accettò dapprima quell’incarico. La chiamava ‘la scuola del cimitero’ e, con un aborto spontaneo, materializzò quella indicazione. Era il 1968. Oggi mio fratello avrebbe 50 anni e invece non è mai nato. Tuttavia iniziò allora l’avventura della mia famiglia in quella scuola. Cacciati i fantasmi, restava da lavorare. E quanto lavoro che vi hanno reso. Dopo qualche anno anche mio padre vi approdò  e lì cominciò un’altra pagina, quella della comicità. Perché mio padre Giuseppe Blanco, era diverso da mia madre in fatto di insegnamento: lei ieratica, seriosa, tipica insegnante di lettere vecchio stampo, autoritaria. Bastava uno sguardo per seminare la paura nella classe, quello che non succede oggi. Lui burlone, faceva lezione alternando serietà a scherzo; scappellotti ad amenità ed i suoi alunni lo ricordano ancora come un mito. Era anche vicepreside e amava aiutare i colleghi per quanto poteva.  Io alunna soltanto e poi giornalista esterna, ho seguito gli ultimi 25 anni dell’attività della scuola. Poca cosa in realtà. Mossa da questa eredità personale ho condotto una ricerca per fornire un quadro storico in grado di accompagnare la festa del 70° anniversario che mi tocca in prima persona. Sono andata a trovare una delle presidi storiche della scuola , la prof.ssa Adele Di Silvestre, che ha seguito l’istituto dal 1990 al 2001, prima di essere trasferita all’istituto industriale dove aveva iniziato la sua carriera e dove l’ha chiusa nel 2003. Dopo una serie di telefonate e ricerche, con l’aiuto della sorella Dora Di Silvestre siamo riusciti a comporre il mosaico. “La scuola media Romagnoli – racconta la preside Di Silvestre ( nella foto di copertina)  – al momento della sua istituzione nel 1948, è stata diretta dal preside Mela, lo ricorda bene mia sorella che ha seguito le vicende del tempo”. Dopo il preside Rosario  Mela, sono seguiti il preside Rossi, la preside Ingrao e poi Di Stefano che viene ricordato dalle insegnanti  da pochi anni in pensione. La scuola media fu istituita con la riforma Bottai nel 1940. Unificava i primi tre anni del ginnasio, dell’istituto tecnico inferiore e dell’istituto magistrale inferiore, ossia le tre scuole medie inferiori che, all’epoca, consentivano il proseguimento degli studi. Vi si accedeva dopo il superamento dell’esame di licenza elementare e dopo il superamento dell’esame di ammissione. Il latino rimaneva un insegnamento obbligatorio, come nelle suddette tre scuole precedenti. Il programma di studi era basato sul vecchio ginnasio (italiano, latino, storia, geografia, etc), ma prevedeva anche lo studio delle scienze naturali, come nell’istituto tecnico, della musica e del disegno, come nel vecchio istituto magistrale. La scuola d’avviamento professionale, la quarta scuola media inferiore fino ad allora esistente, che non consentiva il proseguimento degli studi, rimase regolarmente in attività. Malgrado la dizione “scuola media unica”solitamente usata, la nuova scuola non era l’unica scuola media inferiore prevista dalla riforma Bottai. La riforma Bottai mirava ad allentare il rigido sistema selettivo previsto dalla riforma Gentile. Fu l’unica applicazione concreta di quanto previsto nella “Carta della scuola”, un progetto complessivo di riforma approvato nel 1939 dal Gran Consiglio del Fascismo e finalizzato a fascistizzare la scuola italiana. Fu mantenuto l’esame di ammissione, eredità della riforma Gentile; chi non lo superava doveva completare l’obbligo scolastico, fino a 14 anni, nella scuola di avviamento professionale. Nel 1962 fu abolita la scuola di avviamento professionale e, di conseguenza, la scuola media rimase l’unica scuola a cui si poteva accedere dopo le elementari. Da allora si parla di scuola media unificata. Il programma di studio prevedeva un blocco di materie obbligatorie a cui si potevano aggiungere alcune altre materie facoltative. Il latino rientrava tra queste ultime, ma rimaneva obbligatorio per l’iscrizione al liceo. La disciplina “applicazioni tecniche”, eredità della scuola di avviamento professionale, era un insegnamento al “fare ragionato” e voleva educare gli alunni alla manualità. “A Gela c’erano pochissime scuole – racconta la Di Silvestre – il primo circolo Luigi Pirandello ed il ginnasio, oggi Liceo classico. Dopo la riforma Bottai, la scuola media Romagnoli  era l’unica scuola che formava i ragazzi dai 13 anni in su. Da quel momento il Liceo cominciava dalla IV ginnasio, come prosecuzione del vecchio ginnasio”.

Dopo Di Stefano approda alla scuola media Romagnoli il preside Francesco Salpietro, il preside Landino,  Rosaria Miano, Adele Di Silvestre, Diego Lana, Elia Aliotta, Giuseppe Orlando e oggi Sandra Scicolone che suggella la festa del 70° anniversario. Quanti insegnanti sono passati e quanti alunni. Un esercito di formato e giovani oggi professionisti o operai, artigiani e artisti cresciuti sotto l’egida della scuola storica: Guido Abbenante vicepreside, Carmelo Nicosiano, Graziella Napoli, Salvatore Sammito, Sara Morselli, Lina Ravalli, Maria Cricchio, la prof. Savà, Salvatore Lazzaro ( vice preside), Pina Riggio, Teresa Bellanca, Aldo Parrino, Cettina Sapienza, Elia Campisi, sono solo alcuni, pochissimi nomi degli insegnanti le cui immagini sfileranno nel video del 12 dicembre mattina.

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