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Altro che Tav! Noi alla stazione abbiamo una bisca …. ‘casereccia’

Altro che Tav! Noi alla stazione abbiamo una bisca …. ‘casereccia’

Gela – La lite sulla Tav a Roma sfiora l’incidente diplomatico. La Tav assicurerebbe un treno veloce che porta in Francia e già troppi guai ha fatto collezionale al Governo per il rapporto istituzionale con Macron. Il treno ha soppiantato gli arei: è sicuro, rispetta l’ambiente. Questo fino al Roma. Scendendo giù per lo stivale la situazione è tutt’altra: l’alta velocità diventa velocità e poi arriviamo nel settore lumache o tartarughe come avviene nell’estremo lembo della Sicilia. Noi abbiamo altri problemi. Un viaggiatore che arriva in treno nella stazione di Gela trova quello che vedete in foto: una bisca ‘casereccia’ approntata con qualche pezzo di legno a mò di tavolo, casse di frutta come sgabello e un tappeto di cicche di sigarette per terra, nonostante il divieto di fumo nei luoghi chiusi viga da 16 anni. Per non parlare delle urla quando qualcuno tenta di barare o sbagli nella mossa. Non fanno nulla di male certo, a parte il fumo, ma lo spettacolo non è certo accattivante per il viaggiatore che approda nella città dalle origini greche. La stazione rappresenta il sito che ospita una delle infrastrutture più importanti della storia e quella di Gela, in realtà ha tutta l’aria di essere un reperto storico, ma non certo per essere annoverato fra i tesori, quanto per vecchiume. Nessuno se n’è mai occupato. Nessun politico ha mai, minimamente fatto un’indagine per capire come funzionasse o se ‘Ferrovie dello Stato’ tagliasse le tratte. Nessuno ha mai fatto una passeggiata fra i binari morti, dove i clochard o gli extracomunitari senza alloggio, passano le notti. Sembra non esistere nel perimetro di Gela. Eppure gli stessi politici al momento delle elezioni sostengono di aver fatto tutto il possibile per la città. Poi il viaggiatore che arriva dalla stazione tenta di usare i mezzi pubblici: e lì un’altra avventura. Perché gli autobus urbani che a Parigi arrivano un minuto prima della tabella di marcia, qui, arrivano quando gli pare. Quindi il povero viaggiatore deve aspettare sotto il sole ‘estate’ o nel vento d’inverno se non ha nessuno che si presti ad accompagnarlo. Quando riesce ad arrivare in città per sbrigare i suoi affari si scontra col traffico di un comune privo di un’organizzazione adeguata di mezzi pubblici. Diario di bordo di un viaggio nell’esterno sulla della Sicilia.

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