Cultura e Società

8 marzo: si parla del femminicidio con i libri di chi lo ha vissuto

8 marzo: si parla del femminicidio con i libri di chi lo ha vissuto

Gela – La giornata dedicata alla donna ricordata attraverso un libro scritto da una donna vittima di femminicidio. La scuola Mattei e la Fidapa, l’8 marzo lo trascorrono così, presentando una figura che i sé stessa è vittima; per parlare di un fenomeno preoccupante e tentare di esorcizzarlo. “Sono rimasta colpita dalla figura di questa donna – dice la presidente della Fidapa, Elsa Aparo – Angela Ferrara è morta a soli 31 anni per mano del marito. Era una giovane donna con un mondo speciale intorno che trasferiva sulla carta attraverso racconti per bambini. Noi l’8 marzo vogliamo viverlo ricordando questa figura”. “Non è una festa – dice la dirigente dell’Istituto comprensivo Gela – Butera, Agata Gueli – e per questo ho accolto la proposta della Fidapa che oggi è un momento di riflessione per i ragazzi, testimoni di un’èra in cui il femminicidio è divenuto una costante e che si annida nelle famiglie”. I lavori sono stati aperti dalla dirigente Gueli e coordinati dall’intervento della psicoterapeuta Stefania Pagano che ha sottolineato l’importante del tema nel tessuto sociale attuale in cui i valori sono surclassati dalla passione negativa che ha armato la mano di Vincenzo Valicenti, che ha ucciso la scrittrice di favole per bambini. Il femminicidio è avvenuto a Cersosimo, piccolo paesino di 600 abitanti in provincia di Potenza. Stante a quanto hanno dichiarato alcuni testimoni, la relazione tra Angela Ferrara e il 41enne Vincenzo Valicenti era in crisi da molto tempo e da qualche mese la donna aveva lasciato la casa di famiglia insieme al figlio per tornare dai propri genitori. Proprio prima del femminicidio le liti tra i due erano continue ma nessuno si sarebbe mai aspettato un epilogo tanto cruento. Angela, poetessa e animatrice di eventi culturali per bambini, è stata uccisa a colpi di pistola da Valicenti con la pistola di ordinanza che aveva in dotazione l’uomo in quanto guardia giurata. La donna è stata colpita a pochi metri dalla scuola elementare dove poco prima era entrato il figlio di 7 anni. Stando a quanto ricostruito, la causa scatenante della follia omicida del 41enne sarebbe stata la decisione di lei di lasciarlo. Dopo aver ucciso Angela, l’uomo si è suicidato sparandosi. Angela Ferrara era molto conosciuta nella comunità per via della sua passione per la scrittura, oltre che per essere  promotrice di diverse iniziative culturali dedicate ai bambini. Di recente aveva pubblicato un libro per l’infanzia intitolato “L’alfabeto degli animali” e dopo il terremoto di Amatrice ne aveva regalato 100 copie al sindaco Pirozzi da donare ai bimbi colpiti dal sisma.

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