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Miracolo a Gela! Sparita la spazzatura? Solo nella fantasia…….

Miracolo a Gela! Sparita la spazzatura? Solo nella fantasia…….

Gela – Magari non avessimo più spazzatura per le strade..! Magari, la Nave greca potesse essere esposta a breve ed venire ammirata in tutto il suo splendore!  E invece l’attendiamo da 10 anni! Magari bastassero 383 blog per cambiare l’immagine di Gela! Si potranno ingannare due o tre gruppi di turisti che poi non faranno buona pubblicità e non torneranno mai più. Magari noi giornalisti ‘liberi’ potessimo scrivere belle notizie, ma vere però! Magari… E invece noi, cattivi giornalisti, siamo costretti a scrivere ogni giorno di morti di tumore a 35, 42, 51 anni, l’ultimo oggi.  Siamo costretti a scrivere che i ragazzi cadono per le buche nell’asfalto quando percorrono le strade disastrate o per evitare un sacchetto di pattume lasciato al centro della strada.  Siamo costretti a scrivere della spazzatura che ci attornia in ogni angolo raccogliendo le lamentele di chi non ce la fa più a respirare aria malsana o di chi non sa come fare per risparmiare la vista dello scempio agli ospiti. Siamo costretti ad assistere inermi alle beghe di chi vorrebbe fare politica per ambizione o altro e si accapiglia per accaparrarsi il posto ma non ha tempo per presentare idee e proposte o quando le presenta, se le scorda il giorno dopo. Siamo costretti a guardare la spiaggia osannata un tempo da Quasimodo ed Eschilo ma vituperata dagli stessi cittadini e forse anche da noi con la penna. Spiace. Ma è la verità. E le foto parlano un linguaggio senza parole. Ecco un fotogramma di un video che ritrae qualcuno che abbandona i rifiuti da un’auto:

Siamo costretti a vedere la disperazione negli occhi di tante madri che, dopo essersi sacrificate per tutta la vite, devono fare le valige per i figli che partono. Laureato o no. Ma partono sempre. E Gela sta passando da quinta città della Sicilia a paesone: da 95 mila abitanti a 72 mila. Eppure solo chi esce dai confini riesce ad imporre il suo nome e la professionalità. Gli altri restano ingabbiati. Scriviamo da decenni che non c’è acqua sufficiente pur avendo il mare; che paghiamo bollette stratosferiche per un servizio che, sulla carta è assicurato 24 ore su 24, ma di fatto non esiste. Comodo scrivere un commento di fantasia descrivendo una situazione che non c’è, perché con la bella cifra che si guadagna ci sono i margini per acquistare spazi in un giornale importante. Peccato che quella Gela che il figlio del Nobel Fo descrive, non esiste. Sarebbe bello, ma non esiste. In compenso esiste una Gela dal sole sfavillante che illumina il mare, la spiaggia ma anche la spazzatura che viene abbandonato per strada. Non solo perché i gelesi non si vogliono rassegnare alla differenziata ma perché sono stati violentati. Una mattina si sono svegliati e i cassonetti non c’erano più. Erano spariti, ritrovati qualche settimana dopo a Palagonia. L’amministrazione comunale del tempo aveva deciso di adeguarsi alla normativa e, senza gara, ingaggiare un’azienda sconosciuta per avviare la raccolta differenziata. Senza una campagna di sensibilizzazione. Senza un convincimento interiore: d’emblai. Sono stati messi di fronte ad un ‘fatto compiuto’ ; e non è facile cambiare abitudini dopo secoli.  E poi, diciamocelo chiaro, il gelese, considera cosa propria il perimetro di casa sua: lo abbellisce , lo pulisce, ma la cosa comune, non è sua e non la cura. Ancora oggi, dopo quasi 5 anni non ci sono squadre di vigili urbani sufficienti a contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti per strada. Cosa ha visto Fo? Ha sbagliato città? Oppure … non  so. E invece noi qui combattiamo ogni giorno con le cartacce spazzate dal vento;

con i resti di cibo trascinati dagli animali; con i topi che trovano a Gela il loro habitat naturale e si ingrassano e passeggiano indisturbati a due passi dalle scuole elementari. I cittadini, ogni giorno, inviano alle redazioni ed alle associazione quantità industriali di foto e quella immagine diffusa ieri, non la riconoscono. Non basta scrivere di sogni per vederli materializzati. Certo non ci sono le montagne di rifiuti del periodo di aprile -giugno, ma l’eden no; non c’è! Magari Gela fosse così come la descrive Fo. Non ci offendiamo. Lo prendiamo come un buon auspicio per il futuro. Grazie per l’augurio. Ma al presente questa descrizione non è aderente alla realtà.

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