Cultura e Società

Pronti a donare un progetto per la fruizione della necropoli

Pronti a donare un progetto per la fruizione della necropoli

Gela – L’associazione Sviluppo del Golfo di Gela, dopo i ritrovamenti di via Cicerone, in via Besmes, e in via Genova propone una soluzione per evitare l’interramento delle dodici le tombe emerse in via Genova, appartenenti a due periodi differenti. Quelle del V secolo a.C. . e quelle del IV secolo a.C.  Chiede alla soprintendenza di Caltanissetta, all’assessore Regionale Beni culturali Sebastiano Tusa, al commissario Arena di non ricoprire le scoperte archeologiche e l’unica necropoli della Gela antica, anzi di valorizzarle, pubblicizzarle e farle ammirare a tutti.

Avendo la consapevolezza che non è utilizzabile il vetro per fragilità ed eventuale effetto serra, l’associazione è pronta a donare un progetto per utilizzare dei reticolati in acciaio zincato  che verrebbero posizionati a livello stradale.

Il reticolato permetterà la visione della necropoli e tutte le scoperte non sconvolgendo l’andamento veicolare e valorizzando le abitazioni adiacenti grazie al sito archeologico visitabile a tutti.

“Sarebbe un vero peccato quasi un crimine, seppellire la necropoli di via Genova, e via Bresmes visto che con questa tecnica (reticolato in acciaio zincato) sarebbe possibile vederli senza modificare il normale andamento socio-veicolare-urbano – scrive i presidente Francesco Agati – I vantaggi sono molteplici il costo basso. Coprire i ritrovamenti, sarebbe annientare la storia di Gela, cancellare la nostra memoria. Una testimonianza importante che potrebbe attrarre turisti, visitatori, studenti, appassionati e archeologi da tutta Europa.

Facciamo in modo che di questa città si ricordi  per le bellezze archeologiche e non per le solite liti, violenza e sopraffazione. Gela vuole puntare sul turismo deve mantenere  siti a disposizione dei visitatori, coprirli è un delitto contro la storia, e contro lo sviluppo della Città.

Inoltre si comunica che a breve l’associazione cercherà un accordo con Eni per l’utilizzo del pontile oggi in uso monopolistico alla raffineria, la grande infrastruttura tra le poche presenti nel territorio verrà utilizzata dopo le modifiche per l’attracco di catamarani e piccole-medie navi container  il fondale a tre km e mezzo dalla costa lo permette.

 

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