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Zappulla (Pdf) denuncia le lobby del malaffare che stringono la politica

Zappulla (Pdf) denuncia le lobby del malaffare che stringono la politica

Gela – Il dirigente nazionale del Popolo della famiglia Emanuele Zappulla, rompe gli indugi e denuncia i metodi ‘malavitosi’ del mondo legato alla politica da Gela a Roma fino ad Aosta.

“La politica che non muore mai è ispirata dalla dottrina sociale della Chiesa, giustizia, moralità e sviluppo economico.

L’impegno del popolo della famiglia per contrastare la corruzione politica e il suo fenomeno inizia come un impegno educativo attraverso la conoscenza della propria esistenza e il rapporto con la società.

L’impostazione critica del dirigente nazionale Zappulla contro la presenza della mala politica e delle sue connivenze con i mondi dell’economia, dell’amministrazione e della politica stessa emerge, dallo stato sociale e dalle povertà portate per opprimere un territorio.

Zappulla denuncia «la lobby del malaffare , che stringe nei suoi tentacoli giustizia, amministrazione, politica; di quel sistema che oggi serve per domani essere servita, protegge per essere protetta, ha i piedi a Gela ma afferra anche a Caltanissetta e Palermo, penetra nei gabinetti ministeriali, nei corridoi, viola segreti, sottrae documenti, costringe uomini, creduti fior d’onestà, ad atti disonoranti e violenti. Oramai il dubbio, la diffidenza, la tristezza, l’abbandono invade l’animo dei buoni, e si conclude per disperare. È la rivelazione spaventevole dell’inquinamento morale di Gela, sono le piaghe e cancrenose della nostra terra, la immoralità trionfante nel governo cittadino. È sintomatico l’accenno all’immoralità e alla corruzione che prelude alla principale battaglia che il popolo della famiglia si propone: la moralizzazione della vita pubblica.

L’ analisi di questo dramma si può ricavare attraverso alcune manifestazioni del fenomeno di corruzione il cui scopo è il lucro e il cui mezzo principale è il ricatto. In esso s’inserisce il potere politico che chiedendo alla movimenti dei servizi li ricompensa attraverso favori e atti illeciti. La regola indispensabile per questo complesso intreccio d’interessi è l’omertà che lega inevitabilmente i vari livelli di potere istituzionale, politico, economico, tra cui la politica finisce per assumere un ruolo di mediazione e di controllo complessivo della situazione. Tutto questo non lascia spazio di recupero morale e di ribellione alla logica del malaffare tranne che in qualche eroe solitario. La denuncia di Zappulla ha lo scopo di educare il popolo per formarne la coscienza a una cultura della legalità e della moralità, che in alcuni casi è assente o sopite.

Si percepisce il modo e la cultura della non libertà ad esprimere la propria condotta e libertà di espressione, ci sono metodi violenti per condizionare il voto dei cittadini e i politici che praticano la corruzione elettorale. Il trucco elevato a sistema, per la delinquenza fatta signora a padrona della Sicilia».

 

Zappulla  denuncia senza timori l’esistenza di sistemi e gruppi che comprende le cause più profonde del fenomeno e le sue tendenze all’urbanizzazione.

 

A Gela vive il fenomeno di povertà e di condizioni economiche arretrate.  Infatti, cosa andrebbero a fare questi accattoni e falsi buonisti se non potessero estendere il loro potere e i loro intrighi nella distribuzione di beni.

Forse, costoro, non hanno mai visto politici siciliani a Roma, e andare e venire dai ministeri?».

Questo fenomeno deve essere fermato, per non dare piedi e mani nel silenzio più assoluto ai questi uomini che hanno distrutto un paese, sradicando le più profonde radici del bene. fenomeno. Povera Gela mia, povera Sicilia mia.

 

Bisogna intraprendere il percorso per la moralizzazione della vita pubblica, per diffondere e praticare i principi cristiani in seno alla società. Il popolo della famiglia sostiene che per combattere le varie criminalità politiche si tratta di comprenderne la presenza non innanzitutto e solo come problema di sottosviluppo economico, ma come un problema culturale, morale e religioso. La mala politica potrà essere sconfitta attraverso un profondo cambiamento di mentalità, a un «riarmo morale» che porti a non idolatrare il denaro e la violenza e a ritrovare il nesso indispensabile che deve legare morale, economia, l’economia senza etica è diseconomia e che «l’utile degli associati a delinquere non è qualificabile come bene comune». Togliendo nodi cruciali con analisi spietate, che non mancano di attualità parlando di concussione, di conflitto d’interessi da parte dei “controllori-controllati” e identificando nello statalismo, nella partitocrazia e nell’abuso del denaro pubblico le tre “male bestie” della democrazia italiana.

«Una parola moralizzare la vita pubblica! Dove e quando essa è stata mantenuta sulla linea della moralità? Eppure è questa l’aspirazione popolare: giustizia, onestà, mani pulite, equità». E conclude: «Pulizia! Pulizia morale, politica e amministrativa, — solo così potranno i partiti presentarsi agli elettori in modo degno per ottenere i voti; non mai facendo valere i favori fatti a categorie e a gruppi; non mai con promesse personali di posti e promozioni; ma solo in nome degli interessi della comunità nazionale, del popolo italiano, della Patria infine, — perché la moralizzazione della vita pubblica è il miglior servizio che si possa fare alla Patria nostra». Zappulla cita la sua esperienza personale in campo  politico «per provare con i fatti e vincere le battaglie sia contro «Molti dicono di difendere la propria terra, la moralità, lo Stato, e perfino la Chiesa e la fede. Non è così che si cerca il regno di Dio e la sua giustizia, non è così che si rende testimonianza al Cristo, ma con l’osservare i comandamenti e prima di tutto il comandamento della giustizia e dell’onestà che sono alla base dell’amore del prossimo». Uno degli insegnamenti di Sturzo, valido e attuale oggi, in un momento di caduta di valori etici comunemente condivisi, è la ripresa di comune tensione morale e religiosa basata su un’antropologia sociale ispirata ai valori cristiani presenti nella dottrina sociale della Chiesa. Gela rialzati con le tue più belle virtù, I giovani, famiglie e il tuo Sole. Siamo noi adesso I controllori per cambiare la città, servendo ogni necessitá del cittadino. Avendo chiara la situazione attuale del territorio non possiamo ancora lasciare la città ai predatori, in questi giorni ci sono tavoli e trattative sempre degli stessi personaggi che hanno cambiato pelle,  volto e nomi, ma i pupari sono sempre gli stessi, credo oggi che Gela è stanca di soffrire e vedere I propri figli andare via,  Gela ha capito cosa fare e dove andare”. 

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