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Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che vi battezzerà in Spirito santo

Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che vi battezzerà in Spirito santo

Rubrica di ispirazione religiosa a cura di Totò Sauna

 

DOMENICA 13 GENNAIO
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». Lc 3,15-16.21-22

 

Ci aspettiamo tutti un Dio diverso, potente, grande, pronto ad ogni nostra richiesta. Diciamolo, ci rimaniamo male. Molto. Dove si è visto un Dio che nasce in una stalla?  Alla sua apparizione pubblica per il battesimo, si mescola tra la gente. Come tutti. Che differenza con i potenti di oggi, che arrivano ai convegni, riunioni con le sirene, con scorta a seguito. Eppure quanto durerà la loro vita 100 anni oppure 150? Non lo so. So che moriranno.  Sono finiti, come lo siamo noi. Che contrasto con Gesù che arriva senza scorta e senza codazzo di ruffiani e lacchè, come siamo soliti vedere. Arriva in silenzio, in umiltà.  Non fa chiasso. Obbediente. Sempre. Fino alla morte.  Riconosciuto da Giovanni, ma in umiltà china la testa al Battista. Senza clamore, senza fotografi al seguito, senza prime pagine sui giornali. Ma Dio dall’alto dei cieli ci fa sapere che quello è suo figlio. Lo riconoscerà solo Giovanni. Perché Giovanni è pronto all’ascolto. Ha fatto spazio nel suo cuore per accoglierlo. Ha fatto silenzio. Dio vuole che lo ascoltiamo. Come possiamo ascoltarlo nel baccano di questo mondo, dove tutti gridiamo? Con il battesimo inizia la nostra nuova vita di cristiano. Dove ci porterà? Alla felicità, alla salvezza, a dare il pieno senso alla nostra vita di ogni giorno. A dare un senso alle ore trascorse, ai fatti, ai momenti tristi e a quelli allegri. Mi sento ancora frastornato dai festeggiamenti di fine anno. Ci trastulliamo, ci affoghiamo nel cibo, pensando che più fuochi pirotecnici facciamo meglio andrà il nuovo anno. Ma ci sentiamo tristi. Ci giriamo e capiamo che le cose vanno come l’anno passato.   Mi pongo domande. Cerco risposte. Allora, solo una è la risposta che trovo. Manca Gesù nel nostro cuore. Manca Gesù nella nostra società. Ci costruiamo un mondo dove escludiamo Gesù Cristo. Da tutto. Da fastidio. Senza di Lui tutto è vano e perdiamo il senso delle cose. Il peso delle cose. Il loro valore. Senza di Lui, tutto è uguale, tutto è permesso, tutto è più facile. Inizia un altro anno. Inizia augurandoci che il nuovo sia migliore del vecchio. Un augurio. Ma cosa cambia tra il 31 dicembre e il 1 gennaio? Niente. Cosa cambia nella mia e nella tua vita in una sola notte o in un solo anno? Niente. Perché la cose ci vanno male ? Quale metro usiamo per decidere se l’anno è stato  buono o non è stato buono? Se vinciamo la schedina è stato un anno fortunato, se ci arriva un tumore invece è stato un anno negativo. Riflettiamo e capiamo che non siamo i protagonisti della nostra vita. Dipendiamo dagli eventi. Zombie. Banderuole al vento. E se le cose non vanno come diciamo noi,o meglio gli altri non fanno quello che noi vogliamo che facciano, succede una tragedia. In tutti i sensi. Non parliamo più. Litighiamo. Creiamo i muri. Poi, quando succedono le tragedie iniziamo ad interrogarci. Vogliamo capire. Sapere. Comprendere. Non c’è nulla capire. Questi sono i risultati di una campagna contro Cristo. Lottiamo in tutti i modi per distruggere la famiglia, per distruggere Cristo dalla vita. Lottiamo per togliere il Crocefisso dalle aule scolastiche. Gridiamo all’amore, confondendolo con l’egoismo. Gridiamo alla libertà contro la Chiesa, scoprendoci schiavi di stereotipi che ci costringono ad essere sempre belli, magri, forti, palestrati , abbronzati. Chi non ci riesce è uno sfigato. Da evitare. Da isolare. Per scoprirci poi più soli, più vuoti e vaghiamo senza meta e pensiamo che noi, proprio noi, siamo il metro di tutto, noi siamo i protagonisti della nostra vita, a tal punto, che diventiamo capaci di togliere la vita ai figli, di toglierci la vita. Allora, il vero anno nuovo è Cristo.  Solo Lui. Vuoi avere un anno veramente nuovo? Abbraccia Cristo.  Ci prendiamo in giro come se fosse un cenone o i botti o le mutande rosse o le lenticchie che possono cambiarci, che possono portarci le novità, i soldi, il benessere, la ricchezza. La vita cambia se diciamo SI al Signore. La vita  cambia se riusciamo ad aprire il cuore a Cristo. L’anno nuovo, vero, inizia con Cristo. Il vecchio anno, come l’uomo vecchio, va buttato dalla finestra. Per diventare nuovi bisogna avere il coraggio di Maria. Dobbiamo avere il coraggio del suo Magnificat.

Buona Domenica

Totò Sauna

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