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…mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio…

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Rubrica di ispirazione religiosa a cura di Totò Sauna

DOMENICA 27 GENNAIO
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Lc 4,14-22

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Si presenta Gesù. Inizia la sua missione. E comincia là nel suo paese, nella sua città. Va nella sinagoga. Srotola un libro di Isaia e comunica a tutti che,  in quel momento quella Parola si è realizzata. Tutti lo guardano sorpreso. Se fossi stato presente qualche dubbio mi sarebbe assalito.  Perché devo credere?  Perché devo dire che  lui è il Messia. Perché lui e non un altro? Ha una grande autorità. E’ vero. Ma quante altre persone ne hanno. Cosa ci fa dire che quelle parole del profeta  Isaia, scritte almeno 750 anni prima, si sono realizzate? La vita di Cristo. La Fede.  Vedete quante volte questo può capitare a noi, amico di Visione di Oggi. Quante volte proclamiamo citazioni evangeliche, proclami altisonanti. Aulici.  Ma cosa fa dire ai nostri amici che quella Parola si è fatta carne?  La nostra vita.  Non quella del vicino di casa o del collega della scrivania accanto.  La mia e la tua.  Sempre nel Vangelo, Cristo ci indica quale è il metro per la strada giusta. Ci indica senza dubbio la cartina al tornasole. Sono le parole di Isaia. Ce ne saranno altri durante il triennio della sua missione. Ma si inizia con questa citazione del profeta Isaia. Quindi, dobbiamo portare il lieto annunzio ai poveri. Ormai penso che sia chiaro che quanto parliamo di poveri, parliamo di persone che vivono in tale stato non solo dal punto di vista economico, ma, anche, e non so se è peggio, spirituale. Conosco gente ricchissima, ma che vive male, con una situazione familiare distrutta, con marito e moglie che vivono assieme solo di facciata. Quanti casi. Dov’è la felicità? Davanti gioielli luminosi e sfolgoranti, dentro le mura di casa un silenzio tombale. Senza rapporto. Una tristezza. Un’angoscia. Io pensavo che tu, in verità io pensavo. E si litiga. L’indomani tutti truccati, mettiamo le maschere sorridenti e via cosi la vita di ogni giorno. Allora, prima di tutto a questi dobbiamo dire che Cristo è la felicità. La vera liberazione ,che la loro vita trascorsa cosi è sprecata è un tesoro buttato al mare. Isaia continua dobbiamo ridare la vista ai ciechi. Chi sono i ciechi? Chi si fa ingannare dal mondo, dagli idoli, chi si è costruita una fede ad immagine e somiglianza, chi brancola nel buio e cammina a tentoni. Una volta va in chiesa, un altro no. Una volta va in gruppo, un’altra volta in un altro. Perché lì non c’è comunità, lì sono tutti antipatici, lì si sparlano e cosi si cambia gruppo.  Dopo un anno, la stessa musica. Ogni scusa è buona per non andare a Messa. C’è freddo, c’è caldo, l’omelia è lunga ecc. Ciechi che brancoliamo al buio. O peggio, chi non si pone  le domande di senso e vive come una canna al vento che sbatte dove vuole il dio eolo. Illusi. La strada è indicata. Non possiamo più avere alibi. Siamo chiamati ad una Fede vera. Piena. Solida . Forte. Adulta. Coraggio miei lettori. Lo so non è facile. Dobbiamo lasciare tante nostre abitudini che ci sembrano buone ma che ci portano lontano da Dio. Iniziamo a fare un piccolo esame di coscienza . A scrutarci dentro. A guardare il nostro cuore. Mettiamoci davanti questo stupendo brano del Vangelo e iniziamo a pregare. Prima in silenzio per pochi minuti e poi recitando una preghiera che conosciamo. E, cosi ripetiamo questo esperienza anche quando siamo in difficoltà, quando siamo confusi tristi e viviamo un momento di grande scoramento. Mamma mia se capitano questi momenti. Non abbandoniamo mai  la Parola di Dio. Andiamo a rileggere questo brano del Vangelo per capire se siamo in carreggiata. Se non lo siamo, subito rimettiamoci sulla giusta strada ne vale della nostra Vita.

Buona Domenica

Toto Sauna

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