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Acqua a singhiozzo nel nisseno: interruzioni fino a 30 giorni

Acqua a singhiozzo nel nisseno: interruzioni fino a 30 giorni
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Caltanissetta – “Fornitura d’acqua a singhiozzo ma i costi in bolletta restano vertiginosi, nel 2018, oltre 30 giorni di interruzioni del servizio idrico solo nel comune di Gela; circa 25 a San Cataldo, 24 a Sommatino, 18 a Mazzarino, 17 giorni a Caltanissetta e Butera, e non va molto meglio negli altri comuni della provincia”. Lo comunica il deputato alla Camera del Movimento 5 Stelle Dedalo Pignatone, dopo aver analizzato numerosi documenti forniti da Caltaqua a seguito di una richiesta di accesso agli atti avanzata proprio dal deputato Cinquestelle, relativamente ai giorni di interruzioni dell’erogazione dell’acqua lo scorso anno, in tutti i comuni in provincia di Caltanissetta serviti dal gestore del servizio idrico integrato.

“Sono numeri significativi e impietosi, – continua il deputato Cinquestelle – anche in termini di costi fissi, infatti, le famiglie e i cittadini continuano a pagare a caro prezzo, senza alcuna riduzione dei costi fissi, un servizio inefficiente e non continuato”.

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“Abbiamo chiesto più volte a Caltaqua risposte urgenti anche in merito ad un altro aspetto rilevante, – va avanti Pignatone – legato alla bonifica dei serbatoi: se, infatti, viene fornita acqua non potabile o addirittura inquinata, i serbatoi possono essere utilizzati regolarmente o, invece, andrebbero igienizzati e sterilizzati? Viene da sé che, in base agli agenti inquinanti, in teoria andrebbe fatta un’opera di pulizia. In diverse occasioni ho richiesto all’ente anche questo dato, ma l’Ente non ha mai risposto”.

“L’acqua non è solo un bene primario, – conclude il parlamentare – ma anche estremamente prezioso, per questo il Movimento 5 Stelle, sin dalla prima ora, sta conducendo una battaglia perché il servizio torni ad essere pubblico. Abbiamo già presentato un ddl alla Camera, al momento in discussione in commissione, che va in questa direzione. Nel frattempo, però, gli attuali gestori, garantiscano, quanto meno, i parametri essenziali per la Salute delle persone e valutino l’opportunità di diminuire i costi fissi in bolletta in considerazione delle interruzioni del servizio”.

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