Cultura e Società

Sparisce la corale nella chiesa Santa Lucia: fedeli ‘in fuga’

Sparisce la corale nella chiesa Santa Lucia: fedeli ‘in fuga’

Gela – I cambiamenti, si sa, sono traumatici. Ma se a cambiare è l’organizzazione di una chiesa, centro propulsore sociale e dispensatrice di sacramenti, il fatto diventa virale. La rotazione dei parroci annunciata dal Vescovo a settembre, ha creato qualche frizione. A vivere in prima persona il cambiamento è stata, in particolar modo, la parrocchia Santa Lucia. E’ accaduto dieci anni fa, quando l’allora parroco Clemente Cuvato, è tornato ad operare nella chiesa dei Cappuccini  ed è accaduto ancora, quando il parroco Luigi Petralia è tornato a gestire la chiesa San Giacomo (dove aveva trascorso i suoi primi anni di sacerdozio), tre mesi fa, per dare posto al nuovo parroco Rocco Pisano coadiuvato dal sacerdote Vincenzo Iannì che per trent’anni ha gestito la parrocchia San Francesco d’Assisi, oggi assegnata al nuovo parroco don Lino Di Dio. La comunità dei fedeli non si è adattata al nuovo assetto. Inutile l’intervento del Vescovo che qualche settimana fa ha visitato la chiesa personalmente. La ‘fuga’ dei fedeli è costante e questo mette in crisi le attività parrocchiali di una chiesa immersa in un quartiere difficile, dove da anni sono state promosse attività di sostegno scolastico, assistenza spirituale, attività culturali che coinvolgono i fedeli della zona Scavone, dove insiste il bacino d’utenza della parrocchia. Da qualche giorno è sparito anche il coro che da tre anni animava la messa. Secondo il racconto dei fedeli non sarebbe coincisa l’idea organizzativa che avevano i coristi con quella della gestione sacerdotale, complice l’atteggiamento emotivo di ‘custodia’ del bene-coro. Il risultato è che i coristi ‘emigrano’ e la maggior parte di essi andranno a confluire nella nuova corale polifonica che il maestro Francesco Falci sta organizzando per la comunità della parrocchia San Giacomo. I canti nella chiesa Santa Lucia sono assicurati da un gruppo di fedeli ( il termine usato in senso stretto), ma la corale che aveva dato voce alle celebrazioni più importanti, non esiste più. Nessun disservizio ma un malcontento diffuso che non si riesce a comporre, anzi che si estende a macchia d’olio, in una comunità che, invece necessita di una presenza viva sul territorio. La presenza dei sacerdoti c’è, ma la comunità ha subito uno scossone importante e per il quale serve un impegno in più finalizzato ad una rinnovata presenza ed impegno della comunità laica.

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