Cultura e Società

La madre, il figlio, l’alzheimer protagonisti di ‘Un momento difficile’

La madre, il figlio, l’alzheimer protagonisti di ‘Un momento difficile’

Gela – “Mi cambi il pannolone”. “La bandante non c’è”. “E quando viene?”

“Domani”.

“MI cambi il pannolone”. “La bandante non c’è”. “E quando viene?”

“Domani”.

I dialoghi si ripetono in forma estenuante per il protagonista; percepita a volte in chiave comica dal pubblico. Perché la mamma malata di Alzheimer è come una bambina per il protagonista della sceneggiatura inedita del triestino Furio Bordon ed interpretata magistralmente da Massimo Dapporto. Lo spettacolo è andato in scena ieri al Teatro Eschilo.  La storia si dipana in una sola serata ed è incentrata su un figlio maturo che si ostina ad accudire la madre di 93 anni. E si dispera, si stanca, si arrabbia , ma di portarla alla Casa di riposo non ne vuol sentire parlare. In quella stanza che odora di morte, unica scenografia a volte tetra a volte viva, si stagliano due ectoplasmi, i suoi genitori, nonostante la madre sia ancora viva nel suo letto di morte. Sfilano davanti all’uomo i momenti della sua vita di bambino, di adolescente: le sue paure, i suoi traumi mai superati. In un dialogo aperto e senza veli cadono tutti i misteri, i segreti sulle scappatelle senza senso, perché l’amore è più forte di qualche stupido capriccio a tempo determinato. Le voci della sua coscienza di figlio sono lì per sostenerlo nel Momento difficile che deve affrontare.  Ma questa occasione non servirà, al protagonista , perché quando tutto è finito e giunge inesorabile l’abbraccio fra i nostri cari e sorella morte, rimane un senso di incompiuto, un bisogno di mettere a fuoco. Perché non ci si comprende mai abbastanza. E quando tutto finisce rimane solo un senso di vuoto per ciò che non si è detto, o non si è fatto. Chissà per quale strano meccanismo, si radica, in ogni uomo, la certezza che i genitori siano eterni; e non si è mai sufficientemente pronti e preparati alla loro partenza. Il momento difficile è l’ultimo istante insieme, è il momento del confronto con un vuoto che riempirà per sempre ogni giornata; perché c’è un momento in cui ogni figlio, figlio più non è. È quello, l’istante in cui inizia un lungo, interminabile, infinito “momento difficile”, la nuova vita di solitudine che lo aspetta, senza la madre che lo aveva fatto stancare e che pure rimpiangerà.

Il pubblico gelese attendeva il ritorno al Teatro con interesse dopo la pausa natalizia resa più lunga dal differimento della data dello spettacolo con Ornella Muti: c’era la fila davanti al botteghino per entrare in sala. Lo stesso pubblico è uscito mesto dalla sala dopo un’ora e mezza di riflessione e un po’ di sofferenza.

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