Cultura e Società

I nuovi linguaggi dei giovani dell’èra digitale, spiegati agli adulti

I nuovi linguaggi dei giovani dell’èra digitale, spiegati agli adulti

Quante volte i genitori dei nativi digitali non riescono a capire il linguaggio dei loro figli; quante volte si rivolgono a loro per chiedere spiegazioni sui social, sugli smartfone, sui Pc. Perché i figli degli anni 60, 70 e 80 hanno dovuto acquisire i temi dell’era digitale e i loro figli sono invece esperti . Sarà il gelese prof. Vincenzo Cascino a relazionare il 18 gennaio presso il centro per le famiglie ‘Famiglie in centro’ a Roma, sul tema ‘i linguaggi digital virtuali della net generation. Cascino laureato a Roma in psicologia, ha insegnato a Roma e da qualche anno presta servizio presso il liceo delle scienze umane di Sanremo. E’ autore di numerose pubblicazioni, studi e ricerche scientifiche nel campo sociopedagogico; già docente a contratto in diversi atenei italiani ed ospite nel nostro giornale in diverse occasioni. Ecco un estratto della sua relazione di venerdì:

 

I blog

Stiamo parlando del blog.

Il termine blog è la contrazione di web log, ovvero “diario in rete.

Log è un diario in cui vengono annotati i fatti in ordine cronologico. Questo, appunto, è il blog: un diario in rete.

La parola weblog è stato usata dal blogger americano Jorn Barger nel dicembre del 1997. La versione contratta blog è stata concapita da Peter Merholz che nel 1999 ha usato nel suo sito la frase “we blog”, dando origine al verbo “to blog”(ovvero: bloggare, scrivere un blog). Il fenomeno ha cominciato a prendere piede nel 1997 in America e nel 2001 si è diffuso anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog e la sempre maggiore affluenza di utenti.

I blog si differenziano principalmente per tipologie di contenuto, tra le diverse tipologie di blog più diffuse troviamo, seguendo la catalogazione di wikipedia:

blog personale: è la categoria più diffusa. L’autore, vi scrive le sue esperienze, racconti, emozioni, disagi e proteste. Il contributo dei lettori nei commenti è in genere molto gradito e dà vita a discussioni molto intense e interessanti, infatti si creano un gran numero di collegamenti incrociati tra un blog e l’altro;

blog di attualità: può avere due aspetti: di solito è usato da giornalisti che decidono di utilizzare i blog per dare voce alle proprie opinioni e idee su argomenti d’attualità; in altri casi, invece, si tratta di persone che utilizzano il blog per commentare notizie lette su giornali o siti Internet;

blog tematico: è adottato da persone che coltivano degli hobby o delle passioni e fanno diventare il blog un punto d’incontro per scambiare opinioni sugli interessi che hanno in comune;

blog directory: una delle caratteristiche peculiari dei blog è la gran quantità di link. Alcuni blog si specializzano nella raccolta di link, riguardanti un argomento in particolare. Anche alcuni siti di news possono rientrare in questa categoria;

Photoblog: sono blog su cui vengono pubblicate foto invece che testi;

blog vetrina: questi blog permettono agli autori di pubblicizzare le loro opere  attraverso vignette, video amatoriali o altri temi particolari;

blog politico: è il blog utilizzato dai politici come mezzo di comunicazione con gli elettori, per esporre i problemi e condividere le soluzioni, principalmente a livello locale;

watch blog: blog in cui vengono criticati quelli che l’autore considera errori in notiziari on-line, siti web o altri blog;

m-blog: blog adoperati per promuovere, ed in seguito discutere, le proprie scoperte musicali mediante la pubblicazione di mp3 (da qui il prefisso) o file audio di tutti i tipi;

vlog o video blog: Si tratta di un blog che utilizza filmati, accompagnati da testi e immagini che occupano un posto di secondaria importanza. Il vlog è una forma di distribuzione di contenuti audiovideo, utilizzati da blogger, artisti e registi;

Audio Blog e podcasting: Si tratta di blog audio pubblicati attraverso il Podcasting[1]. La peculiarità di questo tipo di blog è la possibilità di scaricare automaticamente sui lettori mp3 portatili gli aggiornamenti.

– Edu-blog: si tratta di un blog applicato all’ambito della formazione e dell’e-learning attraverso i quali si moltiplicano le possibilità di apprendimento per gli studenti e di informazione/suggerimento per il tutor.

. I forum

Il forum è una piazza virtuale in rete all’interno della quale gli utenti che condividono i medesimi interessi possono discutere, scambiarsi idee, esprimere opinioni, confrontarsi l’uno con l’altro inviando messaggi di posta elettronica che sono visualizzati in una bacheca elettronica comune

I forum vengono utilizzati anche come strumenti di supporto on-line per vari prodotti e all’interno di aziende per mettere in comunicazione i dipendenti o permettere loro di reperire informazioni.

 

wikipedia: ovvero il sapere condiviso

Secondo quanto riportato dall’enciclopedia Treccani, Wikipedia nasce nel 2001 come progetto editoriale sviluppato esclusivamente all’interno della rete internet, con lo scopo di creare un’enciclopedia plurilingue basata sulla collaborazione.

La stessa Wikipedia dice di essere un’enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, un’organizzazione non-profit”

Wikipedia prende il suo nome dall’unione della parola “wiki”, termine hawaiiano che significa “veloce” e con cui viene chiamato un tipo di software collaborativo, e da “pedia”, parola che in greco significa “cultura”.

Attualmente è pubblicata in oltre 270 lingue differenti (di cui circa 180 attive, anche se la lingua inglese è la più sviluppata) e contiene voci tipiche di una enciclopedia tradizionale, ma anche voci di almanacchi, dizionari geografici e di attualità. Le edizioni in lingua operano indipendentemente l’una dall’altra.

La caratteristica di Wikipedia è che essa è curata da volontari, i quali possono modificare ogni tipo di articolo già presente o inserirne di nuovi, rispettando sempre il principio cardine dell’enciclopedia, quello cioè di scrivere da un “punto di vista neutrale”.

Lo scopo è quello di creare e distribuire una enciclopedia universale e libera, scritta nel maggior numero di lingue possibili, che descriva i fatti in modo imparziale, riportando tutti i punti di vista senza favorirne alcuno. L’enciclopedia è già uno dei siti di consultazione più popolari del web, ricevendo circa 60 milioni di accessi al giorno. Il progetto italiano ha preso l’avvio nella primavera 2001, ed ora la versione italiana ha superato i 120.000 articoli.

Vidoegames si, videogames no?

Nello scenario contemporaneo, caratterizzato, come abbiamo visto, da un lato da processi di globalizzazione e dall’altro da un complesso intreccio di modelli culturali e sociali proposti da un sistema tecnologico sempre più variegato, il videogioco rappresenta, senza dubbio, il rompicapo su cui più si arrovellano gli educatori.

Il primo dato di fatto con cui dobbiamo confrontarci è l’interesse e l’attrazione crescente che molti tra bambini, adolescenti e adulti manifestano verso questa forma ludica, vista a volte soltanto come una nuova modalità di svago, altre volte investendo su di essa con finalità più ampie e personali, quali la necessità di ricercare codici e linguaggi propri per comunicare, per creare e progettare, di far parte di comunità virtuali in cui confrontarsi e socializzare, di prepararsi alla scommessa del futuro lavorativo che spesso passa attraverso la simulazione di contesti possibili.

La notevole diffusione dei videogiochi ha assunto oggi una portata al di sopra di ogni aspettativa così come ci confermano i dati di fatturato dell’industria videoludica: basti pensare che negli ultimi anni fatturano mediamente più dell’industria cinematografica, e che il settore ha un tasso di crescita annuale del 9%: il maggior tasso di crescita in tutta l’industria dell’intrattenimento globale. Sicuramente il motivo di questo successo è da ricercarsi nelle loro caratteristiche intrinseche poiché oltre ad avere un carattere ludico e a presentare una grande quantità di azione visiva, i videogiochi sono interattivi e permettono il passaggio da una generazione di telespettatori ad una di “manipolatori di schermi” Non dobbiamo, poi, dimenticare che i videogiochi sono presenti in tutti i media, dal telefono cellulare ai tablet.

E’ stata illustrata una classificazione dei videogiochi in base alle diverse metodologie di gioco

categorie caratteristiche
Videogioco di azione Consistono nell’esplorazione di un ambiente fronteggiando situazioni impreviste ed eliminando i nemici che appaiono sullo schermo
Videogioco di strategia Sono la versione elettronica dei classici giochi come la dama o gli scacchi
Videogioco di ruolo Trasposizione elettronica dei giochi di ruolo
Videogioco di simulazione Giochi che riproducono situazioni di vita reale, come la guida di un aeroplano o di una macchina, oppure le partite di calcio o le gare automobilistiche
Videogioco d’azzardo Sono la versione virtuale di alcuni giochi da casinò ma richiedono puntate in soldi reali

E tanti altri…

Gli strumenti e gli ambienti tecnologici con i quali dobbiamo fare i conti non finiscono qui. Tra quelli maggiormente utilizzati in campo educativo si segnalano: iPad e iTunes.

  • i-Pad

E’ la “tavoletta”, ovvero il tablet computer, inventata dalla Apple che si utilizza con i polpastrelli anziché mediante le istruzioni da impartirsi con la tastiera o i comandi tramite mouse.

Il primo “impatto” dell’uomo con la tecnologia fu infatti quello dato dall’uso di strumenti (alle origini della stampa, con i “tipi” di piombo da inserire nel modello, peraltro facendo attenzione all’effetto negativo) che da sempre hanno condizionato (superato il primo impatto traumatico ed appresa la tecnica di utilizzo) lo sviluppo dell’apprendimento.

L’i-Pad è stato ritenuto da subito uno strumento ricco di potenzialità in campo didattico e infatti da  subito ha fatto il suo ingresso nelle scuole.

Gli studenti che lo utilizzano ne sono entusiasti così come i docenti. Ovviamente non si tratta solo di usare la rete o qualche App, che adotta l’i-Pad lo fa con la convinzione che il mezzo possa contribuire a creare nuove opportunità e metodologie in classe e fuori di esse.

Oltre gli esempi testé richiamati si ritiene interessante, in particolare, raccogliere l’esperienza della professoressa Antonella Brugnoli, coordinatrice della Rete dei Ragazzi del Fiume (ottanta scuole della provincia di Udine):

a differenza degli strumenti informatici tradizionali, come computer e, in parte, le LIM, gli i-Pad sono maneggiati con facilità dai bambini e dagli insegnanti. (…) Mi sono data questa spiegazione: il tocco diretto con le mani rende più familiare l’oggetto e quindi ne favorisce la fruizione.

Una esperienza analoga è stata intrapresa a partire dal 2011 alla Rome International School, Cris Sohier, responsabile del progetto, racconta che l’esperienza è stata realizzata per colmare il divario con la generazione di studenti “nativi digitali”, ragazzi che non hanno mai conosciuto un tempo senza personal computer, studenti abituati a pensare in termini di audio, video, interattività,presentazioni digitali, file sarin, world wide web, fornendo loro uno strumento didattico che in qualche modo portasse tali elementi nel loro percorso educativo.

  • iTunes

iTunes è un’applicazione sviluppata e distribuita dalla Apple Inc. per riprodurre e organizzare file multimediali, permette l’acquisto online di canzoni, video e film attraverso il servizio iTunes Store. La distribuzione di iTunes come freeware, la sua semplicità di utilizzo e la sua capacità di mantenere una buona organizzazione della libreria audio ne hanno garantito una rapida diffusione. Nel 2003, con la versione 4.1, è stato portato anche sui sistemi Windows per permettere agli utenti di questa piattaforma di accedere al negozio di musica online iTunes Music Store. Nel 2008 iTunes è diventato il secondo player musicale del mondo.

  • Social network

Altro fenomeno rilevante dei nostri tempi sono i social network. Facebook, Netlog, MySpace costituiscono un’estensione digitale della sfera sociale. Una realtà dalla quale non si può prescindere.

Se sulle pagine ufficiali delle maggiori Università su Facebook, gli studenti possono oramai trovare veri “servizi di sportello”, i 25 allievi del Master di secondo livello in Diritto del Lavoro e relazioni industriali dell’Università Statale di Milano sono stati obbligati a creare un proprio profilo su Twitter. La loro valutazione si baserà anche sulla loro capacità di interagire tra loro e con il docente sul sito di microblogging.

Neanche il mondo del lavoro prescinde dai social network molte società effettuano la selezione del personale utilizzando social network e videogiochi. A dimostrazione di ciò si pensi anche a tutto il filone dei computer game che riguardano i diversi ambiti lavorativi: dai colloqui di assunzione fatti attraverso i videogiochi alle simulazioni di situazioni che sia affronteranno.

Si leggeva già nel 2006 su “La Repubblica”:

E’ davvero difficile racchiudere le qualità, le aspirazioni e gli atti di un uomo e di una donna nell’angusto spazio di una o due pagine formato A4. Tutti lo sanno. Tutti quelli che hanno spedito più di una volta il proprio curriculum sanno quanto poco di sé rimane sedimentato in cinquemila caratteri. Adesso cominciano a pensarlo anche le aziende. Proprio loro che devono riuscire a indovinare dietro quale candidato si cela il migliore neoassunto possibile.

Proprio le grandi aziende, hanno deciso di sperimentare qualcosa di più. Qualcuna utilizza dei business game, altre delle simulazioni virtuali, altre ancora utilizzano i blog per capire più a fondo la personalità del candidato. Soprattutto negli Usa ma anche in Europa le cose stanno cambiando velocemente.

Secondo un’indagine del Sole 24 ore – Job24, l’inserto dedicato al mondo del lavoro, negli ultimi anni sono quasi raddoppiate negli Stati Uniti le imprese che utilizzano una qualche forma di simulazione virtuale per scoprire qualcosa di più di chi si candida per un impiego.

Qualcuno ha già organizzato una “fiera virtuale” dove candidati e aziende possono incontrarsi senza doversi muovere da casa. Mentre molte aziende cercano anche informazioni in rete sui candidati – meglio ancora se nel blog o nel profili FB del candidato – per capire più a fondo la sua personalità”

Stampa articolo
Visualizzazioni articolo: 2.244
Cultura e Società

di più in Cultura e Società

La prima della ‘Giornate della legalità’ alla Mattei

Liliana Blanco22 Maggio 2019

Rovereto ardente con Maria ai piedi di Gesù

Redazione22 Maggio 2019

Conferenza su Leonardo

Liliana Blanco22 Maggio 2019

Monica Borrettini vincitrice de ‘La Gorgone d’oro’

Redazione22 Maggio 2019

Impara l’arte dell’uncinetto

Redazione22 Maggio 2019

La sindrome metabolica e la dieta come stile di vita: conferenza a scuola

Liliana Blanco21 Maggio 2019

‘Il medico dei pazzi’ dell’UniTre

Liliana Blanco20 Maggio 2019

I performer gelesi alla Coppa Italia per le arti scenico-sportive

Liliana Blanco20 Maggio 2019

10.000 reperti sotto il mare….

Liliana Blanco19 Maggio 2019