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La Consulta giovanile si schiera dalla parte delle associazioni ‘sfrattate’

La Consulta giovanile si schiera dalla parte delle associazioni ‘sfrattate’

Gela – La Consulta Giovanile di Gela, durante l’ultima assemblea che ha avuto luogo nella Casa del Volontariato, ha deciso di prendere una posizione di difesa netta rispetto al recente provvedimento di sfratto nei confronti di quelle associazioni che utilizzano gli immobili comunali per svolgere attività di cui a giovarne è il territorio.“La Consulta Giovanile, dalla sua nascita, da organo istituzionale quale è, non hai mai ricevuto ne dalla passata amministrazione e ne dal recente commissariamento, locali propri per la realizzazione dei suoi compiti istituzionali e lo svolgimento delle sue attività, nonostante questo sia stato messo per iscritto e firmato sia dall’amministrazione che dal consiglio comunale passato nella delibera n°90 del 26 giugno 2017, tutt’ora pubblicamente consultabile. Nonostante ciò, ci siamo avvalsi, soprattutto nel post sfiducia amministrativa, della disponibilità di enti ed associazioni che hanno messo a disposizione gli immobili comunali a loro affidati per
permettere il regolare svolgimento delle assemblee plenarie della Consulta stessa. Essere presenti e svolgere le attività dell’ultima assemblea presso la Casa del Volontariato sta a significare, non soltanto la piena solidarietà da organo istituzionale nei confronti di chi programma e da servizi al territorio, ma anche che tali immobili gestiti da queste associazioni sono fondamentali per le istituzioni, soprattutto per quelle giovanili come la nostra che trovano la possibilità di pianificare ed organizzarsi rispetto a chi invece per legge dovrebbe garantirci automaticamente gli
spazi necessari.” Dal comune nelle scorse era arrivata la pronta risposta per tranquillizzare tutte quelle associazioni
risultate meritevoli nel territorio, ma la Consulta Giovanile chiede che nel prossimo futuro si cambi metodo e criterio in tali valutazioni e che vi siano invece incentivi per tutti coloro che nonostante continuino ad offrire servizi, vivono quotidianamente difficoltà nell’indifferenza di chi invece, dovrebbe essere da ausilio.

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